Un presidio di 24 ore per dire NO al Biodigestore a Saliceti In evidenza

Comitati ed associazioni ambientaliste chiedono alla Regione Liguria ed al Ministero della Transizione ecologica di bloccare il progetto.

Venerdì, 19 Novembre 2021 15:41

“Distruggono la nostra terra! Ci incateniamo per salvarla”: questo lo slogan scelto dai Comitati No biodigestore e dalle Associazioni ambientaliste per chiamare a raccolta i cittadini ed invitarli ad aderire al presidio che si terrà da sabato 20 a domenica 21 novembre.

Per la prima volta, infatti, la rete di comitati e di associazioni che si oppone alla costruzione del biodigestore organizza un presidio, proprio a Saliceti nella zona del TMB, che durerà bel 24 ore, dalle 15.00 di sabato alla stessa ora di domenica.

“La Regione ha autorizzato il biodigestore ignorando anche la disastrosa alluvione del 2011. Noi riteniamo che ci sia un grave rischio di inquinamento per l'aria e le falde acquifere e, di conseguenza, un grave rischio per la salute – affermano gli organizzatori del presidio - Chiediamo al Ministro della Transizione Ecologica e alla Regione Liguria di bloccare il progetto di Saliceti”.


Questo l'appello del Comitato No Biodigestore Saliceti a tutti i cittadini, le associazioni e le forze politiche.

"Come comitato No Biodigestore abbiamo organizzato l’ennesima manifestazione pacifica di protesta contro la costruzione di un impianto che cambierà sicuramente l’ambiente di tutta la vallata del Magra.
Non inquinerà?
Chi lo sostiene, mente. Né più né meno di ogni altra fabbrica, anche un impianto per convertire i rifiuti organici in biometano ha emissioni in atmosfera. Sono composti azotati, solforati e volatili organici e polveri sottili.
E l’aerosol di sostanze tossiche che respireremo?
Non lo respireranno solo i santostefanesi e i vezzanesi, ma anche tutti i cittadini della Provincia.

Siamo la Valle del Magra. Sito di interesse nazionale, dove ogni limite di qualità ambientale è stato ormai da tempo superato.
Siamo sul letto di un fiume con rischio di inquinare le falde acquifere. Acqua potabile preziosa che serve 150 mila cittadini della provincia.
C’è il rischio di esondazione del fiume stesso, c’è un altro impianto già esistente al suo fianco che tratta 105 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati, c’è il rischio sismico. Insomma, la domanda semplice è: NE VALE LA PENA?

Questi temi tecnici sono stati affrontati in tutti questi anni di protesta. Non è possibile accettare un impianto autorizzato per 90.000 tonnellate quando Iren ha già dichiarato pubblicamente che saranno 120.000. La nostra provincia produce solo circa 30.000 ton di rifiuti organici.
Siamo consapevoli che i rifiuti devono essere trattati e sfruttati e quello che contestiamo è il sito, la localizzazione in prossimità del centro abitato che si trova a non più di un chilometro di distanza.

Questa volta abbiamo scelto come sito di protesta proprio il luogo dove dovrebbe sorgere questo impianto.
Sabato e Domenica saremo lì per scongiurare che tutto questo non avvenga. È importante che tutti vengano a questa manifestazione, facciamolo ora, prima che sia troppo tardi. Scongiuriamo il fatto che un domani si debbano ripetere manifestazioni davanti a un impianto che ci creerà problemi di inquinamento e di odori insopportabili... Facciamolo ora prima che sia troppo tardi".

 

Per ulteriori informazioni: 392 2636677 - 347 7433525 - 340 2803145.

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