"Cinque Terre Express: La trasparenza non è un obbligo? E’ un dovere politico e morale" In evidenza

La replica dei residenti ed operatori delle Cinque Terre ricorrenti al TAR.

Giovedì, 21 Marzo 2019 21:01

Ci dispiace contraddire l’Assessore ai Trasporti e al Turismo, Gianni Berrino ma alla richiesta di trasparenza che da tempo viene formulata da pendolari, residenti ed operatori economici delle Cinque Terre alla Regione Liguria, il TAR ha dato una risposta assai diversa da quella da lui riportata: in base ad essa infatti la Regione non ha l'obbligo di fornire "informazioni da elaborarsi sulla base di “dati” in possesso dell’amministrazione", mentre è garantito "il diritto di accesso a “documenti amministrativi” materialmente esistenti al momento della richiesta e detenuti da una pubblica amministrazione". Quale il Contratto di Servizio siglato con l'impresa ferroviaria, comprensivo di tutti gli allegati. Quegli allegati relativi ai dati economico-finanziari, che la Regione Liguria - unica in Italia a nostro sapere - ha secretato, e da cui i cittadini si potrebbero dilettare a ricavare ed elaborare buona parte dei dati relativi ai costi effettivi e quindi dei ricavi - almeno approssimativi - del servizio ferroviario.

Ma evidentemente non è gradito che il cittadino volenteroso sopperisca alle lacune della Regione: così l’Assessore ai Trasporti Berrino, su un tema fondamentale quale quello dell’entità dei ricavi da tariffa nelle Cinque Terre da parte di Trenitalia (che sembrerebbero essere circa il 50% dei ricavi liguri) risponde un po' dicendo che la Regione questi dati non li ha, un po’ dicendo che Trenitalia non è obbligata a fornirli.

Ancora una volta ribadiamo che è inconcepibile che la Regione non sia in possesso di questi dati, perché senza i dati dei ricavi non è possibile fare una corretta pianificazione del servizio né tantomeno delle tariffe, visto che l’introduzione della maggiorazione tariffaria è a giustificazione del servizio. Se la pianificazione è stata fatta e vien fatta in assenza di dati è una cura in assenza di diagnosi, come facevano i medici che nel medioevo per non sbagliare prescrivevano clisteri o salassi.

E anche se Trenitalia non fosse “obbligata” (ma la sentenza del TAR non ha affatto detto questo) sta alla Regione Liguria obbligare Trenitalia a fornirli, perché la Regione è rappresentante dei cittadini e committente del servizio, altrimenti vuol dire che, in barba alla legge, a pianificare il servizio di cui hanno bisogno i cittadini non sarebbe la Regione ma Trenitalia, come una sorta di principe eletto per diritto divino.

Ma se fosse la Regione a non voler fornire i dati, la responsabilità è altrettanto grave se non superiore, perché nega ai propri cittadini il diritto a poter giudicare se le scelte fatte dagli amministratori da loro eletti sono state le più corrette e opportune possibili.

Le ricordiamo, Sig. Assessore Berrino, che la trasparenza non sarà un “obbligo” per Trenitalia, ma è un dovere morale per un Amministratore Pubblico.

Ma al contrario di lei rispondiamo alle sue 4 domande, e le ripetiamo ancora una volta che:

- nessuno contesta la necessità di un servizio ferroviario frequente nelle Cinque Terre - infatti da ben prima che si insediasse avevamo chiesto l’integrazione di tutta una serie di fasce orarie carenti nella stagione turistica;

- il modesto incremento di servizio attuato dal 2016 non giustifica la tariffa maggiorata e comporta utili elevatissimi per Trenitalia;

- è inammissibile che non siano ripristinati almeno i collegamenti invernali preesistenti all'introduzione dei "treni dedicati ai turisti" (a questa richiesta in effetti ci aveva già risposto: sarebbe stato "uno spreco di denaro"!);

- l’interscambio forzato a Levanto - fonte in sé di turbative al servizio ferroviario - è un ritorno al dopoguerra e un ostacolo ai rapporti socio-amministrativi naturali oltre che proficui per il nostro territorio (lo stesso vale per il collegamento verso la Val di Magra);

- la spesa di milioni di euro per creare un “hub” a Migliarina non è stato concordato con il territorio che dovrebbe accogliere i crocieristi, benvenuti, purché non ci vengano imposti numeri sempre crescenti che vanno a discapito di altri frequentatori e dei residenti. Il nuovo “hub”, inoltre, probabilmente sposta solo il problema del traffico nella città della Spezia, problema per cui in altre città, quali Barcellona, hanno trovato ben altre soluzioni, quelle sì all’avanguardia.


Residenti delle Cinque Terre e operatori ricorrenti al TAR

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