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In Libia tra i militanti dello Stato Islamico: a Spazio 32 la mostra del fotoreporter Micalizzi In evidenza

Gabriele Micalizzi è uno dei fotoreporter italiani più conosciuti sulle zone di guerra.

Giovedì, 28 Novembre 2019 21:30

Inaugura giovedì 5 dicembre alle ore 18.30 a Spazio 32 – biblioteca della Fondazione Carispezia e spazio culturale dedicato alle arti visive – la mostra fotografica “DOGMA. Once upon a time the Caliphate” del fotografo Gabriele Micalizzi.

In esposizione 31 fotografie scattate da Micalizzi nel 2016, in Libia, a Sirte, roccaforte dello Stato Islamico, dove ha trascorso parecchi mesi vivendo con i miliziani che tentavano di riprendere la città. E cercando di non farsi sorprendere dalle “dogma”, nome in codice delle autobombe al tritolo piazzate dallo Stato Islamico sui punti nevralgici del territorio.

Micalizzi testimonia gli scontri sul fronte libico attraverso immagini che colpiscono per la loro forza rivelatrice e per il racconto autoriale di un inferno da cui solo i più fortunati riescono a fuggire.

"Io scatto foto per la storia. Per lasciare un segno. Spero che rimangano come testimonianza", ha raccontato in una recente intervista per Esquire.

Trentacinque anni, dieci dei quali passati a documentare conflitti, Gabriele Micalizzi è uno dei fotoreporter italiani più conosciuti sulle zone di guerra, da Gaza alla Libia, dall’Egitto alla Siria, e tra i maggiori talenti della sua generazione. Le sue fotografie vengono pubblicate dal New York Times, New Yorker, Newsweek, Wall Street Journal, Stern e, in Italia, da l’Espresso, la Repubblica, Internazionale e Corriere della Sera.

Nato nel 1984, si diploma alla scuola d’arte ISA di Monza: "Un professore mi ha portato in camera oscura e ne sono rimasto folgorato. Una vera magia. Avevo circa 17 anni".

Giovanissimo, dal 2004 al 2005 lavora per l’agenzia Newpress di Milano, occupandosi di cronaca. Nel 2008 fonda insieme ad altri colleghi il progetto CESURA, sotto la direzione artistica di Alex Majoli, celebre fotografo della Magnum. Nel 2010 inizia la carriera come fotoreporter in zone di conflitto: a Bangkok documenta le sommosse delle “camicie rosse” contro il governo. Dal 2011 si concentra sul Medio Oriente, coprendo gli avvenimenti legati alla “primavera araba” e dividendosi tra Tunisia, Egitto e Libia, per poi spostarsi a Gaza e a Istanbul. Negli stessi anni lavora alla crisi economica che si è abbattuta sulla Grecia. Nel 2017 gira un documentario a Mosul con il giornalista Fausto Biloslavo.

L’11 febbraio 2019, mentre si trova nel sud-est della Siria per documentare l’avanzata curda contro l’ISIS, sopravvive a un attacco di un razzo RPG da parte dell’ISIS.

Dal 2016 è testimonial Leica, ed è il primo vincitore del talent europeo sulla fotografia, Master of Photography.

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