Una strada, mille problemi: le richieste e le proposte di un gruppo di residenti In evidenza

di Elena Voltolini - La Napoleonica è praticamente quella del 1905, ma da allora, intorno, tutto è cambiato.

Martedì, 12 Ottobre 2021 20:05

Se ne torna purtroppo periodicamente a parlare, quando balza ai disonori della cronaca per qualche grave incidente di cui è teatro, ma i disagi di chi vive nei borghi attraversati dalla cosiddetta Napoleonica sono quotidiani.

La strada, costruita fra il 1874 ed il 1877 dalla Marina Militare per raggiungere le installazioni di Panigaglia, Varignano e Castagna, fu successivamente prolungata fino a Porto Venere. Nel 1905, poi, il Municipio della Spezia eseguì l’ampliamento del tratto La Spezia –Fezzano per permettere il passaggio dei mezzi del trasporto pubblico.

A parte alcuni ampliamenti effettuati negli anni '60 e '70 da ANAS, oggi il tortuoso tracciato della strada è ancora quello di quasi 150 anni fa.

Da allora, però, indubbiamente, è cambiato tutto: dai mezzi che la percorrono ai centri abitati che si sono notevolmente ampliati.

E già su questo aspetto, ovvero la definizione stessa di “Centro abitato”, con tutto ciò che ne consegue, viene al pettine il primo nodo che i residenti chiedono venga districato.

Dall'incrocio con la Litoranea sino al Centro di Raccolta Piramide e dall'Acquasanta al confine con il Comune di Porto Venere, infatti, si parla di “centro abitato”, con tutti gli annessi e i connessi. “Che però qui non sono contemplati, se non per gli aspetti che si ripercuotono negativamente sui cittadini” - sottolinea un gruppo di residenti, che spiega - “Dovrebbero essere segnalati come centri abitati e non lo sono, ci dovrebbe essere un'adeguata illuminazione e non c'è, si potrebbe imporre il limite dei 30km/h, mentre qui il limite è di 50km/h. Però di contro non si può sostare a bordo strada, ad esempio, neppure per fare scendere una persona anziana”.

Del resto le corsie sono talmente strette che ogni veicolo in sosta è davvero un ostacolo alla circolazione. La larghezza di ogni corsia, infatti, va da un massimo di 4 ad un minimo di 2,7m. Se si considerano le dimensioni dei bus di linea che percorrono la tratta è facile comprendere che non raramente viaggiano al limite, o persino oltre, la linea di mezzeria: “Con annessi rischi – sottolineano i residenti – e responsabilità in caso di incidente, tanto che gli autisti ATC hanno avanzato spesso lamentele e gli ausiliari frequentemente elevano sanzioni ai proprietari delle auto in sosta, scaricando le responsabilità su queste, invece che sulla scelta della Società di assegnare la linea a bus troppo grandi e, a monte di tutto, al fatto che la Provincia non intervenga sulla strada”.

“Neppure là dove ci sono già anche le autorizzazioni della Marina Militare per allargarla”, evidenziano i residenti.

“La Provincia della Spezia non pensa neppure a presentare dei progetti per migliorare la situazione, trincerandosi dietro la scusa che mancano i soldi. Ma se non c'è neppure un progetto non si può provare certo a chiedere i finanziamenti, magari alla Regione, che potrebbe anche concederli, vista la pericolosità della strada”.

Sul fronte pericolosità, i residenti citano in particolare un altro tratto che “magari non fa notizia perchè gli incidenti che causa sono lievi – affermano – ma che crea molti disagi”: la rotonda di Cadimare.

“Questo incrocio è totalmente cieco per chi procede da valle verso monte, ci sono ben tre specchi, che non solo non risolvono la situazione, ma in molti casi aumentano la confusione. E’ indispensabile realizzare una rotonda, il cui studio di fattibilità esiste dal 2011”.

E' solo uno dei tanti lavori che i residenti ritengono fondamentali, posto che sarebbe da allargare tutta la strada e che la reale soluzione “si avrebbe solo bypassando i centri abitati”.

“Se ne parla dal 1988 quando la Direzione Generale di ANAS, che allora gestiva la strada, propose di by-passare i centri abitati con una galleria, ma il Comune della Spezia decretò che a Porto Venere si sarebbe andati via mare. I risultati? ANAS ha finito per cedere la strada e a Porto Venere si continua ad andare attraversando i centri abitati, persino con giganteschi bus turistici”.

“Abbiamo tante volte chiesto che almeno questi vengano fermati, che venga impedito il transito ai pullman, che i turisti vengano fatti viaggiare via mare, che è pure più bello, ma non siamo stati ascoltati neanche su questo punto”.

I residenti, che lo scorso aprile hanno messo tutto nero su bianco in un esposto alla Procura, che è però stato archiviato, vanno avanti e continuano a fare sentire la propria voce e le proprie ragioni: domani due delegati incontreranno il consigliere provinciale con delega alla viabilità Rita Mazzi.

Sul tavolo anche una proposta che i residenti riporteranno all'attenzione della Provincia come possibile soluzione transitoria: il senso unico da Cadimare all'Acquasanta.

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