"L'Assessore Berrino come lo Sceriffo di Nottingham?" In evidenza

La domanda provocatoria dei cittadini promotori del ricorso al TAR che ritengono che sui treni alle Cinque Terre la Regione non ascolti le reali esigenze del territorio.

Mercoledì, 11 Ottobre 2017 17:16

Operatori economici, residenti e pendolari delle Cinque Terre non sono purtroppo sorpresi degli esiti sconfortanti dell’incontro avvenuto lunedì 9 ottobre tra i Sindaci delle Cinque Terre e l’Assessore Berrino, incontro in cui l’Assessore ha respinto ogni ragionevole richiesta venuta dal territorio per il miglioramento del servizio nelle Cinque Terre nel periodo invernale.
E’ infatti da tempo evidente che l’Assessore ha una visione totalmente rovesciata di quello che dovrebbe essere il rapporto con i propri cittadini (ed elettori) di cui dovrebbe essere il rappresentante.
Va ricordato all’Assessore, che è il servizio ferroviario a dover essere a disposizione degli utenti che lo pagano con le proprie tasse e tariffe, e la Regione dovrebbe impostare il servizio in base a quelle che sono le esigenze di mobilità del territorio, ben note e più e più volte ribadite, non essere una benigna concessione (quando viene fatta) ai sudditi utenti-cittadini da parte di Trenitalia.
Invece l’Assessore Berrino sembra - più che l’Assessore ai trasporti dei cittadini della propria regione - lo sceriffo di Nottingham, che cerca di “spremere” il territorio e ricavare utile, il cui ammontare (oltre a rimanere avvolto nella nebbia) va totalmente all’operatore ferroviario, anziché tradursi in servizio migliore servizio per i cittadini residenti, come da tempo viene richiesto.

E al danno la beffa: per l’Assessore Berrino la partenza il 1° marzo 2018 del servizio “Cinque Terre Express” a tariffa maggiorata sarebbe una “concessione” al territorio, non invece una ulteriore opportunità di ricavo dalle tariffe che quindi vedranno nel 2018, presumibilmente, un importo ancora maggiore rispetto agli anni precedenti!
L’Assessore, per negare ogni possibile apertura, trova ogni volta un argomento diverso:
- incomprensibili problematiche tecniche (che valgono chissà perché solo d’inverno...!)
- oppure che è “uno spreco di denaro” (perché sarebbero servizi destinati ai residenti anziché ai turisti?)
- o che “non ci sono fondi” (e se così fosse, perché non viene spiegato dove fiiscono i ricavi stratosferici lasciati dal turisti, che per il solo 2016 erano almeno 20 milioni?)
- o ancora peggio che “il territorio è d’accordo”!!! (come se potessero essere d'accordo le persone che per i prossimi 5 mesi, per venire a lavorare alle Cinque Terre o portare i figli in piscina dovranno fare l'abbonamento IC, o che per andare a Monterosso dalla Spezia dovranno usare due treni, passando per Levanto o rinunciare del tutto al treno a favore della macchina???)

Per inciso, dell'uso dei ricavi ottenuti dalle 5TerreCard spettanti al Parco, ci si aspetta che sia quest'ultimo, e non l’Assessore Berrino, a darne un resoconto puntuale.

Ma residenti, operatori e pendolari delle Cinque Terre hanno il diritto di sapere come vengono utilizzati i ricavi da tariffe perché essi non vengano utilizzati per il miglioramento del servizio.
Sono l’Assessore ai Trasporti e l’Apparato tecnico della Regione rappresentanti dei propri cittadini? Svolgono l’Assessore e i tecnici e dirigenti dell’assessorato il ruolo che sarebbe lecito aspettarsi dalla Regione, di pianificatore e autentico controllore delle scelte, in accordo con le più che legittime aspettative e richieste dei cittadini?
E’ vantaggioso un Contratto di Servizio della durata di ben 15 anni con cui la Regione si impegna a cedere a Trenitalia tutti i ricavi da tariffe, ivi compresi quelli da biglietto maggiorato sulle Cinque Terre?
Se le domande di residenti, operatori e pendolari delle Cinque Terre continuano ad essere sempre le stesse, non è certo perché sono un “disco rotto”, o perché essi siano meno fantasiosi dello “Sceriffo di
Nottingham Berrino”, ma solo perché non è mai stata data nessuna risposta alle loro domande.

I cittadini ed i rappresentanti delle categorie sostenitrici del ricorso al TAR

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