Cinque Terre vintage boat: piccole imbarcazioni storiche e letteratura si uniscono per un omaggio alla cultura marinaresca. A Monterosso l'edizione zero, ora si punta a coivolgere tutte le Cinque Terre (foto) In evidenza

Di Emanuela Cavallo - Il maltempo non ha fermato la prima edizione di "Cinque Terre Vintage Boat" a Monterosso al Mare, al contrario: l'animo degli organizzatori e dei partecipanti appassionati di barche d'epoca ha mostrato di riflesso la propria capacità di resistenza alle intemperie.

Lunedì, 19 Settembre 2016 11:09

Si sa che il buon mare non ha mai fatto un buon marinaio e pertanto le onde e la pioggia non hanno demotivato questa prima edizione, limitata e raccolta, che vuole diventare un evento in grado di coinvolgere tutte le Cinque Terre e soprattutto di grande rilievo per gli amanti della produzione nautica d'epoca.

Le barche in esposizione, seppur in numero ridotto rispetto a quelle attese a causa delle condizioni del mare, hanno affascinato residenti e turisti, confermando tutta la bellezza della carpenteria marinara in legno della tradizione ligure, rappresentata da gozzi prodotti da aziende storiche quali Schiaffino di Levanto, Topazio di Lavagna, Bianchi e Cecchi di Carignano, oltre ad alcuni esemplari realizzati e firmati da maestri d'ascia d'eccezione quali Erasmo Silenzi e Mariano Topazio.
L'evento è stato patrocinato dal Comune di Monterosso al Mare, dal Circolo Velico Gino e Bebe De Andreis, dalla Società Marittima di Mutuo Soccorso di Lerici e dall'Associazione scali d'Epoca e Classici.

Una manifestazione che associa il raduno di questi selezionati esemplari alla rassegna letteraria di cultura marinara, "Parole da mare", nata dalla passione di Gabriele Pagliuzzi, organizzatore dell'evento: "Una selezioni di "duri e puri" amanti del mare e della nautica voluto in un contesto che, per sua conformazione, è difficile, ma proprio per questo ha senso. Le Cinque Terre non hanno un porto, ma solo piccoli moli di pescatori: questo evento di nicchia vuole fare di questa difficoltà un punto di forza. Ricordiamo così tutta la tradizione marinara di una comunità che, di generazione in generazione, è cresciuta misurandosi con il mare, quando il tiro delle barche a secco dall'acqua era un rito collettivo, con funi così robuste che gli uomini portavano salva spalla di pelle."

Gozzi a remi e a motore, barche a velea e un sandolino completamente di legno sostano in secca sotto le bandierine di segnalazione nautiche e riempiono Piazza Belvedere facendo da sfondo alla rassegna storico-letteraria. Una iniziativa nata dalla collaborazione della Società di Mutuo Soccorso di Lerici e dal coordinamento del presidente Bernardo Ratti che porta, oltre che la sua passione e conoscenza delle imbarcazione d'année, tutta la sua esperienza maturata nell'iniziativa "Lerici legge il Mare". Da sponda a sponda, dal Golfo e dalla Riviera, il tema del mare viene condiviso e arricchito partendo dagli archetipi quali la vela latina, tradizione millenaria del mediterraneo negli ultimi anni riscoperta, ed oggetti provenienti da progetti, restauri, raduni e regate.

Questa manifestazione diventa occasione di riflessione anche nei confronti di un diverso modo di vivere e fruire il mare, valido in un momento cruciale di ridefinizione della prospettiva turistica delle Cinque Terre che sempre di più ricercano un equilibrio di sostenibilità tra presenze e contesto e lottano per difendere la propria identità culturale locale contro l'omologazione. Di sicuro la tradizione marinara è intrinseca a questi luoghi e rappresenta la complementarietà del comparto agricolo, così come in cantina convivono Sciacchetrà e acciughe, non esiste un contadino che non sappia andar per mare alla lampara o al palamito.

L'amare il vintage significa scegliere oggetti che hanno necessità di riparazione, di cura, dunque tornare ad una cultura che preferisce aggiustare e recuperare piuttosto che scartare. E' una diversa qualità delle barche che si decide di mettere in mare, soprattutto per quelle totalmente in legno. La navigazione risente dei limiti dell'imbarcazione: è più lenta, se poi a remi è indubbiamente faticosa.
Una lentezza e una fatica che, come controparte, regalano un modo diverso di vivere il mare, più autentico, più arduo, temprato e messo alla prova dalla durezza dello sforzo che in cambio rende un diverso modo di vivere il paesaggio, angolo per angolo, scoglio e anfratto, misurato uno dopo l'altro da un colpo di remi alla volta. Una diversa percezione territoriale, attenta ai dettagli, così come un tempo i pescatori si davano riferimenti naturali per identificare cale o spaziature, rotta nel suo silenzio solo dal rumore delle onde e dal legno che frange i flutti, un'esperienza diversa, che ci insegna ed abitua a vivere più lentamente recuperando il modo antico di fruire il mare sicuramente meno invasivo.

 

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