Il commercio marittimo tra passato e presente: Antonio Lozzi alla Festa della Marineria In evidenza

di Malvina Podestà

Un viaggio attraverso il commercio marittimo, usi e leggi del mare, per scoprire che il passato, anche remoto, non è così differente del presente.

Sabato, 05 Ottobre 2013 09:37

Stiamo parlando di "Codici e consuetudini nella storia del commercio marittimo", volume di Antonio Lozzi edito da Mursia, presentato venerdì 4 ottobre alla Libreria del Mare, spazio che in occasione della Festa della Marineria è diventato un auditorium per ospitare autori e libri sul mare.
L'ardua impresa di raccontare in un'ora un libro che raccoglie quasi 4.000 anni di commercio marittimo, dal codice di Hammurabi al Regno d'Italia, è riuscita con successo grazie alla sinergia tra Antonio Lozzi e Lorenza Sala, capo dell'ufficio stampa Mursia, da cui è nata un'interessanta chiacchierata, ricca di aneddoti e curiosità.

Tra gli argomenti trattati quello della pirateria, nata come pratica di privati (i pirati si distinguono dai corsari, che "lavorano" per uno stato) per impossessarsi di beni e bottini altrui e che ancora oggi è un fenomeno attualissimo ma con una piccola differenza. Come ha spiegato l'autore del libro, i predoni del mare oggi hanno come principale interesse il sequestro di persone, e si sono gerarchizzati: oltre ai banditi che operano in mare aperto ci sono "colletti bianchi" che da comodi uffici in grandi città europee gestiscono le trattative di riscatto e il denaro.
Altro tema trattato è stato quello della drammatica consuetudine di gettare in mare carichi pesanti in caso di avaria, che spesso è costata la vita a molti schiavi o soldati di basso grado. Un costume che, come hanno sottolineato i due relatori, sembra tristemente vicina alla tragedia di Lampedusa, ricordata alla Festa della Marineria con dieci minuti di silenzio.

Nell'incontro si è dimostrato come tutte le popolazioni del passato, tra cui romani, greci, fenici, avevano già regolato i commerci via mare, addirittura nella Bibbia sono contenute clausule sulle attività marittime. Leggi, cavilli e pratiche finanziarie che si sono tramandate nei secoli e che sono sorprendentemente vicine all'attualità.
Proprio da questo aspetto è nata la ricerca di Antonio Lozzi, nella vita mediatore marittimo, che racconta: "Anni fa mi è capitato di venire a contatto con la Tavola di Amalfi, statuto dell' XXI secolo che regolava commerci marittimi nella città di Amalfi. La vicinanza con le leggi e le pratiche che utilizzo nel mio lavoro è stata sorprendente, così ho deciso di approfondire le ricerche nel passato".
Ed è questo che colpisce e fa riflettere di più del volume presentato oggi: anche le pratiche che sembrano più attuali e all'avanguardia hanno radici nel passato, che anche in ambito marino e marittimo è una preziosa fonte di insegnamento nell'attualità.

(5 ottobre)

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