"Per un imprenditore o una partita Iva 500-600 euro sono insufficienti" In evidenza

Intervista al Presidente di Confartigianato La Spezia Paolo Figoli: "Vanno prorogati gli adempimenti delle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione".

Mercoledì, 18 Marzo 2020 16:50

"La pesante emergenza sanitaria che stiamo vivendo rappresenta una grave minaccia per la tenuta del paese – dichiara in un'intervista a Gazzetta della il Presidente di Confartigianato La Spezia, Paolo Figoli - non meno grave risulta essere la situazione economica e in particolare lo stato di salute delle nostre imprese".

Parola del Presidente di Confartigianato La Spezia Paolo Figoli, che fa il punto sull'emergenza coronavirus in un'intervista a Gazzetta della Spezia.

"Il nostro territorio ha una forte vocazione turistica ed anche i comparti produttivi dall'edilizia, all'impiantistica ai servizi ruotano molto sul turismo. Alberghi, affittacamere, agenzie, guide turistiche, taxi, NCC, ristoranti, bar, pizzerie se non terminerà l'emergenza che oramai è pandemia globale rischiano molto. Il Governo deve porre in essere interventi immediati a sostegno del sistema delle imprese prima che sia troppo tardi".

Alcune categorie di artigiani possono continuare a lavorare, ovviamente nel rispetto delle prescrizioni sanitarie di prevenzione, altri settori invece si sono dovuti fermare: quale è stata la reazione degli artigiani?

"Purtroppo i Dpcm e le Ordinanze si sono sovrapposte e le FAQ del Ministero che vengono quotidianamente aggiornate stanno creando qualche confusione. Per esempio i cantieri rimangono aperti, lo abbiamo definitivamente chiarito, il Dpcm dell'11 marzo 2020, così come i precedenti, non ha disposto la chiusura dei cantieri. Non esiste, pertanto, alcuna limitazione alle attività lavorative che si svolgono nei cantieri. Eppure giorni fa anche alla Spezia le Forze dell'Ordine in qualche comune avevano storto il naso alle nostre imprese. Non capiamo invece l'applicazione ministeriale del Dpcm agli artigiani, che effettuano il consumo sul posto e/o prevedono l'asporto, rosticcerie, piadinerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio che non erano assolutamente citati dal Decreto. Il nostro nazionale ha chiesto un parere al Ministero e siamo in attesa. Alle imprese chiediamo senso di responsabilità, lo staff dei nostri uffici sta lavorando con professionalità per rispondere alle imprese e chiarire ogni aspetto".

Settore turistico a parte, quali sono gli ambiti in cui l'impatto economico dell'emergenza è più rilevante?

"L'impatto economico dell'emergenza coronavirus sulle imprese è incalcolabile: commesse, ordinativi, appalti e come Confartigianato riteniamo che saranno necessarie ulteriori misure per venire in aiuto agli imprenditori che in queste condizioni sono impegnati nel contenimento dei danni e a resistere sul mercato. Tante le sofferenze per officine meccaniche, carrozzerie, elettrauto, produzioni alimentari, pasticcerie, gelaterie, comparto della casa, tappezzerie, sartorie, navalmeccanica, ecc. Dopo queste prime misure andrà quindi affrontata la fase due con ulteriori interventi e, a emergenza sanitaria conclusa, saranno necessari provvedimenti dedicati agli indennizzi per i danni subiti dalle imprese e a rilanciarne l'attività".

Quali sono le domande più frequenti che vi vengono poste in questo frangente dai vostri associati?

"Approfondimenti sulle categorie che possono aprire e lavorare. Siamo abituati ad alzarci ed a lavorare in bottega, stare fermi non è nella nostra natura. Le imprese chiedono logicamente ammortizzatori sociali per i propri dipendenti. Per un imprenditore o una P.IVA che versa le tasse e gestisce un'attività economica con affitti, dipendenti e fornitori un contributo di 500-600 euro è insufficiente. Per alcuni il provvedimento doveva essere progressivo in base al fatturato ed alle imposte versate all'Erario. Sono giunte poi molte richieste sulla sospensione dei mutui e dei prestiti, le imprese in questa fase hanno bisogno di liquidità per pagare affitti e fornitori senza aver incassato nulla".

Quali misure chiedete al Governo?

"Il Decreto recepisce le sollecitazioni di Confartigianato per la sospensione e la proroga di versamenti e adempimenti e le misure di tutela del lavoro. Avevamo chiesto la sospensione di tutti i versamenti di imposte, tributi e contributi fino almeno per ora al 30 aprile; il rinvio di ogni tipo di scadenza e adempimento; la moratoria dei mutui in essere fino al 31 dicembre 2020; la copertura delle sospensioni dal lavoro con forme di deroga di cassa integrazione per tutti dipendenti. Ora sollecitiamo la soluzione del problema della miriade di adempimenti delle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione: chiediamo siano tutti prorogati con una norma "ombrello".

C'è il rischio che alcune attività non siano più in grado di ripartire quando l'emergenza sarà finita?

"Per rispondere a questa domanda bisognerebbe capire quanto durerà questa emergenza. Se la diffusione del virus inizierà a ridursi e gli ospedali saranno meno ingolfati, immagino che il Governo dovrà allentare le chiusure e provare a far ripartire le attività economiche pur mantenendo le regole sul distanziamento sociale, l'uso dei presidi di sicurezza e i dispositivi di protezione individuale".

Per quanto riguarda il settore dell'autotrasporto, uno di quelli che anche in questa fase continua ad essere pienamente operativo, quale è la situazione?

"In questi giorni drammatici per l'Italia mentre è chiesto ai cittadini di stare casa, ad alcune categorie è chiesto un ulteriore sforzo e senso di responsabilità, andando al lavoro. Un esempio sono certamente i medici ed il personale sanitario - eroi in trincea di questa epidemia - ma seppur in seconda linea rispetto al fronte anche ai gestori di servizi di prima necessità come alimentari, supermercati, farmacie, autotrasportatori e corrieri. In questi giorni infatti camionisti, autisti, padroncini e corrieri garantiscono il trasporto delle merci che non è stata fermata dai Dpcm rifornendo i supermercati, le farmacie e gli ospedali, per non fare mancare beni di prima necessità alle famiglie. A nome di Confartigianato li ringrazio, unitamente a tutta la filiera della logistica, per il loro impegno quotidiano".


L'intervista è stata realizzata da Gazzetta della Spezia telefonicamente, nel rispetto del Dpcm del 9 marzo 2020.

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