L’orto di Fradi, una cartolina dal ‘700 In evidenza

di Doris Fresco- Oltre un anno. Tanto è passato da quando la Società Marittima di Mutuo Soccorso di Lerici ha portato all'attenzione dell'amministrazione la necessità di un intervento di restauro in uno dei luoghi più cari ai lericini: l'Orto di Fradi.

Mercoledì, 19 Febbraio 2014 11:34

Questo luogo, di grande prestigio e rilevanza storica è uno sguardo direttamente sul 1700, epoca in cui Lerici, in Piazza Bacigalupi, vedeva la presenza di un convento di Frati Cappuccini, in una struttura a ferro di cavallo dall'ampiezza notevole. Anche il luogo dove oggi sorge il Municipio faceva parte dell'area di pertinenza del convento dei frati, anche se per la precisione quello che chiamiamo "orto dei frati" era un viale di accesso alla Chiesa dell'Immacolata. Purtroppo alcuni anni fa il bel luogo è stato oggetto di pesanti atti vandalici: ignoti hanno avvelenato, tramite iniezioni fatali, due dei bellissimi platani che da sempre rendono l'Orto di Fradi un luogo tanto caro ai lericini: anche grazie all'ombra che questi bellissimi alberi dall'imponente chioma, disposti su due file, offrono dei pomeriggi d'estate, questo angolo di Lerici è una delle mete preferite, in più sedersi su quelle panchine offre sempre un panorama incredibile "se ti siedi all'orto dei frati all'ora del tramonto, ogni sera guardi un quadro diverso" così lo raccontano i lericini. Un anno fa, dunque, la Società Marittima di Mutuo Soccorso chiedeva al Sindaco e ai suoi di restaurare l'area, valorizzando il ciottolato seicentesco e le panchine ottocentesche, nonché il rimpianto dei Platani mancanti. Sottolineando innanzitutto l'importanza storica del sito, come ricordato spesso anche dallo studioso e socio della Marittima Giuseppe Milano. "Il Sindaco, dopo un incontro che si è svolto oltre un anno fa, ci assicurò che avrebbe provveduto al rimpianto dei due platani mancanti- spiega il Presidente della Marittima Bernardo Ratti- Sappiamo che, vista la contaminazione del terreno era necessaria una bonifica e che per almeno un anno sarebbe stato impossibile piantare alberi. Ecco, un anno e anche più è passato e ora chiediamo al comune di verificare le condizioni del terreno e, se possibile, sanare questa ferita. Un ulteriore intervento che l'amministrazione potrebbe fare per la valorizzazione di questo piccolo, ma caratteristico scorcio, è la sistemazione dei "rissei" (termine lericino con cui si indica il caratteristico ciottolato, derivante dal dialetto genovese "rissou" ndr)." Gli interventi richiesti non sono ancora stati adottati e la Società torna a puntare i riflettori su questo angolo di storia che meriterebbe più cura. A confermare che i tempi potrebbero essere maturi per un definitivo aggiustamento è il biologo Euro Puntelli, consigliere della Marittima e consulente della società per le questioni botaniche e non solo, che infatti si è così espresso sulla questione: "Il tempo trascorso dovrebbe essere sufficiente per mettere al terreno di sanarsi. Attraverso ulteriori verifiche, l'amministrazione sarà sicuramente in grado di capire se l'area è pronta per accogliere nuova vegetazione". "Quello che chiedevamo allora vale ancora oggi -prosegue Ratti - il Sindaco ha già dimostrato interesse sull'argomento e siamo sicuri continuerà a spendersi in proposito, anche perché i costi dei lavori per il restauro non dovrebbero essere eccessivamente pesanti per le casse del Comune."

 

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