Scuole Lerici, un appello dalla Serra: "Basta con questo clima da guerra civile"

Un gruppo di cittadini della Serra, ritratti nella foto, scrive una lettera aperta per mettere un po' di pace nel tourbillon da tempo scatenatosi sul riassetto scolastico del territorio comunale di Lerici. Pubblichiamo la lettera, inviata dalla signora Ingrid.

Domenica, 09 Febbraio 2014 20:03

"Anche noi, cittadini della Serra, diciamo basta! Basta al clima di guerra civile che si respira da mesi nel nostro territorio comunale, esplicitato nell'espressione tutti contro tutti. Basta alle ingiuste accuse di egoismo, rivolteci da coloro che escono indenni dal "lungimirante e coraggioso" riassetto scolastico, non avendo subito alcuna privazione. Basta alla differenza tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. I primi si definiscono trascurati perché non gridano. Ma a che scopo, se hanno già quello che spetta loro?I secondi, costretti a battersi e a scendere in piazza per rivendicare il diritto sacrosanto a mantenere una scuola viva e vitale e a tutelare il diritto di iscrivere, in un prossimo futuro, i propri figli (e sono tanti) nella scuola del paese di residenza. "Trascurati" siamo noi, cari genitori di Lerici e spesso siamo anche dimenticati dalle Istituzioni. Anche noi paghiamo le tasse, pur utilizzando la metà dei servizi, anche noi chiediamo certezze e serenità per i nostri figli e per tutti quelli che credono e crederanno nella nostra struttura scolastica, anche noi combattiamo gli sperperi , ma non lo si deve fare descolarizzando un paese che contribuisce alla sostenibilità economica del territorio. Cari concittadini, anche noi ci sentiamo "sconcertati, demoralizzati ed esasperati" perché il nostro grido è rimbalzato su un muro di gomma, nonostante sia stata riconosciuta da tante parti la bontà delle idee e dei contenuti che portiamo avanti da mesi. Per questo avremmo voluto (meglio sperato) che condivideste con noi la nostra dura battaglia, prendendo consapevolezza che la scuola è un bene comune; che tenere aperte tutte le nostre scuole fino a quando ci saranno i numeri per la formazione delle classi (e noi negli anni abbiamo registrato il più alto numero di iscritti: altro che calo demografico!) non è interesse solamente di quanti hanno figli che le frequentano, ma deve stare a cuore a tutta la comunità del nostro splendido territorio; che il risparmio non si fa sulla pelle dei bambini,ma evitando gli sprechi! Vogliamo ripetere gli errori che si commettono a livello nazionale dove a perdere sono solo i più deboli a fronte di spese folli e spesso inutili? Prendete esempio da tanti altri cittadini della nostra provincia e d'Italia, che si sono uniti nella difesa di un bene fondamentale, quale è la scuola; difesa sostenuta anche dalle stesse amministrazioni consce del valore portante di un'istituzione scolastica in una frazione. La razionalizzazione non è e non dovrebbe essere una pratica costante né cieca! Noi ci chiediamo chi ci guadagna dall' inasprimento della situazione attuale. Forse chi fa promesse per "accontentare chi urla di più", ma sotto sotto non vuole mantenerle? Forse per chi ci accusa di aver venduto le case ai Milanesi è più facile imputare ad azioni passate spopolamento e declino del territorio, anziché prenderne atto e cercare di porvi rimedio con scelte veramente " coraggiose e lungimiranti". Vedere il declino a cui andrà incontro il nostro borgo, minato da contestabili e affrettate scelte, doveva sfociare inevitabilmente in un composto grido di rabbia. Lo dobbiamo a chi crede che la scuola sia fondamentale (ruolo che avete riconosciuto), lo dobbiamo ai genitori dei nostri alunni, che hanno posto tante speranze nella scelta del percorso formativo dei loro figli, lo dobbiamo a chi lavora per mantenere vivo il nostro borgo. Ebbene, proprio per questo, concittadini tutti, Signor Sindaco continueremo a protestare, urleremo se occorre, per farvi capire che il nostro borgo merita rispetto, per farvi capire che i nostri figli, i nostri anziani, noi cittadini vogliamo servizi rispondenti ai bisogni reali, per farvi capire che vogliamo una scuola aperta, forte delle numerose iscrizioni, sicura e adeguata. Ci piacerebbe sperare che il desiderio di serenità che auspicate ( e auspichiamo) si coniugasse alla volontà di comprendere le problematiche altrui, anche se sembrano tanto lontane, ma poi nel tempo si rivelano vicinissime e possono coinvolgere tutti".

 

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