"Ecco gli interventi di cui hanno bisogno le aziende" In evidenza

Le richieste di Confindustria La Spezia.

Giovedì, 26 Marzo 2020 17:36

"Confindustria La Spezia, sin dal palesarsi della possibilità del propagarsi del virus, assiste ed informa puntualmente le associate sulla messa in atto di tutte le indicazioni fornite dalle Autorità governative, locali e sanitarie tese al contenimento della diffusione del contagio.

Responsabilmente le aziende hanno adottato misure di tutela per il personale il cui lavoro non possa svolgersi in modalità agile o non possa essere sospeso. Ciò per garantire il mantenimento dell’attività produttiva, anche a regime ridotto, al fine di poter dare sostegno economico alle famiglie ed assicurare una pronta ripresa superato il culmine dell’emergenza.

Molte associate, per le attività compatibili, stanno utilizzando il lavoro agile mettendo in condizione i propri collaboratori di rispettare l’indicazione di non uscire dalle proprie abitazioni.

Non può sfuggire il fatto che la chiusura generalizzata della produzione andrebbe a peggiorare ulteriormente la già gravissima congiuntura economica e, oltre alla messa in discussione della futura continuità aziendale, anche della sicura attivazione degli ammortizzatori sociali con il conseguente impoverimento dei lavoratori che colpirebbe in particolare le fasce meno abbienti.

Prima come cittadini e poi come imprenditori, abbiamo condiviso l’obiettivo perseguito dal Governo con il Dpcm del 22 marzo scorso, finalizzato a garantire in primo luogo alle persone i beni ed i servizi essenziali: alimenti e farmaci, forniture e servizi per ospedali.

Non possiamo nascondere lo stupore circa il fatto che dopo pochi giorni, con Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, il 25 marzo, si sia provveduto a rivedere l’elenco delle attività escluse e soprattutto che questa nuova indicazione non porti variazioni sostanziali.

In questo momento di emergenza nazionale è indispensabile avere la capacità e la lucidità di affrontare gli eventi con il primato della ragione sull’emotività con la piena consapevolezza che ogni parte deve contribuire al mantenimento dell’ordine sociale, al rispetto delle misure igienico sanitarie e per quanto possibile e previsto dalle norme ora vigenti al mantenimento dei fattori della produzione.

Chi ricopre ruoli di responsabilità, qualsiasi sia la parte che rappresenta, proprio in questi frangenti, deve dimostrare di essere in possesso di capacità e sensibilità per affrontare la difficile congiuntura con la giusta determinazione ma con l’indispensabile equilibrio lavorando tutti per il raggiungimento del medesimo obiettivo.

In una situazione così grave e in quotidiana trasformazione, abbiamo la necessità di interlocutori con i quali confrontarci con serenità quotidianamente.

Interlocutori che auspichiamo evitino polemiche, strumentalizzazioni ed eccessi nel linguaggio.

Infatti, abbiamo registrato, in questi giorni, giudizi e valutazioni nei confronti dell’imprenditoria che non tengono in alcun conto dello sforzo e dei sacrifici con i quali responsabilmente la categoria affronta assieme a tutto il Paese la peggiore crisi sanitaria ed economica dal dopoguerra ad oggi.

Negli stessi giorni non abbiamo purtroppo registrato dall’esterno del nostro sistema associativo alcuna preoccupazione circa l’eventualità di chiusure aziendali prolungate, che in particolar modo, ma non solo, per le aziende del settore manifatturiero e tecnologico rivolto al mercato estero comporterebbe inevitabili vantaggi competitivi ai concorrenti stranieri i cui Governi hanno già annunciato sostegni economici all’industria notevolmente più importanti rispetto a quanto previsto dal Governo italiano.

La necessità di risposte concrete per poter riprendere la produzione finita questa fase, deve essere onere e patrimonio di tutte le parti.

Occorre sempre tenere presente che senza impresa non c’è né produzione, né occupazione, né distribuzione di valore con tutti i risvolti sociali che questo comporta.

Gli interventi rapidi e urgenti di cui hanno bisogno le aziende sono tanti ma in questa occasione vogliamo indicare solo i più impellenti: evitare che, in un momento di fortissima contrazione della liquidità, siano le imprese a dover far fronte alle anticipazioni per la corresponsione della cassa integrazione ai lavoratori; posticipare in maniera significativa e rateizzare tutti i pagamenti fiscali e contributivi per le imprese piccole, medie e grandi, evitando di drenare risorse che, a causa di chiusure e rallentamenti della produzione, vengono a mancare; potenziare tutti i sistemi di garanzia per sostenere la liquidità a breve e a lungo termine per porle nella condizione di poter onorare i loro impegni e di “uscirne per ripartire e non per chiudere”.

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