5 Terre Express e nuovo orario dei treni, i sostenitori del ricorso al TAR: "No a soluzioni tampone, vogliamo misure permanenti che risolvano gli attuali problemi" In evidenza

Non misure "tampone" o "d'emergenza", ma soluzioni efficienti e permanenti per la mobilità di residenti e turisti: a chiederle sono i cittadini e gli operatori economici delle Cinque Terre e del Levante che hanno sostenuto il ricorso al TAR contro il nuovo orario dei treni ed il "5 Terre Express".

Mercoledì, 20 Aprile 2016 18:44

"Dopo esserci sentiti dire per mesi dall'Assessore Berrino che l'unica soluzione era quella dei treni dedicati "Cinque Terre Express" ed essere trattati come fastidiosi questuanti dall'Assessore e dal suo apparato tecnico-politico - affermano - adesso si scopre che si faranno fermare in via straordinaria in alcuni ponti o fine settimana i treni che non fermano, e si presenta la cosa come un prova della bontà del sistema. Tutto questo è invece la prova evidente del fallimento del sistema congegnato dall'Assessore e dal suo apparato tecnico, pagato (lautamente!) con i contributi dei cittadini che dovrebbero rappresentare".

 

"Qual'è il "dialogo con il territorio" di cui parla l'Assessore Berrino? Con quale territorio sostiene di aver dialogato?" si chiedono i promotori del ricorso, che danno anche la loro risposta: "Non certo con i residenti e pendolari, che da novembre chiedono di avere i treni per raggiungere il posto di lavoro e gli ospedali, le scuole e i negozi, tutto quello che permette loro di continuare a mantenere vive e attraenti le Cinque Terre. Cinque Terre che senza chi ci vive e lavora sarebbero già da decenni un Parco vuoto, di nessun interesse per nessun turista al mondo.
E' proprio è per la mancanza di ascolto da parte sua che è stata richiesto più volte l'intervento del Presidente Toti, della maggioranza che lo sostiene e dei consiglieri regionali".

Infine i cittadini che si oppono all'attuale sistema rinnovano le loro richieste: "Non vogliamo "tapulli" spacciati come scelte brillanti; chiedono che venga abbandonato un "sistema" di "treni dedicati" che danneggia la vita quotidiana di chi vive e lavora sul territorio e di chi viene a visitarlo, un sistema che ha isolato le Cinque Terre dal Levante, dal capoluogo di Regione, dal resto della Regione e dal resto d'Italia, che ha allungato i tempi di percorrenza introducendo interscambi obbligati ed inefficienti, che ha reso complicato ciò che era semplice e che si vorrebbe, anche, far pagare a caro prezzo per la Regione e per gli utenti. Queste sono le cose che da mesi sono state dette e ridette, scritte e riscritte da residenti e operatori economici delle Cinque Terre all'Assessore".

 

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