"L'immagine decantata", Alessandra Gazzoni in mostra a Levanto

Sabato 24 agosto sarò inagurata a Levanto la mostra "L'immagine decantata", disegni e incisioni di Alessandra Gazzoni.

Giovedì, 15 Agosto 2013 11:41
PERIODO:
dal 24 al 30 agosto 2013

Orario:
tutti i giorni 10.30 – 12.30 / 16.30 – 19.30 / 21.30 – 23.00
Ingresso libero

SALA MOSTRE DEL COMUNE DI LEVANTO
Piazza Cavour, Levanto

Disegni di statue antiche, nature morte, nudi e "paesaggi liguri" e "lombardi" eseguiti dal vero dal 2000 al 2013 e incisioni realizzate dagli stessi disegni nelle varie tecniche della calcografia quali : l'acquaforte, la punta secca, la cera molle e la maniera nera.

E' un lavoro che nasce da una sua assidua frequentazione della "Scuola Libera del Nudo" dell'Accademia di Brera, che frequenta dal 1991 e da un suo successivo incontro e amicizia con Dimitri Plescan.
Amicizia iniziata nel 2002/2003 e durata fino alla sua morte avvenuta nel 2010.

Dietro consiglio del prof. Pietro Plescan, Alessandra ha avviato uno studio del paesaggio, annotando la differenza fra il "paesaggio ligure",in particolare di Levanto, luogo in cui lei soggiorna fin da bambina durante le vacanze estive e il "paesaggio lombardo": Milano città dove è nata, vive , lavora e studia.

Questo studio viene messo in pratica guardando e osservando la natura e, per quanto riguarda la Liguria, in modo specifico anche attraverso lo studio di pittori liguri, quali Rubaldo Merello, pittore singolare e figura eccentrica nel panorama artistico del
Novecento italiano, apprezzato dall'area divisionista. Alessandra ha potuto vedere e studiare Rubaldo Merello attraverso libri e cataloghi e sue esposizioni che si trovano attualmente presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e alla Galleria d'Arte Moderna nel parco Groppallo di Genova-Nervi. Di questo autore , Alessandra guarda in modo specifico la struttura compositiva dei suoi soggetti liguri: pini marittimi, scogliere, rocce e insenature.

Per quanto riguarda il rapporto col "paesaggio lombardo", questo avviene sia attraverso lo studio della realtà ma anche qui attraverso testi e cataloghi che riproducono "paesaggi leonardeschi", repertori che si trovano nella Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco e nella Biblioteca dell'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano.

Dalla presentazione di Gabriele Poli:

L'IMMAGINE DECANTATA

Il lavoro di Alessandra Gazzoni, in questi tempi vorticosi ma sorprendentemente inerti, espressi all'insegna della "velocità" e del consumo abulico e passivo di tutto, persone e immagini comprese, appare di un altro secolo.
I disegni e le incisioni che Alessandra Gazzoni propone nascono infatti da una visione e un sentimento della realtà che si esplicano in una conseguente pratica operativa che investe, nella durata di osservazione e misurazione, uno speciale valore aggiunto di "laboriosità", qualità un po' estranea ai nostri tempi.
Nulla di innovativo nei generi affrontati, natura morta e paesaggi, ma anche qui, luoghi e oggetti sono individuati in virtù di una valenza particolare che definirei "affettiva" e "civile".
Gli oggetti appartengono al repertorio delle "raccolte", siano piccoli oggetti naturali come sassi o pigne o modelli scultorei di teste classiche, di quelli che si trovavano un tempo facilmente negli studi degli artisti e talvolta ancora vengono utilizzati nelle scuole d'Arte.
Oggetti raccolti e "conservati" e quindi dotati di una storia oggettiva e familiare.
Oppure, nel caso dei paesaggi, si tratta di parchi pubblici, un nucleo tematico di opere legato ad una condivisa esperienza di disegno all'aperto con l'amico e "Maestro" Dimitri Plescan.
Luoghi di natura ma collocati in una reale prossimità affettiva, collettiva e individuale ad un tempo, che nei disegni di Alessandra Gazzoni paiono evocare, anche nel taglio compositivo neoclassico, un illuministico e lontano sentimento "urbano e civile".
Da questi fattori si genera la scelta per l'esercizio delle tecniche grafiche tradizionali del disegno e dell'incisione, discipline che nella loro essenzialità non chiedono altro che l'onesta pratica del fare, che per Alessandra Gazzoni consistono anche nell'estrema accuratezza compositiva e esecutiva.
La tecnica dello sfumato e del tratteggio sono applicate attraverso un lavorio lento e "inesorabile".
Non v'è "gesto" nel tracciare e modulare il chiaroscuro, piuttosto un processo inesausto come quello della natura nel disporre le molecole dei suoi disegni e nel liberarne la luce.
Portare avanti per giorni, settimane e mesi un medesimo lavoro presuppone altresì una singolare e simultanea "partecipazione" e "distacco" dal soggetto.
E qui l'immagine, sospesa tra materia e memoria, decantando sulla pagina, riemerge attraverso una sua nuova essenza luminosa, "metafisica".
Nel tempo fuori dal tempo.
Gabriele Poli, 20 Aprile 2013

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Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della mostra:
Gabriele Poli, Alice Bellati per le riproduzioni fotografiche dei disegni e incisioni, Daniela Antoniotti per la comunicazione, Lorella Giudici per i suoi preziosi consigli e Silvano Gelain per la sua formidabile disponibilità.

Alessandra Gazzoni nasce nel 1965 a Milano , si diploma al Liceo Artistico di Busto Arsizio e frequenta la Nuova Accademia di Belle Arti (NABA).
Diviene illustratrice per case editrici quali la Mondadori, la Rizzoli, agenzie pubblicitarie e presta la sua attività come disegnatrice indipendente per Rolex e Cartier nel mondo collaborando con la soc. Ardema Architecture Decoration sarl di Losanna.

Nel 1991 s'iscrive alla " Scuola Libera del Nudo " dell'Accademia di Belle Arti di Brera, che tutt'oggi frequenta, incontrando i maestri Pietro Plescan ed il fratello Dimitri, con i quali mantiene rapporti d'amicizia e condivisione per la passione per l'arte.
Alessandra Gazzoni è inserita nel Repertorio degli incisori italiani :

www.centrolecappuccine.it/ Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

In memoria di Dimitri Plescan (un ricordo di Dimitri Plescan)

Il mio incontro con Dimitri Plescan avvenne nel 2002/2003 all'Accademia di Brera, attraverso il fratello Pietro, che già conoscevo da diversi anni, durante le lezioni della "Scuola Libera del Nudo, scuola che frequentavo dal 1991.

In seguito incominciammo ad incontrarci quando a me venne l'idea di creare una "Accademia estiva", dove si potesse disegnare dal vero il "paesaggio".
Dimitri fin dal principio si mostrò contento e divenne un assiduo frequentatore.

Per me era la prima volta che, in buona compagnia, m'impegnavo nello studio del "paesaggio", realizzando una prima serie di disegni a matita che avevano come soggetto l"'Orto Botanico" di Brera.
Nelle successive estati i soggetti furono altri giardini di Milano, come per esempio quello della Villa Reale, i giardini pubblici di Via Palestro, quello della Guastalla e quello della Rotonda di via Besana.

Questo metodo di lavoro, basato sul disegnare all'aperto e sull'osservazione del modo in cui la luce cambia l'aspetto della natura e del paesaggio continuai a praticarlo anche nei mesi di vacanza a Levanto in Liguria.
Ritornata a Milano Dimitri ed io continuammo a vederci per disegnare: in principio nel suo studio e successivamente, quando i suoi problemi di salute gli impedirono di muoversi, a casa sua.

Questa volta i soggetti furono le "pigne", raccolte a Levanto, oppure le copie delle statue antiche del suo studio: la "Venere di Milo" , la "Duchessa d'Aragona" e il"Brontolone".

In principio Dimitri mi suggerì di studiarle singolarmente per poterle così conoscere profondamente e poi di accoppiarle a mia scelta, disponendole su di un piano con una luce artificiale.
Sono così emersi i seguenti lavori:
"Venere di Milo" e "Duchessa d'Aragona" (una delle due donne pensa e l'altra riposa) del 26.02.2006

"Duchessa d'Aragona e Venere di Milo" (una delle due donne parla all'orecchio dell'altra) del 08.07.2010..
E altri...

Con l'apertura dell'Accademia , sotto la guida del professore Matteo Giannini , alcuni di questi lavori sono stati adoperati per creare delle incisioni usando le tecniche della calcografia quali: l'acquaforte, la punta secca, la cera molle e la maniera nera.

Tra un disegno e l'altro, terminato il lavoro, Dimitri ed io studiavamo e leggevamo libri d'arte, guardando le immagini delle incisioni di Rembrandt e di Dürer.

E' durante questi incontri avvenuti a casa sua che ho avuto l'occasione d'incontrare il pittore Gabriele Poli, un suo vecchio allievo del Liceo Artistico, ed il pittore Gigi Valsecchi.

Questo metodo di studio, che ho potuto praticare grazie alla frequentazione di Dimitri Plescan, mi ha permesso di avviare un lavoro caratterizzato da una continua e costante applicazione allo studio e all'osservazione dal vero.
Penso che con la morte di Dimitri Plescan sia venuta a mancare una figura importante di riferimento per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di ricevere i suoi insegnamenti.
Nell'ottobre del 2012 Dimitri mi compare in sogno: io sto eseguendo un suo ritratto di profilo, e, mentre lo sto ultimando, il suo viso, nel disegno, si trasforma in quello di Rembrandt.
Forse un mio desiderio di ritrarre Dimitri e un ricordo delle nostre letture fatte su questo grande artista.

Alessandra Gazzoni

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