Renzo Fregoso incanta l'Accademia Capelinni

di Valerio P. Cremolini - Renzo Fregoso ha stupito ancora una volta (è la trentunesima) i tantissimi concittadini di ogni età che hanno gremito l'Accademia "Capellini" nel pomeriggio della festa patronale.

Mercoledì, 26 Marzo 2014 00:03
"Quest'anno van di moda i Renzi" ha esordito con sottile ironia il novantaduenne poeta, che ha incantato i presenti fondendo, come gli è consueto, l'italiano con il dialetto per parlare "in chiave amatoryale", titolo della sua ennesima circonlocuzione. Ma se l'ironia e la battuta intelligente e garbata sono ingredienti che percorrono e si rinnovano nella scrittura del poeta, è stata la "pietas", ha acutamente argomentato Giuseppe Benelli, la componente che ha caratterizzato l'applaudita performance. Una profonda carica sentimentale ha accompagnato anche in questa occasione i vari passaggi del monologo di Fregoso, approdato senza enfasi sul terreno della fede (commovente il richiamo alla figura taciturna, obbediente e paterna di san Giuseppe, sposo di Maria); su quello della memoria nel dare visibilità, appunto, a nostalgici ricordi giovanili prelevati da tempi lontani e, infine, sostando su curiose situazioni, palesemente surreali. La narrazione ha toni mai esagerati. Talvolta è sussurrata o abilmente alternata a pause modulate con particolare cura dall'autore-attore, che avvicenda parole scandite, quasi sillabate, ad altre in cui l'estensione delle vocali provoca vere e proprie onomatopee. Fregoso è uno smaliziato uomo da palcoscenico. Da quello delimitato e speciale dell'Accademia "Capellini" riesce sempre a trasferire il senso di appartenenza alla sua città, celebrando in modo colto, seducente e quanto mai coinvolgente la spezzinità, oggi travolta dalle trasformazioni del tessuto sociale. Ascoltando Fregoso, a cui è stato conferito il meritato titolo di "accademico", si è contagiati dalla cultura e dalla sensibilità estetica partecipi dei ponti virtuali fra passato e presente che egli costruisce con immutata passione e di cui ci chiama amabilmente ad essere affettuosi testimoni. Scendendo le scale dell'Accademia il commento più spontaneo sull'esibizione poetica di Fregoso era sintetizzato nella condivisibile espressione "non ci sono parole". Ed è la verità.

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