"Un Mare di Risorse e non di Rifiuti": ricerca e formazione scientifica, compagne di viaggio

Ricerca e formazione scientifica possono e devono andare a braccetto: questo il filo conduttore dell'incontro "Un Mare di Risorse e non di Rifiuti", organizzato dal Comune di Porto Venere e dall'istituto ISMAR del CNR.

Giovedì, 13 Giugno 2013 09:20

In esso si è parlato di come garantire una strategia sostenibile di sviluppo e valorizzazione turistica ed ambientale del territorio, ed ha visto protagonisti alcuni degli enti di ricerca del golfo, come Polo Marconi, INGV ed ENEA, oltre alle scuole di vario ordine e grado di istruzione che, durante l'anno scolastico, sono entrati in contatto diretto con il mondo della ricerca scientifica in ambito marino, per mezzo di stage di alternanza scuola-lavoro, tesi di laurea o percorsi formativi.
"Questo è un esempio di come ricerca e formazione possano interagire e produrre notevoli ricadute, non solo nell'istruzione ma anche a sostegno della stessa ricerca" afferma la Dott. Silvia Merlino, coordinatrice del progetto "ISforMARe". Un esempio? Dalla collaborazione fra ricercatori ISMAR e del Polo Universitario Marconi, è nato l'innovativo progetto di un battello elettrico in grado di utilizzare energia prodotta da fonti rinnovabili, come quella solare o quella fornita da generatori idroelettrici alimentati dalle correnti marine presenti in diversi tratti di mare del nostro territorio. L'ambizioso progetto, realizzato come tesi di laurea dell'Ing. Luca Baruzzo del dipartimento di Ingegneria Nautica, con la supervisione del Prof. Marco Ferrando e del Dott. Marco Bianucci dell'ISMAR, è stato patrocinato dal comune di Porto Venere, particolarmente interessato alla realizzazione del battello e ad un suo utilizzo nell'area marina del Parco. A tale scopo il Comune con la collaborazione dell'istituto ISMAR ha installato due correntometri negli stretti fra Porto Venere e l'isola Palmaria e fra la Palmaria e l'isola del Tino, con l'obbiettivo di valutare l'efficienza delle correnti marine e il loro potenziale uso come fonti di energia rinnovabile in un prossimo futuro.
Tra gli Istituti di Studi Superiori intervenuti al dibattito spicca il contributo del Capellini di Spezia, con alcuni alunni di quarta e di quinta che hanno lavorato ad un progetto annuale conclusosi con la realizzazione di un "app" interamente dedicato al monitoraggio ambientale e raccolta dati sui rifiuti spiaggiati; una volta ultimato, sarà uno strumento estremamente utile per la semplicità di utilizzo rispetto ai tradizionali metodi "carta e penna", e potrà essere inoltre facilmente distribuito, avvantaggiando notevolmente chi si occupa di tali attività, come ricercatori ed associazioni ambientaliste.
A sottolineare l'importanza della attuazione di strategie di prevenzione per possibili disastri ecologici anche nel nostro Golfo, è intervenuta la Dott. ssa Annalisa Griffa dell'ISMAR, che ha mostrato gli ultimi sviluppi di un innovativo utilizzo di un radar costiero, che potrebbe aiutare non solo in caso di sversamenti di greggio ma anche come supporto informatico per fornire indicazioni attendibili in caso di ricerca di "uomo in mare". Anche in questo caso, come nel precedente, a trarne vantaggio potrebbero essere non solo i ricercatori ma anche gli organismi preposti alle operazioni di recupero e salvataggio, come la guardiacostiera o la protezione civile.

 

 

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