Cavallini: "Il Parco delle Cinque Terre deve salvaguardare territorio e tradizioni" In evidenza

Lettera aperta dell'ex consigliere comunale della Spezia.

Martedì, 08 Agosto 2017 14:12

 

A Manarola, senza rispettare le norme che regolano le procedure urbanistiche ed edili ed in totale assenza della paesaggistica e di altri atti (tecnici e/o amministrativi), in data 04.08.2016 è stata demolita un'aiuola stradale e le piantine e l'albero che erano collocati al suo interno e spostato il tubo di sfiato del gas. Il tutto per collocarvi una barca che intralcia l'accesso alle abitazioni. Stante il comportamento del Comune di Riomaggiore, il 18 aprile 2017 è stato inviato un esposto/segnalazione. Anche al Parco delle Cinque Terre, poiché l'Amministrazione considera, sia prioritaria la presenza a vista dei natanti che caratterizzano un contesto unico al mondo (pag. 2 della Delibera n. 3/2017), sia che tale presenza è "un valore costitutivo per il territorio....ha creato un contesto culturale e produttivo che ha come ritorno un richiamo turistico che deve essere incentivato ma che non può e non deve snaturarne le caratteristiche che vi hanno dato origine e che lo alimentano e che solo se rimarranno nel tempo con queste caratteristiche potranno dare prosperità alle future generazioni" (Art. 1, Oggetto e finalità del Regolamento).

Con l'esposto/segnalazione è stato messo in evidenza che le barche non sono presenti, né da tempo immemore (come afferma il Comune), né dalla copertura del canale, iniziata negli anni 50 e terminata a fine anni 70. Difatti, le barche hanno cominciato ad essere collocate sulla strada solo dopo che alla Marina di Manarola è stato installato il paranco (fine anni 70, inizio anni 80). Insomma, la Storia delle Cinque Terre è stata stravolta dalle considerazioni antropologiche presenti in Delibera e nel Regolamento e pure dalle infondate affermazioni degli amministratori, in spregio a chi ha creato una realtà che tutt'ora continua ad essere ammirata e visitata da persone provenienti da ogni dove, ai pochi che continuano con sacrificio a mantenere (e non far crollare) i terrazzamenti ed alla veritiera, ineccepibile e leale analisi storica/antropologica descritta nella relazione illustrativa del PUD - Progetto di utilizzazione del Demanio marittimo del Comune di Riomaggiore pubblicato nel sito del Comune di Riomaggiore).

Prese di posizione dal Parco? Nessuna. Risposte? Nessuna. Ed il Presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre Vittorio Alessandro non prende posizione in merito a quanto è nell'esposto/segnalazione neppure dopo esser stato informato della questione, in due occasionali incontri in via del Prione (insignificante? voler mantenere buoni rapporti con gli amministratori? farsi benvolere dai pescatori sportivi?). Però discetta sul "Red carpet", definendolo culturalmente non convincente. E sebbene il territorio di sua competenza non partecipi all'iniziativa, afferma "non so quanto contribuisca a premiare i nostri (sic!) borghi e l'attenzione di chi li visita". Una domanda: quanto contribuisce la chiusura di via dell'Amore ai borghi del Parco? Dopo un lustro, non si sa se e quando riaprirà, malgrado i tanti proclami e la macchiettata dell'inaugurazione del 2015 (poche decine di metri sopra la stazione ferroviaria di Manarola, finanziati da Rfi). Meno male che i tanti turisti che amano camminare da Riomaggiore a Manarola, in alternativa hanno il sentiero della Beccara. Ah, perbacco! Chiuso pure quello, con ordinanza n. 18 del Sindaco di Riomaggiore, suggerita dal Parco, stante le condizioni di degrado.

Inutile girarci intorno: le Cinque Terre sono conosciute nel mondo non per merito di chi le amministra attualmente; anzi, costoro hanno pure il demerito di non far nulla per salvaguardarle.

Flavio Cavallini

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