Mara Maionchi, M come Musica, la regina dei talent In evidenza

SANTO STEFANO MAGRA ‒ È la signora della discografia italiana e la regina dei talent. Mara Maionchi, classe 1941, rilascia alcune anticipazioni dell'intervista che Antonio Dipollina le farà il prossimo 20 agosto sul palco di Piazza della Pace a Bellacanzone.

Sabato, 18 Agosto 2012 15:46

Che momento è questo per la musica?

La musica, intesa come industria, sta attraversando una fase difficile, sia a livello creativo che di importanza. Nell'ambito internazionale si salva un po' perché all'estero si investe in ricerca e sperimentazioni più che in Italia. Ma la musica in generale funziona. Chi non la ama? Chi non ha una colonna sonora della sua vita? C'è solo un aspetto molto triste, che nella quotidianità la musica non è più un motivo di aggregazione come un tempo. Non si suona più la chitarra sulla spiaggia, non sia scolta più la musica insieme e i ragazzi hanno sempre le cuffiette dell'iPod attaccate alle orecchie.

Segnali di una vita solitaria e virtuale che sostituisce sempre più quella comunitaria e reale.

Sicuramente. Internet ha stravolto la nostra vita, a cominciare dai prodotti di intrattenimento e la musica è stata la prima a pagarne le conseguenze. La comunicazione oggi è pazzesca e dominano altre forme falsamente aggreganti, come i social network.

E i talent, in tutto questo, che peso hanno?

Non demonizziamo i talent. Sono un palcoscenico di visibilità come un tempo poteva essere Sanremo Giovani. Per noi discografici è un modo per entrare in contatto con tanti giovani e come tale deve essere inteso. Il successo facile è sempre esistito, così come i fenomeni di una stagione. E dirò di più. I ragazzi oggi fanno più fatica di un tempo ad avere successo, perché negli ultimi sessant'anni la musica ha prodotto molti modelli di artisti e trovare delle novità vere, oggi, è davvero difficile.

Cosa pensa di Gerardo Pulli (anche lui ospite di Bellacanzone)? Quale futuro intravede per lui?

Gerardo è un ragazzo giovane – ha solo 20 anni – ma già maturo. Scrive molto bene, è un cantautore di altri tempi. Lavoreremo insieme per mantenere questo suo aspetto tradizionalista calandolo nella contemporaneità dei suoi anni.

Scoprire giovani talenti e farne delle star. Così è stato per la Nannini e per Tiziano Ferro.

A differenza di loro oggi i ragazzi hanno meno tempo per emergere. Non gliene concediamo abbastanza. Tiziano ha fatto tre anni di gavetta, la Gianna addirittura sette. Insomma diamogli tempo e fiducia a questi nuovi talenti, perché possano ricercare e capire loro stessi per poi emergere per gli artisti che sono.

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