Gli studenti spezzini protagonisti nella promozione dei diritti umani In evidenza

In occasione dell’Open Day alla Cittadella della Pace di Rondine (AR) la presentazione degli elaborati dei ragazzi delle scuole della Spezia nell’ambito del progetto “Promuovere i Diritti Umani” promosso da Fondazione Carispezia.

Venerdì, 08 Giugno 2018 17:12

 

È tempo di essere protagonisti per gli studenti spezzini che da un anno lavorano al progetto “Promuovere i diritti umani”, promosso da Fondazione Carispezia, con la collaborazione dell’associazione Rondine Cittadella della Pace, in occasione del 70° anniversario dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Martedì 5 giugno nell’ambito dell’Open Day alla Cittadella della Pace di Rondine ad Arezzo – sede dello Studentato Internazionale di Rondine – si è tenuta la presentazione degli elaborati dei ragazzi delle classi prime, seconde e terze degli Istituti superiori Casini, Fossati/Da Passano, Einaudi/Chiodo e del Liceo Mazzini. Ogni classe ha presentato il suo elaborato, tra video, presentazioni e speech, con la finalità di sensibilizzare l’audience relativamente a uno dei diritti umani cui gli studenti hanno scelto di dedicarsi nell’ambito del percorso formativo, dopo avere riflettuto in maniera condivisa a partire dall’analisi dei bisogni della società che li circonda.

“Promuovere i diritti umani” è un progetto biennale di formazione e sensibilizzazione rivolto alle scuole superiori della provincia della Spezia, volto ad approfondire il significato dei diritti umani perché diventino pratica quotidiana nelle giovani generazioni e a favorire il loro protagonismo all’insegna della cittadinanza globale e della responsabilità.
L’iniziativa rientra nel percorso di formazione civica che da diversi anni Fondazione Carispezia promuove per gli studenti del territorio nell’ambito del settore Educazione e Formazione, avvalendosi anche dell’esperienza di Rondine, unica associazione italiana candidata al Nobel per la Pace 2015, che da vent’anni lavora per favorire la promozione del dialogo e la trasformazione del conflitto a tutti i livelli, da quello interpersonale a quello politico, armato e internazionale. Un lavoro che si rivolge soprattutto ai giovani proponendo progetti che promuovono il confronto, il dialogo e di alta formazione per costruire relazioni di pace e azioni concrete sui territori per incentivare il cambiamento sociale.

Gli studenti spezzini hanno condiviso durante l’anno una serie di attività laboratoriali in aula, seguiti dai formatori di Rondine e dai ragazzi dello Studentato Internazionale, giovani laureati di 22-25 anni che provengono da luoghi di conflitto di tutto il mondo (Medio Oriente, Balcani, Federazione Russa, Caucaso del sud, Africa, America), che accettano la sfida di vivere per due anni con il proprio “nemico”, selezionati per formarsi come leader nella Cittadella della Pace di Rondine ad Arezzo con l’obiettivo di tornare nei rispettivi paesi e contribuire al cambiamento sociale.
Il progetto, associando studio, riflessione e confronto, ha permesso ai ragazzi di elaborare un intervento, che è stato quindi presentato, martedì 5 giugno, nell’ambito di un evento pubblico proprio nella Cittadella di Rondine, luogo dove ogni giorno si sperimenta la convivenza e l’incontro tra le culture diverse.

“Vogliamo invitare tutti a non giocare con i sentimenti altrui. Essere diversi non significa essere sbagliati” hanno ricordato i ragazzi della 2D dell’Istituto Fossati/Da Passano nel corso della loro presentazione. Speech, video, slide show, citazioni di grandi uomini: tanti i contributi messi in campo dai ragazzi con creatività e profondità. Come quello degli studenti della II B del Liceo Mazzini: “Ci sono bambini che devono combattere ogni giorno per poter andare a scuola e anche se per noi sembra impossibile non possiamo dimenticarlo”.
“Un percorso formativo che ha reso i ragazzi più consapevoli del significato e del valore dei diritti umani e di cosa significa esserne privati”. Afferma la referente per l’area formativa di Rondine, Blerina Duli. “Abbiamo visto una crescita personale di ognuno di loro e del gruppo classe che ha imparato a lavorare insieme e ad ascoltarsi reciprocamente. Il risultato più bello è vedere oggi il loro impegno nel mettersi alla prova per diventare a loro volta promotori di nuove azioni di sensibilizzazione”.

Le metodologie e le attività formative messe in campo infatti comprendono non solo le nozioni base, ma anche abilità e competenze spendibili nella vita quotidiana e nelle relazioni sociali. Un patrimonio che i ragazzi si porteranno dietro nella vita e che li aiuterà ad essere più sicuri di sé e in grado di interagire la società da protagonisti attivi.

Il progetto prosegue con una serie di laboratori sulle tecniche di comunicazione audiovisive, al fine di offrire agli studenti le competenze per produrre veri e propri spot video di sensibilizzazione, che saranno presentati nell’ambito dell’evento conclusivo del progetto che si terrà alla Spezia a dicembre - in concomitanza con le celebrazioni del 70° anniversario dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo - per condividere i risultati con la cittadinanza e coinvolgere attivamente tutto il territorio.

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