Draghe libere a Fiumaretta, nella darsena sul canale (video e foto) In evidenza

di Luca Manfredini - Una piccola darsena recintata da una scogliera nel posto più bello di Fiumaretta.

Martedì, 27 Giugno 2017 10:34

Video

 

Una trentina i natanti una volta ospitati, una darsena oggi completamente insabbiata da tempo, praticamente solo una piccola spiaggia.
Ieri, 26 giugno, i lavori di dragaggio necessari per riadibirla al proprio compito erano in pieno corso e ciò ha suscitato critiche e perplessità.
Una ruspa su una chiatta scava con una lunga benna la sabbia nell'acqua e la accatasta sulla scogliera e oltre, dove un'altra ruspa la raccoglie e la distribuisce riformando la "spiaggia" al di là della darsena stessa, una spiaggia lungo il fiume.

Il rumore e l'impatto visivo sono forti, ma sicuramente sovrastati dall'odore penetrante di decomposizione, dai miasmi provocati dalle tonnellate di sabbia nera portate in superficie e lì rigirate ed ammassate.

In fondo alla darsena la scogliera si richiudeva, ora non più: i massi che cingevano il pezzo finale (nel senso della larghezza) sono stati tolti tempo fa, proprio nel punto a contatto con lo scarico del Canale Fabbricotti e delle sue acque provenienti da Castelnuovo, Luni, Luni Mare e dalla tenuta di Marinella. Acque sempre sotto accusa, acque sempre sotto analisi e, spesso, bocciate.
Nel fiume é vietata la balneazione ed in quel punto ancora di più, ma siamo proprio alla foce, le spiagge sono appena oltre e qualche bagnante si intravede in acqua, poco distante.

I massi tolti dalla darsena sono stati piazzati lungo lo scolo del canale, anche lui insabbiato ma non dragato da tempo: il risultato é che la darsena si è insabbiata completamente, proprio con lo scarico del canale che, non trovando sfogo naturale, si é riversato li.
Chi lo decise non considerò tale conseguenza, fu valutata l'acqua del canale ma non la sabbia portata.

I lavori di dragaggio in corso sono avallati da tutti gli Enti attori, dalla Regione alla Capitaneria, Parco e Difesa del Suolo, anche Arpal ha effettuato sondaggi per valutare la qualità della sabbia, ma l'ok per l'avvio degli stessi è arrivato solo ora, in un periodo così disdicevole.
Se si fosse partiti a maggio l'impatto sarebbe stato minore, se si fosse partiti a fine estate 2017 anche, ma il nuovo gestore non avrebbe potuto utilizzarla.

"Nel momento in cui viene autorizzato un certo tipo di lavoro a fronte di un grossolano errore dell'Amministrazione Comunale- ci racconta un cittadino presente agli scavi - perchè questo, e lo devono sapere tutti, è il frutto del varco aperto a novembre 2016 nella scogliera della darsena, l'Amministrazione deve spiegare.
Dopo l'apertura si é riempito tutto e il "tutto" in questione é lo scolo del canale Fabbricotti.
Una darsena insabbiata per scelte folli e ora dragata in un momento folle, senza ancora concedere di richiudere il "colpevole varco" per non ufficializzare l'errore commesso, un errore passibile di danno erariale".

Il gestore della darsena e della dragatura ha tutti i permessi a posto, ha ricevuto anche, nella mattinata, la visita del Sindaco De Ranieri e ci spiega: "Noi draghiamo 25 cantieri lungo il fiume, sono dragaggi ordinari, con i dovuti sistemi si possono effettuare normalmente, e questa è la scelta meno invasiva, veloce e di poco impatto, se venite domani vi renderete meglio conto della ordinarietà del lavoro".

La storia della darsena sepolta va avanti dall'inverno scorso, segnalata e riportata anche in Consiglio Regionale, lo stesso però che ha dato ora il permesso al dragaggio.
La darsena era ed è di proprietà del Comune, prima gestita dalla partecipata "Ameglia Servizi" poi, dopo le note vicissitudini, affidata, dopo un primo bando pubblico andato deserto con richiesta di 20.000 euro, ad un gestore con minore cifra e in trattativa privata, per una durata di 4 anni.

I lavori di dragaggio in corso sono iniziati il 26 giugno e si concluderanno il 30; sono effettuati dalla ditta "Punto di Ormeggio Fiumaretta", che gestisce la darsena.

Torneremo a trovarli per visionare il risultato e, di nuovo, saggiare le reazioni del paese che, siamo certi, non mancheranno.

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