L'Avvento: messaggio del nuovo vescovo Luigi Ernesto Palletti

Tempo di particolare attesa, l'Avvento si apre davanti a noi con l'invito pressante ad accogliere la Parola di Vita che il Padre ci dona, ovvero suo Figlio il Signore Gesù.

Sabato, 01 Dicembre 2012 13:24
Nell'Anno della Fede questo richiamo risuona per noi ancor più significativo, proprio perché dall'ascolto della Parola, accolta con cuore sincero, nasce e si sviluppa il nostro credere. Alla radice di ciò troviamo la concretezza dell'evento di Betlemme, ovvero la nascita del Figlio di Dio che si fa uomo per noi. La tradizione tanto cara del presepe ne è l'espressione popolare più significativa. Ogni anno ci viene chiesto di fare particolare memoria di questi eventi che hanno segnato il cammino della salvezza. La loro concretezza, il loro inserirsi nella storia degli uomini, il loro carico di novità salvifica non deve essere dimenticato. L'oggettività della fede con i suoi contenuti sono fondamentali perché si possa procedere nella luce che Dio ha voluto donare agli uomini. Il ritornare alle sorgenti del nostro Credo diventa dunque essenziale per ogni credente. Oggi però una promessa risuona con forza nei nostri cuori manifestando la dimensione di un'attesa nuova: il Signore tornerà un giorno... così ci assicura il testo del primo capitolo degli Atti degli Apostoli (cfr. Atti 1, 11). L'Avvento non può dunque esaurirsi nel ravvivare semplicemente il ricordo di un passato ma, per il credente, si trasforma necessariamente nell'attesa di un futuro, nel compiersi di quelle parole. Questo richiede a noi d'essere vigilanti, attenti, non addormentati ma pronti ad accogliere il Signore che verrà alla fine dei tempi. È l'attesa che da sempre ha caratterizzato e deve continuare a caratterizzare la vita di ogni comunità cristiana. Questa attesa non è però segnata da una assenza, bensì da una promessa: Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo (cfr. Mt 28,20), promessa che manifesta una presenza, un modo nuovo di rimanere con i suoi discepoli. Memoria, attesa e presenza sono dunque le dimensioni fondamentali del nostro credere. Su di esse si fonda il percorso del nostro cammino di Avvento. È vero che tale venuta nell'oggi è ancora velata, nascosta, ma la fede ci permette di coglierne i segni in vari modi, soprattutto nella Parola di Dio, nella Liturgia e nella Carità. Proprio a questi tre segni invito a volgere lo sguardo affinché il nostro credere possa diventare sempre più una vera conoscenza dell'Opera di Dio vissuta con particolare efficacia nella celebrazione liturgica ed espressa nella vitalità della carità, come segno tangibile del nostro credere; come ci ricorda l'Apostolo Giacomo nella sua lettera: mostrami la tua fede senza le opere e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede (cfr. Gc 2,18). A tutti perciò desidero rivolgere i miei più cari auguri di un sereno e fruttuoso cammino di Avvento per giungere insieme alla luce del Santo Natale. Un particolare ricordo va alle persone malate, a coloro che versano in particolari difficoltà materiali e spirituali, alle famiglie e ai giovani. È il primo Avvento che mi trovo a vivere con voi e ne ringrazio il Signore. Affidandomi con voi alla Materna protezione della Vergine Maria, mi è caro invocare su tutti e su ciascuno una particolare Benedizione.

Luigi Ernesto Palletti, vescovo diocesano

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