La Comunità Marinara delle Cinque Terre insieme al Coordinamento dei pescatori sportivi del Tigullio contro le "lobby dei pescatori professionisti" In evidenza

"La Comunità Marinara delle Cinque Terre si è formata da poco tempo, in essa sono confluiti i vari circoli nautici e di pesca sportiva di tutte le Cinque Terre, ad oggi abbiano l'onere e l'onore di rappresentare oltre il 90% degli appassionati alla pesca o dei possessori di imbarcazioni" annunciano il presidente Roberto Benvenuto ed il vice presidente Stefano Menini.

Mercoledì, 30 Marzo 2016 15:43

 

I due rappresentanti della Comunità Marinara spiegano: "Tra le varie attività statutarie specifiche, trova anche posto il monitoraggio delle acque marine e del territorio, mai come in questo momento sottoposti ad un continuo ed esasperato stress. Come noto, la CM5T opera all'interno dell'Area Marina Protetta delle Cinque Terre, con conseguente assoggettamento a norme legislative in materia di pesca sportiva molto più rigide e selettive di quelle applicate per altre zone non sottoposte a nessun tipo di vincolo. Con l'Area Marina Protetta, la Comunità ha iniziato un dialogo giornaliero in caso di urgenza e mensile in regime di ordinaria amministrazione, tale pratica è finalizzata alla ostinata ricerca di un dialogo, che oltre a favorire una convivenza tra due realtà così diverse, consenta l'individuazione di forme normative condivise a salvaguardia dell'ambiente marino e della pesca sportiva, che è bene rammentare costituisce per l'intera Comunità delle Cinque Terre una antica e irrinunciabile tradizione e cultura".


"Consci che i tempi stanno cambiando e che le lobby dei pescatori professionisti spingono affinché si impedisca di fatto l'esercizio della pesca sportiva, in quanto a loro dire rappresenterebbe il principale motivo dell'impoverimento ittico che attualmente sta colpendo tutti i mari in generale e il mare ligure in particolare e che tale lavoro lobbistico si manifesta tramite il suggerimento ed il sostegno a leggi nazionali di pseudo riordino della attività ittica, la Comunità Marinara delle Cinque Terre si è affiancata al Coordinamento dei pescatori sportivi del Tigullio, realtà che conta parecchie miglia di iscritti - spiegano Benvenuto e Menini - Pertanto, tutti assieme si è deciso di contrastare questa volontà legislativa vessatoria nei confronti della pesca sportiva adottando tutte le forme possibili per attirare la massima attenzione su una passione che conta diversi milioni di praticanti in tutta Italia e che dà vita ad un indotto notevolissimo".


Questo il comunicato unitario redatto

 

Il nuovo Testo Unificato elaborato dal comitato ristretto "Interventi per il settore ittico" procede velocemente il suo iter alla Camera dei deputati.
1) Vorremo far presente che l'art. 3 "Fondo per lo sviluppo della filiera ittica" è finanziato SOLO CON LE RISORSE DEI PESCATORI RICREATIVI E SPORTIVI;
2) ART. 22 Non si parla di LICENZA come sostengono in molti (la licenza porterebbe diritti che la pesca professionale non ci vuole concedere) ma è soltanto un CONTRIBUTO (parola dal diverso significato), una TASSA da versare per il 60% alla pesca commerciale per poter: Portare una canna su una scogliera, una lenza in barca o un fucile subacqueo in acqua;
3) Art. 23 Modificato in commissione modificato in commissione, non toglie direttamente alla pesca sportiva e ricreativa le nasse e i 200 ami per palamito (come era in prima scrittura), ma delega il Governo per il riordino degli attrezzi consentiti per la pesca ricreativa e sportiva, in adeguamento ad una FANTOMATICA norma Europea, certamente per la categoria più peggiorativa.
Nel documento infine non c'è traccia di pesa sostenibile o razionale nei confronti della pesca commerciale, bensì esso contiene solo ulteriori sgravi fiscali ed agevolazioni per i pescatori professionisti.
La Comunità Marinara delle CinqueTerre ed il Coordinamento Pescatori Dilettanti del Tigullio continueranno la loro BATTAGLIA contro una legge vessatoria che mortifica la NOSTRA PASSIONE.

 

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