Servizi cimiteriali, alla questione sindacale potrebbe aggiungersi quella politica In evidenza

di Elena Voltolini - Nuovo incontro tra Ma.Cro. Service ed i sindacati, che restano divisi. Intanto le cifre, ribadite durante la Commissione Consiliare, fanno evocare, seppure all'orizzonte, la Procura.

Martedì, 06 Luglio 2021 20:15

La III Commissione Consiliare del Comune della Spezia torna ad affrontare la questione relativa alla gestione dei servizi cimiteriali, affidata alla Ma.Cro Service.

La Commissione ha già audito, in sedute precedenti, sia l'azienda che i sindacati, che sono tornati ad essere ascoltati questo pomeriggio, alla presenza anche dell'Assessore competente Filippo Ivani.

La questione risulta complessa ed aperta su più fronti: in primis quella sindacale, ma potrebbe aggiungersi anche quello politico.

Sul fronte sindacale le posizioni diverse non sono solo tra la Ma.Cro Service ed i sindacati, ma anche all'interno dei sindacati stessi.
La CGIL e la CISL, infatti, hanno dichiarato, quasi quattro mesi fa, lo stato di agitazione, non condiviso dalla UIL.

La Commissione precedente inerente questo tema si era chiusa con la decisione di chiedere alla Ma.Cro. Service di fornire i CUD dei lavoratori ed i bilanci dell'azienda, documenti che però non sono stati fatti pervenire, se non in modo parziale e con richiesta di riservatezza, come spiega il Presidente della Commissione Fabio Cenerini: “Non è arrivato il materiale richiesto, ma una lettera chiusa addirittura con la ceralacca, in cui la Ma.Cro. Service dice che non si può dare il CUD dei lavoratori.
Per quanto riguarda i bilanci dell'azienda, è stato fornito solo il bilancio 2019 e la bozza di quello del 2020, dicendo però di usarli solo per uso riservato dal Presidente della Commissione”.
“Io – ha aggiunto Cenerini – ho chiesto all'avvocato civico il proprio parere e mi ha detto che con i dati oscurati non c'è problema a fornire i CUD. Per quanto riguarda i bilanci, poi, sono pubblici, quindi su quelli non c'è assolutamente nessun vincolo. Ognuno può scaricarli, io li ho chiesti semplicemente perchè come Commissione non abbiamo budget e quindi avremmo potuto averli direttamente dall'azienda a costo zero”.

“Al termine della Commissione – ha subito aggiunto il Presidente – valuteremo come procedere. Io chiederei di audire la rappresentante legale dell'azienda, visto che il Dottor Luigi De Troia, che abbiamo audito in precedenza, non ricopre questo ruolo, ma è un consulente dell'azienda, che possiamo definire il Titolare effettivo”.

Intanto, però, rispetto alla situazione registrata nelle precedenti audizioni, ci sono delle novità sul fronte sindacale.

“Le sigle sindacali che hanno aperto lo stato di agitazione, ovvero CGIL e CISL – afferma Enrico Raffellini (Fisascat Cisl) - si sono incontrate sino ai tempi supplementari con l'azienda che ha vinto l'appalto per arrivare a trovare l'accordo per fare un percorso che porti alla risoluzione delle questioni aperte. C'era anche la UIL che però ad un certo punto ha lasciato la riunione, dopo aver fatto le proprie richieste”.

L'incontro, che si è svolto questa mattina, è stato definito da Raffellini “molto acceso”, ma, sottolinea il rappresentante della CISL, “alla fine si è creato uno spiraglio per provare ad arrivare alla soluzione del problema della banca ore.
Il Dottor De Troia ha detto che la banca ore crea problemi organizzativi più che economici. Abbiamo quindi proposto che la banca ore, che oggi riteniamo venga applicata in modo anomalo, venga tenuto come strumento, ma tornando nel merito alla banca ore del 2015. Si dovrebbe, cioè, applicare come strumento ma con turnazioni preventive di 30 ore per chi ne aveva 31 di contratto e 35 per chi ne aveva 36. Si perderebbe così solo un'ora a settimana”.
Prosegue Raffellini: “Siccome la banca ore impedisce l'accordo tra le parti e crea malumore, ma non è l'unico problema, cerchiamo di arrivare ad un accordo su quella per poi mettere in evidenza le altre questioni aperte e fare un accordo complessivo”.

A fare il percorso insieme alla CISL è la CGIL, con Luca Comiti che ribadisce: “Se l'azienda accetta il tavolo di confronto sulla banca ore sarà un primo passo importante” - ed aggiunge - “E' bene che anche il Comune intervenga per fare chiarezza sulle tante questioni aperte”.

Di opposto avviso, invece, la UIL, con Marco Furletti che afferma: “C'è un evidente gap tra le ore contrattuali del personale in forza e le ore effettivamente lavorate e quelle retribuite. Non è vero, poi, contrariamente a quanto è stato detto, che non è rispettata la clausola sociale. Per quanto concerne, poi, l'accordo del 2015 voglio sottolineare che non prevedeva solo la banca ore ed è stato ribadito dai sindacati lo scorso anno”.
“La banca ore – secondo Furletti - sta dando risultati positivi anche per i lavoratori” ed introduce anche il fattore malattia: “Pesa notevolmente – sottolinea – si parla di un 10%”.
In merito alla riunione di questa mattina sottolinea: “Come UIL abbiamo proposto, a consuntivo del trimestre che si concluderà a settembre, di fare un incontro con l'azienda”.

Detto della questione sindacale, con le posizioni tra i sindacati che restano distanti, con la divergenza che tocca persino il numero stesso dei lavoratori impiegati, nel corso della Commissione si palesa anche la questione politica.
Questo perchè CGIL e CISL tornano a ribadire quanto già affermato nella precedente audizione, ovvero che il Comune paga i servizi “a corpo”, non a ore e che l'azienda aggiudicatrice porta a casa circa 1 milione e 100 mila euro all'anno a fronte, secondo i sindacati, di costi del personale che si aggirano intorno a 600-650 mila euro.

Questi numeri portano ad evocare la Procura della Repubblica in quanto significherebbe che bisognerebbe appurare dove vanno a finire circa 400 mila euro di soldi pubblici, sborsati dai cittadini.
Non tutti i Commissari sono d'accordo, ma la questione andrà approfondita.

Prossimo passo, intanto, come anticipato dal Presidente Cenerini ad inizio seduta, è l'invio, già domattina, di una lettera all'amministratrice di Ma.Cro. Service Lia Marini, affinchè si presenti per essere audita dalla Commissione.

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