"A.Li.Sa non prevede gli effetti della seconda ondata Covid e calpesta i diritti dei lavoratori della sanità"

"A.Li.Sa dovrebbe pensare a contenere i contagi evitando di sovraccaricare gli ospedali e i loro pronto soccorso, incrementando certamente gli organici ridotti all'osso."

Sabato, 24 Ottobre 2020 17:46

Anche sul territorio spezzino non è passata inosservata la richiesta di A.Li.Sa che, per mano del suo commissario generale Walter Locatelli, ha tentato di porre con smaccata disinvoltura diversi limiti ai diritti dei lavoratori della sanità ligure. Parliamo, quindi, anche dei due poli di Sarzana e La Spezia che tra sanitari e amministrativi contano più di mille addetti. Un vero accanimento partito dalla penna del commissario straordinario che ha scritto ai direttori generali delle ASL ed aziende liguri per invitarli a prestare attenzione all'emergenza ipotizzando di sospendere ferie, permessi e persino limitazioni alla concessione dei permessi ex l. 104/92

In questo contesto le organizzazioni sindacali non sono state coinvolte creando un precedente piuttosto grave. Fino a poco tempo fa, i lavoratori della sanità erano stati oggetto della retorica del potere, ovvero erano stati proclamati eroi senza che mai lo avessero chiesto. Oggi, invece, non si tiene conto della stanchezza accumulata nella prima e nella seconda fase della pandemia, non si tiene conto dell'abnegazione e della professionalità che hanno espresso e stanno esprimendo ancora. Siamo esterrefatti dall'arroganza con la quale è stata trovata la soluzione all’attuale emergenza Covid. Il Commissario ha deciso di accanirsi ulteriormente sugli pperatori sanitari già allo stremo delle forze e questo, per noi, è un atto assai grave che compromette le relazioni sindacali.


Noi affermiamo con forza che occorra discutere molto, proprio con l'apertura di un tavolo regionale sul tema: i lavoratori hanno bisogno di obiettività e non di rigidità perché, spesso, sono le persone più a rischio. Non possiamo dimenticare che solo pochi mesi fa i nostri operatori sanitari sono stati costretti ad affrontare il contagio con e senza dispositivi di protezione individuali, stando anche a disposizioni approssimative che si sono successivamente rivelate inadeguate.

A.Li.Sa dovrebbe pensare a contenere i contagi evitando di sovraccaricare gli ospedali e i loro pronto soccorso, incrementando certamente gli organici ridotti all'osso.
I diritti sanciti dai contratti e dalle leggi nazionali vigenti non si possono ridiscutere perché chi è deputato a dirigire la sanità non è stato in grado di far fronte alle esigenze derivanti dalla seconda ondata Covid.

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl Fials La Spezia

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