Nuovi pontili, Legambiente contraria: "No allo snaturamento di Lerici"

L'associazione ambientalista critica duramente il progetto del Comune.

Martedì, 09 Febbraio 2021 12:20

"Attualmente Lerici si affaccia su una rada (perchè appunto trattasi di rada, non porto) piccola e gradevolmente vissuta, dove coesistono attività diverse per funzione e tutte di contenute dimensioni: il mercato del pesce, i relativi pescherecci, i servizi a terra per le barche, i due piccoli pontili per i traghetti, il pontile del circolo Erix, anch'esso limitato nella lunghezza e così via.

Il risultato è una notevole piacevolezza del luogo, la cui varietà di elementi costituisce quel mosaico prezioso per il paesaggio e la vita della comunità.

Purtroppo negli anni le barche in mare sono aumentate a dismisura, e per risolvere il problema invece di affrontare la concreta riduzione del numero di gavitelli, si mette mano ai famosi pontili. Se ne parla almeno da 30 anni, ma se finora erano rimaste parole questa amministrazione pare decisa a realizzarli, in nome “dell'ordine e della razionalizzazione” degli spazi. Ed ecco che verranno posizionati pontili per centinaia di metri, per ospitare un terzo delle barche ora a gavitello, 420 su 1200. La foto, riveniente dal progetto presentato al Comune un anno fa, mostra bene la sproporzione tra le dimensioni del Castello e l'enormità del progetto. A ciò si aggiungano 8 cabine per i servizi igienici, previsti sulla scogliera tra i due attuali pontili dei vaporetti, proprio fronte mare.

Per l'ancoraggio, sono previsti 4160 tonnellate (ripeto 4160 ton) di corpi morti in cemento, che ridurranno ulteriormente il ricambio d'acqua, già ora ridotto a causa dell'insabbiamento progressivo. La densità di barche proprio davanti al cuore del paese creerà un intenso traffico di persone dove già ora insiste la fermata del bus, il mercato settimanale, lo spazio per passeggiare. Inoltre la comodità della barca al pontile, servita di acqua e luce, farà sì che molte di quelle più grandi verranno utilizzate come “seconde case”, e poiché la maggior parte della flottiglia italiana non è dotata di serbatoio per le acque nere, si può immaginare cosa diventerà lo specchio di mare dove ora si può ancora andare a fare un bagno.

Altro punto: nonostante le 4160 tonnellate di corpi morti, non è affatto certo che ad una libecciata forte (ed a causa del cambiamento climatico se ne prevedono sempre di più) non si producano cospicui danni, per cui è lecito ipotizzare magari ulteriori rinforzi di sicurezza tipo diga frangiflutti che chiuderà definitivamente la rada.

Ma veramente la comodità di 400 proprietari di barca vale lo snaturamento di un borgo che finora in qualche modo ha mantenuto il suo fascino? Perchè in nome di una presunta “valorizzazione” si deve sempre metter mano a luoghi già di per sé ricchi di fascino (vedi Palmaria) per renderli banali, uguali a tanti altri, e solo in nome del “profitto ”(che nel caso di Lerici sarebbe il profitto della società costruttrice)?

Moltissimi cittadini esprimono il loro dissenso (compresi proprietari di barca, consapevoli della rovina del paesaggio) attraverso una raccolta firme in corso organizzata dalla Soc. Marittima e Legambiente Lerici".

Tiziana Cima per conto di Legambiente Lerici

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