Macchie di petrolio? No, cumuli di Velella velella. Il Parco delle Cinque Terre rassicura: "Nessun allarme idrocarburi nelle nostre acquee" In evidenza

L'allarme si è diffuso in mattinata, complici anche i fatti accaduti nei giorni scorsi a Genova. Sono state avvistate macchie scure al largo delle Cinque Terre e la mente è andata subito allo sversamento di petrolio.

Mercoledì, 27 Aprile 2016 16:35

I timori si sono diffusi rapidamente, supportati anche da diversi video che testimoniavano l'effettiva esistenza di macchie scure. Macchie, però, diverse da quelle oleose del petrolio e la conferma, che ribadisce la tesi sostenuta subito da chi il mare di quelle zone lo conosce, arriva dal Parco delle Cinque Terre, a rassicurare tutti.
La colpa di quelle macchie scure non è del petrolio, ma della Velella velella, organismi planctonici che non solo non fanno gridare all'allarme, ma anzi dovrebbero fare tirare un sospiro di sollievo visto che la loro presenza viene considerata un segno della pulizia dell'acqua del mare.

"Gli assembramenti di questi organismi – si legge in una nota del Parco delle Cinque Terre - sono a volte così densi da formare immense distese simili a macchie oleose, facilmente rilevabili anche da lontano.
La presenza della Velella velella indica in realtà acque pulite ed attrae numerose specie di pesci in vicinanza delle coste, tanto che spesso nelle zone di pesca esse viene anche utilizzata come esca".


La Velella velella
Chiamata anche Barchetta di San Pietro è una specie planctonica appartenente al phylum Cnidaria, alla classe degli Idrozoi ed all'ordine delle Anthomedusae che vive in acque calde e temperate di tutti gli oceani e prolifera soprattutto in primavera ed autunno.
Dal punto di vista morfologico si presenta con uno scheletro cartilagineo galleggiante a forma di disco oblungo con dimensioni sono in media comprese tra 2 e 4 cm; talvolta raggiunge anche i 6-7 cm.
La caratteristica particolare della Velella è la presenza sul disco, in posizione longitudinale, di una cresta triangolare, una sorta di vela che le consente di muoversi sulla superficie dell'acqua attraverso la spinta del vento. La vela è trasparente ed alla luce del sole assume riflessi verde azzurri cosicché questi piccoli organismi, che si aggregano in gruppi, appaiono come delle flotte di barchette in miniatura di colore blu scuro.
Il loro nuotare alla deriva fa sì che, durante violenti temporali, forte vento o mare mosso, essi vengano depositati in grandi cumuli sulle spiagge. Così le velelle concludono il loro ciclo vitale. Negli ultimi anni l'entità degli spiaggiamenti è aumentata.
Un fenomeno a cui sono state attribuite varie cause come ad esempio l'aumentata qualità delle acque o la scomparsa di uno dei maggiori predatori della velella, ossia la tartaruga marina.


(Fonte informazioni e foto: Parco Nazionale delle Cinque Terre)

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