Allarme, ventunmila in Liguria i bambini ciccioni In evidenza

GENOVA - "Il centro contro l'obesità del Gaslini è un'eccellenza a livello nazionale e visti i risultati deve continuare la sua opera, garantendo il servizio ai bambini che presentano problematiche di sovrappeso". Lo ha detto quest'oggi l'assessore regionale alla salute Claudio Montaldo in occasione dell'appello lanciato dall'associazione di genitori OB-1 che si batte per la prevenzione dell'obesità in età infantile.

Mercoledì, 23 Maggio 2012 17:14

 

Il centro del Gaslini - ha continuato Montaldo – sta dando un contributo a centinaia di famiglie e dovrà continuare a farlo mettendosi in rete con tutte le realtà presenti sul territorio. L'obiettivo infatti è quello di avere strutture che possano da un lato offrire consulenza e dall'altro affrontare le problematiche attraverso un centro di specializzazione elevata". Il centro del Gaslini nato nel 1999 all'interno della clinica pediatrica effettua in media 380 visite ambulatoriali l'anno e 375 ricoveri. L'età media dei pazienti alla prima osservazione è di 10 anni. A testimonianza che la consultazione presso il centro risulta tardiva. Nel 13 per cento dei casi la consultazione al centro viene richiesta dal pediatra curante, nel 68,5% dai genitori, nel 10,5% dai medici specialisti e nell'8% da conoscenti o attraverso Internet. Il 46% dei pazienti che arrivano al centro presenta altre problematiche come ipertensione, sindrome metabolica, complicazioni ortopediche, difficoltà psico-sociali. Il 30 % dei pazienti effettua un programma di trattamento multidimensionale di gruppo o individuale sviluppato nell'ambito delle attività dell'Istituto Gaslini.

Dai dati ricavati dal programma OKKio alla salute ammontano a circa 21.000 i bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni in sovrappeso e obesi in Liguria di questi gli obesi sarebbero circa seimila. Tra questi emergono i bambini delle classi sociali a minor reddito e i figli di immigrati di etnie sudamericane e asiatiche.

L'obiettivo dell'associazione Ob-1 è quello di sostenere le famiglie nel compito di prevenire e curare l'eccesso di peso nei bambini e promuovere azioni contro le abitudini negative, i pregiudizi o le immagini stereotipate.

"Chiediamo ai media – ha spiegato questa mattina Cristina Santonocito presidente dell'associazione – di non rappresentare i bambini in sovrappeso seduti a tavola che mangiano, ma di evitare le discriminazioni fotografandoli ad esempio quando giocano o sono in movimento e contemporaneamente alla scuola di educarli ad una maggiore consapevolezza. Serve inoltre coinvolgere i produttori e le industrie per diffondere prodotti sani e avviare campagne contro il cibo spazzatura".

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