Salvato un Falco Pecchiaiolo sulla Ripa. Ecco come soccorrere animali selvatici In evidenza

di Alessio Boi- Un esemplare non molto comune, rinvenuto sulla Provinciale 31, è stato soccorso da un cittadino. Ecco il vademecum per aiutare specie non domestiche in difficoltà.

Giovedì, 02 Luglio 2020 18:22

È un rapace, tipico delle zone boscate. Non è incluso tra le specie a priorità di conservazione in Europa e, in Italia, si sviluppa principalmente nelle Alpi e nell'Appennino Tosco- Emiliano, spesso confuso con la Poiana per la sua somiglianza con quest'ultima. Lo stupendo esemplare di Falco Pecchiaiolo, non raro, ma nemmeno così comune da vedere, è stato soccorso sulla Ripa di Vezzano Ligure da un cittadino. Il volatile dal nome latino "Pernis apivorus", molto giovane dato il suo manto marrone scuro, era in difficoltà in mezzo alla Provinciale 31 e un uomo si è fermato a soccorrerlo, dopo che numerose macchine non si sono minimamente curate di lui, preoccupandosi solamente di evitarlo per non investirlo.

È stato tenuto al sicuro in una scatola per qualche ora e dopo portato al centro di recupero uccelli marini e acquatici Cruma di Livorno, con cui la Regione Liguria ha una convenzione tramite la Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli), in quanto centro più vicino alla Spezia, nonostante l'Enpa di Genova sia all'interno della regione. Il centro è attrezzato per la cura e la riabilitazione di esemplari selvatici in difficoltà e segue anche la reintroduzione nella fauna. Succede spesso in zone immerse nel verde, come la Val di Vara e la Val di Magra, di trovare specie di nidacei in mezzo a una strada o feriti nei molti sentieri delle nostre terre.

Come comportarsi? La prima cosa, non banale, è non farsi prendere dal panico e mantenere la lucidità. Secondariamente bisogna stabilire se è necessario intervenire o meno in base a questi criteri: l'animale va raccolto se si trova in condizioni critiche di salute, è privo di piume, non si regge sulle zampe oppure è un rondone. In uno di questi casi è consigliato somministrargli pochissima acqua a temperatura ambiente, dopodiché, per raccoglierlo, è opportuno tenerlo al caldo in una scatola (non in gabbia) e trasportare l'animale nel centro di recupero più vicino nel più breve tempo possibile. Non va raccolto invece se: ha le piume e non è ancora in grado di volare ma saltella (ad esempio non vanno presi gabbiani giovani ancora inesperti nel volo: impareranno presto e non servono interventi); va lasciato dov'è se non è in pericolo, ma in caso sia preso di mira da un predatore è sufficiente spostarlo di massimo 50 metri.

Rimane, tuttavia, una mancanza importante della Regione Liguria in materia di soccorso di animali selvatici: la responsabilità è scaricata sul cittadino che, nel caso della Spezia, deve percorrere circa 70 km per trasportarlo al centro più vicino. Ma l'Assessore Giulia Giorgi dà un aggiornamento in materia:"Presto sarà pronta un'organizzazione di primo soccorso per animali selvatici, sarà questione di settimane prima che la proposta arrivi sul tavolo della giunta regionale, poi su quella spezzina- e ancora- sarà incaricata un'associazione del territorio di provvedere al recupero di specie non domestiche in tutta la provincia e si occuperà del trasporto al centro di recupero".

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