Addio ad Almo Paita, dalle campagne di Calice alla Rai e ai premi letterari In evidenza

Il ricordo del figlio.

Martedì, 05 Giugno 2018 09:25

"Mio papà ci ha insegnato a vivere, e a vivere rispettando gli altri. Ce l’ha insegnato con la storia della sua vita, che lo ha portato a diventare da semplice contadino di campagna a persona di cultura, con un lavoro interessante e con la passione per l’arte, la storia, la letteratura; con i sacrifici fatti per studiare al lume di una candela, contro la logica, che lo voleva a lavorare nei campi come sempre aveva fatto la sua famiglia. Ci ha insegnato a vivere con il suo modo di essere gentile con tutti e di non usare mai parole che potessero essere offensive. Ce lo ha insegnato ogni volta che ci ha invitato a vedere le cose anche con gli occhi degli altri.
Non è che non abbia sbagliato mai. Anzi lo ha fatto tante volte, ma il ricordo che ha lasciato negli altri è la testimonianza che quel modo di fare e di essere era il modo giusto. Fra i tanti messaggi di cordoglio ricevuti, mi hanno scritto questo: “Non siamo mai pronti. Ma ha fatto un buon lavoro”. È stato il messaggio che ho più apprezzato: mi ha detto che forse qualcosa di lui è rimasto in me e questo mi fa essere orgoglioso di avere avuto un padre cosi".

 


ALMO PAITA
Nato a Calice al Cornoviglio (La Spezia), si è laureato in Lettere all’Università di Torino. Ha lavorato a lungo alla RAI-Radiotelevisione italiana, dove si è occupato di sceneggiati storici televisivi e di programmi culturali. Ha collaborato a Storia illustrata e Historia. Nel 1987 ha vinto a Taormina il Premio Giornalistico Internazionale “Goethe 1987”; nel 1990 il Premio “Lunigiana storica”. Ha pubblicato, per i ragazzi, Il Generale Garibaldi (ERI-De Agostini 1986); nel 1993 ha pubblicato una biografia del Bernini, Gian Lorenzo Bernini. Un grande artista alla corte dei papi (Firenze Libri). Nel 1999, con due racconti storici, ha vinto a Roma il Concorso letterario Memorie di Castello. Nella BUR- Biblioteca Universale Rizzoli ha pubblicato La vita quotidiana a Roma ai tempi di Gian Lorenzo Bernini (1998); La vita quotidiana a Roma negli anni santi (2000) ; Pio IX, l’ultimo papa re (2000) ; Petrarca e Laura (2004); Guido Gozzano-La breve vita di un grande poeta (2008). Nel 2006 ha pubblicato I racconti del Cornoviglio (Grafica Romana); nel 2007 Dal Cornoviglio a Monte Mario (Grafica Romana); nel novembre 2007 Salvator Rosa. La leggenda del pittore maledetto (Firenze Libri), vincitore del premio “L’Autore” 2005; nel 2009 Il regno del papa- La vita quotidiana nello Stato pontificio negli anni del tramonto (1815-1870); nel 2011: C’era una volta-La vita quotidiana a Calice ai tempi di mio nonno; nel 2012: Il cammino della speranza-Storie di emigranti sulle strade del mondo in cerca di fortuna; nel 2014: Alessandro Malaspina dei marchesi di Mulazzo – un grande navigatore dimenticato.

Viveva a Roma, città che amava come i suoi monti a Calice al Cornoviglio. Nel 2007 in Dal Cornoviglio a Monte Mario scriveva: “A Roma sono nati i miei figli e le mie nipotine, Chiara ed Elisa. A volte, osservando dal mio balcone la cupola di Michelangelo, che domina imponente sull’inarrestabile termitaio della capitale, ripenso all’appartata solitudine dei miei monti e a quanta strada ho percorso dalle lontane esperienze compiute in quel borgo ai piedi del Cornoviglio, agli anni, prossimi al tramonto, della mia esistenza romana, nella mia casa sulle pendici di Monte Mario”.

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2 commenti

  • Link al commento laura laureati Sabato, 11 Maggio 2019 13:16 inviato da laura laureati

    Sono Laura Laureati. Ho conosciuto suo padre, Almo Paita a Roma alla Bibliotheca Hertziana. Studiava lì. Ci vedevamo tutti i giorni. Studiavo lì. anche io. Sono una storica dell'arte. Oggi guardando il suo libro, La vita quotidiana a Roma ai tempi di Gian Lorenzo Bernini del 1998, ho trovato la sua dedica: "A Laura, compagna di studi all'Hertziana, con simpatia". Me lo regalò il 5 aprile 2001. Poi l'Hertziana chiuse per lavori e riaprì nel 2013. Non lo vidi più lì a studiare. Era una persona molto gentile, studiosa e seria. Lo ricordo spesso. Non pensavo che non ci fossse più. Mi addolora saperlo. Molto bello il ricordo che ne ha scritto il figlio
    Laura Laureati

  • Link al commento Vittorio Paita Martedì, 05 Giugno 2018 15:28 inviato da Vittorio Paita

    Almo Paita, oltre che essere un giornalista ed uno storico, ha descritto con un linguaggio avvincente non solo i luoghi a Lui più cari, ma anche nelle biografie di personaggi noti e meno noti, ha saputo con accattivante semplicità farci sognare. Almo lascia un grande vuoto difficilmente colmabile nella Comunità di Calice al Cornoviglio, di cui è stato un alfiere. Stimato dai Calicesi, spesso recalcitranti a partecipare agli eventi culturali che nel periodo estivo animano il castello Doria Malaspina, gli incontri con l'autore erano seguitissimi dagli autoctoni. Insieme abbiamo organizzato eventi, tra cui ricordo la presentazione dei libri: "Il cammino della speranza" con una mostra di foto sui luoghi dell'emigrazione calicese nel mondo ed il conferimento di un ricordo a tutte le persone che avevano contribuito con i loro racconti alla composizione del libro; "Il giorno dell'Apocalisse", a ricordo della drammatica alluvione del 25 ottobre 2011, presentazione corredata anche in questo caso da una mostra fotografica sui luoghi colpiti dall'alluvione; "Alessandro Malaspina" , la biografia di esploratore, corredata da disegni sui castelli appartenuti alla casata lunigianese. La grande umanità di Almo rimarrà spero nel cuore di tutti noi calicesi. Enrico Colombo, celebre giornalista editorialista di Teleliguriasud, era il suo inseparabile amico e con la sua verve profonda e professionale, incantava la platea, recitando i brani più significativi delle opere di Almo. Ho avuto il privilegio e l'immenso piacere di collaborare con lui nella presentazione delle tre ultime opere presentate al castello Doria Malaspina di Calice: "Il Cammino della Speranza", che ha dato le più forti emozioni; "Il giorno dell'Apocalisse" e la biografia del Marchese "Alessandro Malaspina", grande esploratore al servizio del Re di Spagna. Ai familiari giungano le più sentite condoglianze ed il sentimento di vicinanza della Comunità calicese. Ciao Almo!

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