Gli occhi di Valeria: una serata di cinema speciale al Nuovo In evidenza

di Gianluca Solinas - Una serata davvero piacevole, in compagnia di Valeria Golino, star internazionale, attrice fantastica, donna bellissima e simpatica, Marco Simon Puccioni, regista talentuoso specializzato nel trattare temi spinosi e di grande attualità e Matteo Taranto, giovane promessa del cinema italiano, nostro concittadino.

Sabato, 22 Marzo 2014 16:15
La proiezione del film "Come il vento", trasposizione di una storia vera, commovente e tragica ci ha mostrato come, fra mille difficoltà, il cinema italiano sia ancora capace di raccontare, in modo originale e delicato, la realtà anche più cruda e toccante senza sprofondare nella retorica e nella commiserazione. Il merito della riuscitissima serata va a Silvano Andreini e a tutto lo staff del cinema Il Nuovo che ormai ci hanno abituati, viziati direi, presentando sempre spettacoli di qualità e protagonisti di altissimo livello, ed anche stavolta la missione sembra riuscita per il meglio. La storia raccontata nel film, riguarda la vita, o meglio, gli ultimi dieci anni di vita di Armida Miserere, una delle prime donne direttrici di carcere nel nostro paese. Erano gli anni, ancora molto vicini a noi, che vanno dalla caduta del Muro di Berlino a Tangentopoli, dalle stragi di mafia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, agli arresti eccellenti come quello di Giovanni brusca a Palermo. Armida Miserere vive una storia d'amore con Umberto (Filippo Timi), col quale condivide l'impegno in prima linea nelle carceri italiane, Umberto svolge l'attività di educatore all'interno delle strutture carcerarie, ed in particolare insegna teatro ai detenuti. Proprio questa attività e la vicinanza con esponenti della criminalità organizzata ai quali nega favori gli costano la vita. Viene assassinato il venerdi Santo del 1990, poco tempo dopo aver perso il figlio che attendeva insieme ad Armida, nel tentativo di costruire una vita comune al di fuori dal mondo carcerario. La morte di Umberto segna profondamente Armida la quale si getta ancora di più nel lavoro, chiedendo il trasferimento ed ottenendolo, girando gli istituti di pena più difficili dello stivale, continuando da sola a cercare gli assassini del proprio compagno e pian piano svuotandosi, consumandosi, fino all'epilogo finale, tragico e commovente, del suicidio avvenuto nel 2003. La regia di Marco Simon Puccioni si può definire davvero azzeccata. Riesce infatti a trattare un argomento cosi delicato con un tocco leggero, non concede nulla alla spettacolarizzazione del dolore e alterna ai meandri cupi all'interno delle carceri, splendide viste solari del mondo "fuori". Rappresenta Armida Miserere come una donna dolce ma risoluta, lontana dagli schemi che prevedono il compromesso quale unica soluzione ai problemi di un ambiente cosi difficile, una donna coerente, che affronta il suo compito senza mezze misure, che cerca e trova il rispetto di colleghi uomini attraverso l'impegno e a volte la durezza. Una donna la cui parabola scivola verso il baratro spinta dall'indifferenza altrui, dai tradimenti, dalla barbarie di chi infanga il nome di Umberto cercando di farlo passare per corrotto, una donna che si autodefinisce ormai senz'anima, che si accorge e dichiara alla fine di non essere più capace di provare comprensione, speranza, fiducia, tutto ciò che da sempre ha caratterizzato il proprio lavoro. Ormai senza mezzi, senza più la capacità di reagire, sceglie la strada del suicidio lasciando un J'accuse rivolto a chi (lo Stato innanzitutto), l'ha lasciata colpevolmente sola. Valeria Golino regala a noi e ad Armida Miserere un interpretazione intensa ed equilibrata, in perfetta sintonia con la regia. Tutto il cast, a partire da Filippo Timi, grandissimo talento, risolve il film seguendo con naturalezza le indicazioni di Marco Simon Puccioni, il quale oltre alla regia firma anche il soggetto, parte della sceneggiatura e la produzione. Le piacevoli chiacchiere con Valeria, Marco e Matteo, ci hanno fatto conoscere meglio ed apprezzare l'impegno che serve oggi per realizzare fil di qualità. Valeria si è rivelata una "ragazza" fantastica, descritta come generosa, altruista e molto presente da Matteo Taranto il quale l'ha voluta ringraziare per la disponibilità e i consigli sul set. La star internazionale si è rivelata una simpaticissima conversatrice, una che ritiene di sopperire alla tecnica con un qualche talento (con una carriera cosi risulta difficile credere che i suoi studi siano stati pochi), che si dice convinta che i grandi attori siano sempre disponibili ad aiutare gli ultimi arrivati mentre spesso le mezze calzette si comportino da divi arroganti. Una donna dolce che ha nello sguardo un'arma micidiale, una che si inc.... ancora per le difficoltà alle quali la qualità ed il merito devono sottostare nel nostro paese, una che non lesina complimenti ai colleghi, una che, avendo esordito come regista da poco con l'applauditissimo "Miele", dice di sentirsi forse più regista che attrice. Credo che da questa serata sia emerso ancora una volta come il nostro paese sia una fucina di talenti di livello assoluto. Talenti che, come Valeria Golino, hanno il coraggio di passare da colossal come "Rain man", tanto per citare il più famoso, di fianco a Tom Cruise e Dustin Hoffman, a film di impegno civile come quelli di Crialese e di Puccioni, passando per una carriera ancora giovane e facendoci sperare in un futuro più coraggioso per il cinema italiano. Una bellissima serata, alla quale ha preso parte la direttrice del carcere spezzino Maria Cristina Bigi assieme a una delegazione del personale della casa circondariale.

 

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