La Guardia Costiera scopre alimenti scaduti e male conservati, esercizio commerciale nei guai In evidenza

Proseguono i controlli della Guardia Costiera della Spezia. Sequestri e sanzioni su diversi fronti.

Giovedì, 01 Aprile 2021 11:21

Nella giornata di ieri il personale della motovedetta CP 2094, impegnato in una missione di pattugliamento nell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre, ha intercettato in zona C un segnalamento in mare non conforme.

Nella fattispecie si trattava di un "palangaro", non adeguatamente segnalato, rinvenuto nello specchio acqueo tra i Comuni di Corniglia e Vernazza. Ad insospettire il personale la presenza di alcune bottigliette di plastica, utilizzate al posto dei previsti segnalamenti che la normativa richiede, anche per tutelare la sicurezza della navigazione. I militari quindi hanno proceduto, in sicurezza, al recupero, a bordo, dell'attrezzo di circa 1500 metri attrezzato con 150 ami, oltre al sistema di galleggianti “improvvisato e non regolare”. Un ulteriore controllo ha fatto emergere l’assenza della prevista targhetta di identificazione richiesta per tale tipologia di attrezzi.

Su diverso fronte, invece, l'attività congiunta del nucleo operativo di polizia ambientale della Capitaneria di porto della Spezia e del personale dell’ASL spezzino ha permesso di accertate diversi illeciti in materia sanitaria e demaniale a carico di un esercizio commerciale, sito nell’ambito portuale cittadino. In particolare, l'attività di controllo ha messo in luce una difformità rispetto al titolo concessorio: all'attività autorizzata di “servizio bar” si era aggiunta anche quella non prevista di "ristorazione", peraltro senza il rispetto delle previste misure sanitarie, come rilevato da personale tecnico dell'Asl.

Nel corso del sopralluogo venivano rinvenuti prodotti alimentari scaduti, privi di etichettatura e alimenti conservati a temperatura inidonea (frigo/congelatori non funzionanti). Pertanto il personale dell’Asl ha proceduto al sequestro di tutti gli alimenti ritenuti inidonei al consumo umano, sospeso immediatamente l’attività di ristorazione fino alla sua eventuale regolarizzazione. Il personale della Guardia Costiera, inoltre, ha elevato un verbale amministrativo per “uso difforme del titolo concessorio”, ai sensi dell’art. 1164 del Codice della Navigazione, comminando una sanzione ammnistrativa di 1.032 euro. Sono previsti verbali amministrativi anche per le problematiche sanitarie rilevate durante l’ispezione.

L’attività si inquadra in un più ampio sistema di controlli in materia ambientale, demaniale e della tutela della risorsa ittica posti in essere quotidianamente dalla Guardia Costiera. I controlli proseguiranno anche prossimamente.

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