Cinque Terre, cittadini e rappresentanti delle categorie sostenitrici del ricorso al TAR: "Vogliamo essere resi partecipi del nostro parco" In evidenza

I cittadini e gli operatori economici firmatari dei due ricorsi al TAR inviano una nota stampa con la quale commentano le recenti dichiarazioni del presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre:  "Leggiamo con grande piacere il comunicato pubblicato il giorno 9 giugno dal Parco sul proprio sito, in cui dichiara che «la nuova metropolitana leggera delle Cinque Terre» è stata «richiesta dal Parco Nazionale due anni fa e oggi finalmente realizzata secondo le nostre originarie aspettative»".

Giovedì, 16 Giugno 2016 19:26

"La soddisfazione è legata al fatto che, fino ad un certo punto, la metropolitana leggera (poi "Cinque Terre Express") pareva una creatura abbandonata da qualcuno, forse accompagnata dall'Autorità Portuale nella "ruota degli esposti" di un monastero medioevale in Regione Liguria.

Quindi, riconosciuta la paternità della creatura, e appreso che il Parco ha «sostenuto un grande fronte di partecipazione civile in altri tempi impensabile», siamo disposti a fornire resoconto delle spese fino ad ora sostenute per i due ricorsi ancora pendenti al TAR di
Genova in modo da ottenerne il rimborso; diversamente, per il tanto (o poco) tempo che molti di noi hanno perso, saremo abbondantemente pagati per avere scoperto fra noi tante splendide persone, un senso comune di amore per il territorio e la consapevolezza di quello che la caparbietà dei Cinqueterrini può ottenere.

Gli «oltre cento posti di lavoro dei servizi di ccoglienza» sono stati mantenuti e di questo siamo lieti, infatti anche per loro e assieme a loro abbiamo intrapreso le nostre iniziative. Il merito di questo mantenimento va sicuramente anche alla "fortunata domanda" dei turisti che visitano le Cinque Terre nonostante vari sentieri chiusi e altrettante criticità dei luoghi.
Visitatori la cui presenza futura dipende da visioni strategiche di cui ad oggi non sono conosciuti i contorni.

Apprendiamo da autorevoli testate la possibile introduzione del "numero chiuso" nel nostro territorio, ma la cosa è forse da attribuirsi ad alcuni giornalisti che usano questi argomenti e termini perché di maggior ritorno mediatico.
Su questo argomento metteremo ancora in campo, se non verremo ascoltati e resi partecipi del "nostro" Parco, la caparbietà che ci contraddistingue, per essere protagonisti della gestione del territorio e non essere trattati come soggetti passivi o sotto tutela".

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