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Le speranza, la realtà e le prospettive di quest’Europa. Incontro con Andrea Baranes In evidenza

di Doris Fresco - Grande chiarezza e capacità di parlare di temi considerati tra i più complicati e ostici per chi di economia non vive fornendo un messaggio semplice e di facile comprensione.

Sabato, 12 Aprile 2014 14:00
Questi gli aspetti più positivi che hanno dato il via, nella mattinata di oggi, 12 aprile, alla seconda giornata di incontri, conferenze e dibattiti, nell'abito della rassegna Parole di Giustizia, giunta quest'anno alla sesta edizione dal titolo "L'Europa che vogliamo". L'evento, promosso dal Comune della Spezia in sinergia con l'Associazione degli studi Giuridici Giuseppe Borrè e dall'Istituzione per i Servizi culturali del Comune della Spezia, sta, di anno in anno, riscuotendo sempre più successo. Il protagonista di stamattina è stato Andrea Baranes, presidente della fondazione culturale di Banca Etica (la fondazione nata per parlare di etica e finanza) e portavoce di Sbilanciamoci!; scrittore di successo con i suoi libri che portano sempre un punto di vista fuori dal coro. Baranes, intervistato pubblicamente da Filippo Paganini, ha risposto a numerose domande fornendo il chiaro punto di vista di una banca "uguale alle altre, ma diversa". Banca etica infatti, come ogni altro istituto di credito, compie operazioni monetarie e redditizie, offrendo i classici servizi, ma con qualcosa di diverso: ad esempio, spiega Baranes "banca etica è l'unica a garantire la trasparenza rendendo di conoscenza pubblica tutti i finanziamenti. Inoltre finanzia attività compatibili con la cooperazione sociale, la cooperazione internazionale, la cultura e tutela ambientale e questo, grazie alla politica della garanzia di trasparenza, è un dato oggettivo, accessibile a tutti." All'incontro, dove si è parlato di crisi, spread, tassi d'interesse, si è notata la nutrita presenza anche di un pubblico molto giovane: studenti degli istituti superiori spezzini che avranno sicuramente apprezzato la freschezza del linguaggio di Baranes, che, con esempi chiari e una capacità comunicativa forte, ha saputo catturare l'attenzione di tutti, spiegando innanzitutto le cause della crisi economica, partita nel 2007 come crisi finanziaria, che ancora oggi pesa sul contesto socio economico internazionale. Chiaro anche in questo caso il pensiero di Baranes "la finanza casinò, che ha preso ormai il sopravvento sull'economia reale è la causa di questa crisi, bisognerebbe riportare la finanza ad essere un sostegno per l'economia, smettendo di essere un fine in sé stesso per fare dei soldi dai soldi." Sarebbe un punto d'inizio applicare semplici regole, come la distinzione tra le banche commerciali e quelle d'investimento, distinzione venuta meno a partire dagli anni '90 con il governo Clinton. Lo scopo, che secondo Banca etica andrebbe perseguito, è arginare la finanza speculativa, esprimendosi favorevolmente su proposte come la Tobin Tax, la tassa sulle transizioni finanziarie. E per quanto riguarda l'Europa? Il punto di vista di Andrea Baranas e di Banca etica è che l'Unione Europea non stia facendo abbastanza per favorire la sicurezza bancaria "il percorso sta andando avanti molto piano e i risultati sono estremamente modesti. Si potrebbe fare molto di più per chiudere questo casinò finanziario e favorire finalmente un'unione bancaria reale, come nell'idea di Altiero Spinelli e dei Padri fondatori dell'Unione Europea nel Secondo dopoguerra. La sensazione è di essere in mezzo ad un guado: si va avanti troppo lentamente rispetto alle tempistiche finanziarie che invece sono velocissime." La soluzione però non sarebbe l'uscita dall'Euro né tantomeno dall'Unione Europea: "per uscire da questo guado dobbiamo andare avanti, puntando maggiormente a politiche europee che siano davvero d'Unione." Più- e non meno- Europa. Nel pomeriggio ancora numerosi incontri: alle ore 15.00, presso il centro Allende L'Europa tra nazionalismi e populismi: relazione di Marcello Floris; alle 16.30, al Villaggio del Porto Maurizio Fioravanti presenterà Stato costituzionale e trasformazionied infine, alle 17.45, di nuovo al Centro Allende con L'europa, le migrazioni, l'asilo.

 

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