Marinella, spiagge ancora in subbuglio (foto) In evidenza

di Luca Manfredini - È corsa contro il tempo per ottimizzare la stagione estiva, in ballo non solo le fatidiche "ex spiagge libere".

Mercoledì, 19 Giugno 2019 09:03

 

Dopo il caos parcheggi del weekend scorso, e mentre la stagione incalza ed il nervosismo cresce, qualcosa sembra muoversi, seppurpare ancora insufficiente.

Il divieto di accesso ai parcheggi posti nel retrospiaggia privato (alle spalle degli stabilimenti liberi) è parso oggi venire meno e i mezzi dei bagnanti hanno trovato sistemazione dal Tramontana sino alla pineta (Soleado - Cavallino - Margot - Pití - Tramontana), contribuendo a mitigare i disagi per gli utenti alla disperata ricerca di un posto auto/moto.

Una "particolarità" sicuramente utile e funzionale per i gestori, penalizzati economicamente nel fine settimana scorso, ma pur sempre una "particolarità" in quanto incompleta.

Rimane infatti da ben definire il tutto e rimangono ancora delimitate con picchetti, corda e panettoni di cemento le ormai famose 4 ex spiagge libere/attrezzate: Maestrale - Grecale - Capannina e Acciuga Beach.

Chiuse quindi, con divieto di parcheggio e purtroppo viziate da spazzatura accatastata, dormitori, degrado vario e corde già divelte.

Anche il parcheggio principale gestito dal Consorzio Riviera di Luni, tra la litoranea e la pineta del cimitero, è stato concesso da Marinella Spa ma non interamente, ed una fila di panettoni interni limita il numero di parcheggi a disposizione.

Non più disponibile poi l'ex parcheggio gestito dalla Croce Rossa e neanche l'area Camper, ora chiusa,

Prime avvisaglie di un Piano Spiagge ancora in itinere.

La situazione è quindi migliorata ma le macchine trovano ancora difficoltà di parcheggio e si accumulano lungo via Marinella e anche sulla litoranea, sperando in una “distrazione” da parte della Polizia Municipale.

I famosi 350 metri di spiagge “libere davvero” poi, inutile negarlo, non soddisfano gli avventori; in quanto privi di servizi igienici, noleggio sdraie/ombrelloni e apposita e necessaria "cicalatura" della sabbia.

L'accesso alle stesse è sporco e degradato e arrivati negli arenili la sabbia ripiena di spunzoni lignei (e quant’altro) fa da deterrente, soprattutto per i bambini desiderosi di tirate quattro calci ad un pallone e per qualche loro genitore giustamente ansioso.

L'unica postazione di salvataggio presente poi è apparentemente insufficiente da normativa e anche un po’ solitaria e triste.

Innegabile al momento la scarsa fruizione di quelle 4 ex spiagge, i cui aspiranti avventori probabilmente preferiscono spostarsi altrove, magari negli stabilimenti limitrofi, liberi/attrezzati e/o privati, dove naturalmente non è cambiato nulla ed i servizi continuano ad essere ben assicurati, le spiagge pulite e i bar funzionanti e pronti al ristoro.

Una Marinella apparentemente divisa in due in cui molti abituè rimangono spiazzati e si lamentano della situazione, come pure del prezzo del parcheggio, considerato esoso per spiagge prive di servizi.

Qualcuno ha parcheggiato, pagato i 5 euro quotidiani (o i tre euro per mezza giornata) e poi è ritornato portando altrove la propria macchina e la famiglia.

La preoccupazione ascoltata in loco sulle ex spiagge tra i pochi (troppo pochi) bagnanti presenti è che nel futuro molti altri turisti o appassionati giornalieri rinunceranno a venire qui, cercando e trovando altrove lidi più funzionali.

Il rischio è in effetti che più persone si dislocheranno in questa stagione, più sarà difficile reinvogliarli a tornare nella prossima del 2020, quando presumibilmente non sarà più "anno zero" da cui ripartire in piena legalità ma l’anno 1° che offrirà servizi superiori a quelli persi.

Perché il "succo del discorso" sta tutto lì, ben vengano quelle regole precise molte volte venute meno, ma un minimo di servizio va assicurato all'utente “resistente” di questa Marinella da sempre in difficoltà.

Questa Marinella famosa che poi di Marinella (e quindi di Sarzana) forse non è mai stata, ma in compenso è stata ostaggio di molte, troppe, mire superiori che l'hanno così inficiata del suo naturale e dovuto crescere.

Parlarne ancora e ancora denunciarne la situazione fa male, in effetti: fa male perché il negativo pubblicizzare rischia di andare ad incidere su chi ancora resiste e inficiarne l’impegno, ma parlarne è doveroso in quanto realtà e stimolo e non farlo sarebbe forse ancora peggio.

I tempi tecnici per migliorare tuttavia ci sono ancora.

In fondo la passata stagione è partita con i dovuti servizi solo a luglio (anche se con l’arenile tenuto pulito sin da subito dai precedenti gestori “in previsione” dell’ambita concessione momentanea data anno per anno) e in fondo l'Amministrazione ha ancora i tempi per assicurare sia il segnale ambito sulle corrette regole per le spiagge libere, sia il servizio “minimo sindacale” dovuto agli utenti.

Da ieri una ditta è presente a tagliare le siepi lungo la litoranea e nel parcheggio gestito dal Consorzio, incaricata da Marinella Spa, mentre il Comune sta avviando il progetto urgente teso ad assicurare pulizia e strutture per i servizi igienici.

Qualcosa si muove quindi, con la speranza che vada velocemente a buon fine.

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