"Facciamo luce sul teatro", anche gli Scarti e Teatro Impavidi aderiscono all'iniziativa

Per far luce sulla condizione dei teatri e dei suoi lavoratori e lavoratrici a un anno dalla chiusura

Lunedì, 22 Febbraio 2021 17:48

Il Teatro degli Impavidi aderisce all’iniziativa nazionale aderisce alla manifestazione nazionale "Facciamo luce sul teatro" promossa da UNITA: “Il Teatro è di tutti. Ne sentiamo la mancanza, è spento. Per questo, lunedì 22 febbraio tra le 19.30 e le 21.30, i teatri torneranno dopo un anno ad illuminarsi in tutta Italia, cosi farà anche il Teatro degli Impavidi a Sarzana”


L’Associazione Gli Scarti, gestore del Teatro Impavidi e co-gestore del Dialma Ruggiero La Spezia, aderirà attraverso il Coordinamento delle imprese teatrali della Liguria di cui è fondatore e promotore, alla Manifestazione nazionale che si svolgerà domani alle 17 in Piazza De Ferrari a Genova “Un anno di chiusura”

Qui il comunicato di Emergenza Liguria Spettacolo co-firmato da Coordinamento delle imprese teatrali della Liguira per la manifestazione del 23/02

“Il 23 febbraio 2021 sarà un anno esatto dallo stop al mondo dello spettacolo e della cultura. Chiudere i luoghi di cultura è un modo per non affrontare le complessità di una società in crisi ben prima dell'arrivo del Covid-19. La pandemia è stata per molti aspetti una cartina tornasole che ha fatto emergere fragilità pregresse.


Qual è l’investimento che si è disposti a mettere in campo a difesa e salvaguardia della cultura?
Quali le condizioni per una visione strategica che superi disparità territoriali, progettualità e contributi intermittenti o di breve periodo, che fotografi l’esistente e che riconosca lo spettacolo come servizio essenziale per la comunità?


La cultura non è un lusso decorativo che ci si concede solo nei momenti buoni.


Il 23 febbraio torniamo in piazza ad un anno esatto dalla prima chiusura dello spettacolo
dal vivo. Torniamo a ribadire come un progetto di cura sociale sia quanto mai necessario per tornare a tessere quei legami di comunità inevitabilmente recisi dalle misure di contenimento e garantire spazi di riflessione collettiva.


I luoghi di cultura sono stati troppo a lungo e pesantemente penalizzati, ma con noi a essere penalizzata è stata la società, privata del suo nutrimento culturale, di occasioni di condivisione e di opportunità di riavvicinamento elettivo in un’epoca di distanziamento fisico.


L’ancora degli spettacoli e dei concerti in streaming non è e non può essere un appiglio.
Non ci ha salvato e non ci salverà, anzi rischia di snaturare un’arte antica quanto il mondo.


Chiediamo un piano di ripartenza che restituisca agli operatori e alle operatrici dello spettacolo la dignità del lavoro, che preveda un sostegno alle piccole e medie realtà culturali che rischiano di scomparire e protocolli di sicurezza per aprire il prima possibile i luoghi di cultura e spettacolo.


Chiediamo una data, una progettualità. Il settore è allo stremo.


La cosa certa è che servono dei tavoli competenti e di vasta rappresentanza per affrontare la questione della ripartenza. I danni si stanno già contando. Scendete in piazza con noi!”

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