Quasi 600 casi Covid nelle scuole, ma non ci si ammala in classe In evidenza

di Elena Voltolini - Che cosa è l'equipe scuole Covid, come funziona il tracciamento e le principli criticità evidenziate da ASL e dirigenti scolastici.

Venerdì, 06 Novembre 2020 20:10

Sinora i casi registrati sono 576; considerando il solo periodo dall'1 novembre ad oggi, sono 23 le classi poste in quarantena, per un totale di quasi 500 alunni, e una ventina quelle in sospensione cautelativa (decisione presa dai dirigenti scolastici): sono i numeri comunicati da ASL 5 durante l'audizione in IV Commissione Consiliare. Numeri che danno l'idea delle dimensioni dell'emergenza Covid nel mondo della scuola, anche se a questi si affianca una importante constatazione: “Le scuole sono un luogo sicuro, i casi Covid rilevati in studenti, docenti e personale scolastico non sono riconducibili a contagi avvenuti nelle scuole stesse, ma nella maggior parte dei casi a focolai familiari”.

Lo sottolinea la Dottoressa Maria Alessandra Massei, Direttore sociosanitario di ASL5.

E' quanto emerge dal tracciamento dei casi rilevati e dalla ricostruzione della catena epidemiologica.

Ma come è organizzata la task force chiamata a gestire i casi Covid che riguardano gli studenti, i docenti o il personale della scuola?

La Dottoressa Massai spiega: “Noi abbiamo cominciato a lavorare su questo fronte a fine agosto, secondo la pianificazione e la programmazione stabilite da Alisa e delineate in due fasi.

La prima è stata la costituzione all'interno di Asl di una equipe scuola Covid, formata da 11 operatori ed impegnata in particolare nel primo livello di intervento, ovvero la conoscenza delle scuole presenti sul territorio, i rapporti con i dirigenti scolastici e i referenti Covid nelle scuole e l'organizzazione dei servizi ambulatoriali presenti sul territorio per visite e tamponi. Sono stati inoltre attivati un call center informativo, un supporto specifico per le fragilità e il servizio psicologico. L'equipe, quindi, ha il compito di supportare le scuole e guarda alla presa in carico della persona positiva”.

“Il secondo livello, invece – prosegue la Dottoressa Massei - riguarda in senso più ampio la salute pubblica e scatta nel momento in cui si ha un caso di Covid, sospetto o confermato. L'obiettivo, quindi, è proteggere la collettività. Quando si segnala un caso inizia una attività di professionisti del servizio di igiene e salute pubblica che ha il compito di identificare azioni e strategie per tutelare la salute della persona, ma anche del nucleo famigliare e della collettività".

LE ATTIVITA' DELL'EQUIPE SCUOLE COVID

Il mondo della scuola comprende quasi 28 mila persone, di cui circa 25 mila studenti, 1650 docenti e 850 personale ATA.

L'attività della equipe scuole Covid è iniziata a fine agosto per permettere il 4 settembre l'ingresso dei docenti negli istituti. Sono stati previsti screening sierologici volontari e gratuiti per personale scolastico e docenti: su 2462 persone, 1474 hanno aderito, ovvero circa il 60%. Gli screening sono stati effettuati in 3 sedi ASL: Luni, Brugnato e l'ex ospedale Falcomatà alla Spezia, in collaborazione con la Marina Militare.

La seconda fase, poi, ha visto la nomina, da parte del Provveditorato, dei referenti Covid. Successivamente ci sono stati incontri con il dottor Roberto Peccenini (Ufficio scolastico regionale) e la Dottoressa Mezzani, che si occupa dei ragazzi fragili.

La squadra Asl, invece, è composta dalla Dottoressa Massai, dalla Dottoressa Di Capua, dalla Dottoressa Maria Franca Corona (neonatologia), dalla Dottoressa Daniela Binelli e dal Dottor Enzo Ceragioli (per il rapporto con i medici di medicina generale e i pediatri).

E' stato inoltre aperto un call center con asistenti sociali per dare informazioni alle famiglie degli studenti o ai lavoratori della scuola.

COSA AVVIENE DOPO LA SCOPERTA DI UN POSITIVO NELLA SCUOLA

Sono stati organizzati ambulatori infermieristici a Luni, Brugnato e all'ex ospedale Falcomatà, in modo che i casi collegati alle scuole seguano un percorso definito. Quando viene chiesto il tampone, questo è programmato senza attese, non è nel percorso Covid normale. Sino al 15 ottobre venivano effettuati test molecolari, dopo si è passati ai test antigenici. Al 3 novembre in totale i test effettuati sono stati 2560

Se il test antigenico è positivo, viene direttamente processato come molecolare, senza effettuare un nuovo prelievo. In futuro si potrebbe pensare di non inviare questi tamponi al laboratorio ASL, ma di analizzarli direttamente nell'ambulatorio, in modo tale da avere una risposta immediata.

Che cosa viene fatto dopo una notifica di una positività, lo spiega la Dottoressa Anna Maria Di Capua, del Dipartimento di prevenzione e centrale contact tracing: “Quanto si ha un caso positivo nella scuola, viene notificato con un colore particolare nel sistema informatico del dipartimento di prevenzione, che lo notifica anche al medico di medicina generale o al pediatra della persona positiva. Viene quindi contattata la famiglia (in caso di minorenne) e poi, tramite il referente Covid, si hanno le informazioni su tutta la classe coinvolta. Il tracciamento va indietro di 48 ore dalla comparsa dei sintomi o dal prelievo del campione, nel caso in cui si tratti di un asintomatico, questo perchè è il periodo di maggiore contagiosità.

Attualmente l'indicazione generale è di 14 giorni di quarantena per la classe, senza tampone, ma in alcuni casi si procede, invece, con 10 giorni di quarantena e il tampone al decimo giorno.

I CASI RILEVATI

Finora i casi rilevati tra gli studenti o chi lavora nella scuola sono stati 576, 10 nella sola giornata di oggi. Per ogni caso, in media, ci sono 20-25 persone che vi sono state a contatto diretto e che vengono poste in quarantena.

Finora di queste nessuno ha poi sviluppato la malattia o è risultata positiva.

Da quanto fino ad oggi rilevanto emergono due dati, sottolineati dalle Dottoresse Di Capua e Massei: i casi Covid in studenti, docento o personale ATA sono riconducibili a focolai familiari o comunque a comportamenti tenuti dalla persona o dalla famiglia al di fuori degli istituti. Le persone, quindi, non si sarebbero ammalate in classe. "Le scuole sono sicure - hanno sottolineato le dottoresse - i protocolli e le misure anti contagio vengono scupolosamente rispettate e paiono efficaci".

Il fatto che nessuno dei contatti posti in quarantena sia poi risultato positivo ne è la riprova e porta anche a fare alcune considerzioni a livello di studio epidemiologico, non estendendo, se non in casi particolari, il tracciamento oltre i due giorni e non facendo eseguire il tampone al decimo giorno d quarantena.

LE PRINCIPALI CRITICITA'

La macchina è complessa ed i volumi molto ingenti, sia per quanto concerne il numero delle persone legate al mondo della scuola, sia per i casi rilevati, che sono in aumento. A questo fa da contraltare un altro numero, quello del personale sanitario a disposizione, che è invece inferiore al necessario.

Il dipartimento di prevenzione, infatti, è formato da 61 persone, ma continua a svolgere anche tutte le proprie attività non legate al Covid, pertanto i sanitari che si occupano di tracciamento sono circa una ventina e dell'equipe scuole Covid fanno parte 5 persone.

Numeri inferori a quelli che sono previsti sulla carta, ovvero 2 addetti al tracciamento ogni 10 mila abitanti.

Il bando per le assunzioni è aperto ma, ha sottolineato la Dottoressa Massei: "Fatichiamo a trovare personale, gli specialisti nel settore igiene sono pochi e anche i neo laureati hanno già trovato occupazione in questa fase di grande richiesta".

Le problematiche segnalate dai numerosi dirigenti scolastici che hanno partecipato alla Commissione sono state invece: la comunicazione tra scuola e ASL, i ritardi nel tracciamento, le difficoltà nella riammissione degli alunni dopo la malattia.

A questo si aggiunge poi la questione, ancora non risolta, della sanificazione dei locali adibilti a mensa, che i dirigenti scolastici ritengono debba essere di competenza del Comune.

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