C'è l'OK della Corte dei Conti, Provincia della Spezia verso il definitivo risanamento delle finanze In evidenza

Il Presidente Peracchini: "Premiata la nostra politica del rigore, che ha comunque sempre garantito interventi e servizi". In previsione 17 nuove assunzioni.

Sabato, 31 Luglio 2021 16:30
La sede della Provincia della Spezia La sede della Provincia della Spezia

 

Con una decisione storica, comunicata in queste ore, la Corte dei Conti ha approvato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale della Provincia della Spezia, deliberato dal Consiglio provinciale, dando conferma alla linea di risanamento dei conti dell’Ente sviluppata in questi anni. La deliberazione della Corte dei Conti è il passaggio fondamentale e definitivo verso la risoluzione del programma generale di risanamento delle finanze dell’Ente.

La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Liguria, composta dai magistrati: Maria Teresa Polverino, Presidente, Donato Centrone, Consigliere ed Elisabetta Conte, Referendario, nelle adunanze in camere di consiglio del 23 giugno 2021 e del 29 luglio 2021, ha deliberato sulla base della documentazione esaminata, dell’istruttoria condotta dal Ministero dell’interno, nonché dei chiarimenti acquisiti a seguito dell’ordinanza collegiale n. 41/2021, di approvare il piano di riequilibrio finanziario pluriennale della Provincia della Spezia, deliberato dal Consiglio provinciale, disponendo la trasmissione della stessa deliberazione al Presidente della Provincia della Spezia, al Collegio dei revisori della Provincia, nonché al Ministero dell’Interno.

“La Provincia della Spezia, dopo anni di difficoltà, grazie al lavoro portato avanti in questi mesi, anche con politica di rigore e sacrifici, che però non ha mai trascurato impegni e servizi al territorio, si avvia al completo risanamento finanziario", commenta il Presidente Pierluigi Peracchini.

"La decisione della Corte dei Conti - prosegue - è un passaggio storico che premia il lavoro fatto e ci libera dall’incognita di una condizione gravosa e vincolante. Oggi abbiamo la possibilità di guadare avanti e pensare a nuovi investimenti per il territorio, confermare progetti e programmi di opere pubbliche strategiche, avere la garanzia che vi è l’occasione di risolvere anche il problema degli organici, questo attraverso un piano di assunzioni che si configura, in questa prima fase, già in una previsione di 17 nuovi posti di lavoro".

Commenta il Presidente della Provincia: "Il risultato che ci arriva da questa decisione è un punto di svolta dopo che in questi mesi, e nel precedente anno, abbiamo creato la strada giusta per arrivare alla risoluzione della condizione di pre dissesto finanziario. Siamo arrivati ad allineare il quadro economico di questo Ente su di un programma fondamentale per arrivare ad avere un bilancio definitivo che ci faccia uscire, in tempo brevissimi, da questa condizione limitante. La conferma che ci è arrivata dalla Corte dei Conti, e la conseguente conclusione della pratica presso il Ministero dell’Interno, dicono chiaramente che la procedura di riequilibrio finanziario che abbiamo sviluppato è quella corretta e ci garantirà la conclusione dell’iter restituendo alla Provincia una migliore capacità di intervento in tutte quelle competenze che dobbiamo portare avanti e che oggi, anche se con difficoltà, abbiamo comunque sviluppato dando risposte ai cittadini ed ai Comuni".

"Non è stato un impegno semplice, specialmente in questa situazione gravata dalla pandemia, il tutto senza limitare le attività e gli impegni, ma abbiamo portato ad approvazione rendiconti virtuosi, allineati con il programma di risoluzione dello stato di pre dissesto. Si è trattato sia di un impegno politico chiaro e definito, ma anche di una sfida per tutti gli uffici. I funzionari dell’Ente hanno lavorato in modo encomiabile, a loro deve andare il nostro ringraziamento. Credo che nessuno possa affermare che il lavoro fatto della nostra Amministrazione provinciale non sia e non sia stato risolutivo della grave situazione in cui è stato lasciato l’Ente negli ultimi tempi. La linea portata avanti nel mio mandato è stata chiara da subito: una forte impronta al potenziamento, nella misura massima possibile, delle fonti di entrata ed alla riduzione delle spese, mantenendo gli investimenti necessari per garantire l’assolvimento delle funzioni essenziali, anche in condizione straordinaria, arrivando all’eliminazione di ogni spesa che non fosse strettamente funzionale all’esercizio dei servizi dell’Ente".

"Ovviamente - prosegue Peracchini - paghiamo sempre le scelte sbagliate della riforma ‘Delrio’ che ha spogliato le Province di risorse fondamentali, mantenendo però oneri e la gestione di infrastrutture strategiche come le scuole o le strade, ma paghiamo anche la cattiva gestione politica di chi ha governato questo ente in passato. Adesso si procede senza sosta sulle linee già indicate dal ‘bilancio di previsione 2021/2023’ e dal ‘documento unico di programmazione per il triennio di programmazione finanziaria 2021-2023’, ovvero un qualcosa di concreto ed operativo che, reso strumento pratico attraverso gli interventi già programmati dai vari settori dell’Ente, inciderà direttamente sui cittadini e sui territori. Sino ad oggi siamo riusciti a risolvere le varie emergenze, a gestire la crisi pandemica, a fare manutenzioni straordinarie nelle scuole e sulla rete stradale, ma anche sviluppare programmi ambientali e migliorare le reti idriche e fognarie, costruire un servizio di trasporto pubblico locale più efficiente e dare risposte alle istanze dei cittadini e dei Comuni, il tutto senza gravare sulle persone, senza creare nuove tasse o aumentare la pressione fiscale, arrivando comunque a risanare il bilancio della Provincia”.

"L’impegno di questi ultimi mesi, oggi premiato dalla decisione storica della Corte, è stato evidenziato anche durante l’ultima seduta dell’Assemblea dei Sindaci, a maggio, dove si è avuta l’approvazione di un bilancio virtuoso, sostenuto dalle determinazioni positive del Ministero degli Interni proprio sull’approvazione del Piano di Riequilibrio 2014/2023, indicazioni che hanno poi trovato conferma nell’atto appena emesso".

"Resta comunque palese a tutti la situazione di grave emergenza finanziaria in cui il comparto delle Province italiane si ritrova a seguito della Legge di Bilancio 2015 che ha fissato un contributo degli enti di area vasta, a favore del bilancio dello Stato a decorrere dal 2015, per 1 miliardo di euro, raddoppiato nel 2016 e a regime dal 2017 per 3 miliardi. Tale manovra ha pesato sulla Provincia della Spezia, inizialmente, per oltre 21,3 milioni, importo definitivamente stabilizzato a 9,4 milioni. Si tratta di prelievo che, in rapporto alle entrate dell’Ente, è assolutamente insostenibile e non permette il pieno finanziamento della spesa corrente. Questo con gravi ripercussioni nella capacità di pianificare interventi e programmazioni. Su questo lo stesso Presidente Peracchini si è fatto promotore di iniziative in sede nazionale verso Governo e Parlamento".

"In ogni caso - spiega Peracchini - la politica di forte rigore che è stata sviluppata negli ultimi due bilanci della Provincia spezzina, e con una gestione attenta delle risorse, ha reso possibile garantire quei servizi ordinari di manutenzione delle infrastrutture che l’Ente ha in patrimonio, scuole e strade in prima istanza, sviluppando programmi in grado di fare fronte ad interventi di emergenza, compresi quelli della messa a norma dei locali per l’emergenza Covid in atto. Le scuole spezzine sono state rese sicure dal punto di vista delle norme sismiche, mentre si lavora sul programma di messa in sicurezza delle strade, dei ponti (si prevedono interventi su tre anni per 8 milioni di euro) e delle opere viarie provinciali, questo solo per fare degli esempi.

Per le strade si parte da un investimento ordinario di 282 mila euro di manutenzioni e si prosegue con spese in conto capitale per oltre 14 milioni di euro, il tutto per la gestione degli oltre 550 chilometri di rete viaria in carico alla Provincia. Sulle scuole si parte dai 666 mila euro dei costi delle manutenzioni ordinarie annue e si procede con investimenti, in conto capitale, per oltre 1,1 milione di euro. A questo si deve sommare la spesa corrente di oltre 1,3 milioni di euro per il pagamento delle utenze, in gran parte a carico degli edifici scolastici. Ogni anno l’Ente deve poi garantire un onere di trasferimenti allo Stato ed ad enti terzi rispettivamente di 9,4 milioni e di 24,5 milioni di euro. A fronte di questo vi è una spesa per il personale di 5 milioni di euro, un dato che comprende anche le 17 nuovi assunzioni previste dal piano fabbisogni di personale richieste alla Commissione Ministeriale, ingressi che permetterebbero di fare fronte alle carenze di organico più volte evidenziata dal Collegio dei Revisori dal 2017 e rappresentata dal raffronto tra dotazione organica al 1 gennaio 2021 di 127 unità a fronte dei 106 posti coperti.

Nella politica di rigore rientra anche la volontà di non contrarre nuovo debito. Sono previste ancora spese per ammortamento mutui pari a 3,8 milioni e 770 mila euro per interessi. Il debito residuo al 1° gennaio 2021 è pari a 24,5 milioni. Ma ancora questo non ha impedito di portare avanti progetti infrastrutturali strategici, come la costruzione del nuovo Ponte di Ceparana che garantirà un’alternativa fondamentale per il traffico viario in mezza provincia. Sul fronte delle entrate il bilancio dell’Ente rileva voci standard (Tefa, IPT, RC auto, Fondo sperimentale riequilibrio) che sui livelli ante Covid potevano garantire circa 16,4 miliardi di euro, ma che oggi risentono già della crisi dovuta al Covid. Vi sono poi trasferimenti statali a finanziamento spesa corrente, sulla base di un preciso programma, che si stabilizzano sui 5 milioni, trasferimenti regionali a finanziamento della spesa corrente che si aggirano sui 24,5 milioni, di cui oltre 21,2 milioni sono però destinati alla gestione contratto del Trasporto pubblico locale. Tra le voci di entrata nel bilancio in atto vi sono quelle extra tributarie (Diritti sismica, verifica impianti termici, concessioni) che non superano i 2 milioni, mentre le entrate in conto capitale, a finanziamento della spesa, sono di circa di 14,7 milioni, ma è una voce che in questo bilancio è comprensiva delle alienazioni di immobili per quasi 2,5 milioni e di alienazioni di partecipazioni finanziarie per 400 mila euro, quindi non ripetibili in futuro.

Dal 2019 si sono visti infatti importanti risultati nelle politiche di gestione economica dell’Ente, proprio questo ha porterà anche a sbloccate risorse economiche che erano a disposizione, ma che la condizione finanziaria di pre dissesto non consentiva di utilizzare. Negli ultimi due piani di bilancio dell’Ente, a fronte di scelte impegnative e di importanti sacrifici, hanno poi garantito una copertura di una quota importante del disavanzo, oltre 9 milioni di euro. Nello specifico nel corso del 2019 è stata colmata una parte del disavanzo pari a 7 milioni e 741 mila euro e nel 2020 è stata colmata una parte del disavanzo pari ad 1 milione e 470 mila euro.

“Mi ero prefisso l’obiettivo del risanamento del’Ente quale primo punto del mio mandato ed oggi, grazie ad un lavoro costante e rigoroso che ho voluto fosse prioritario, è stato raggiunto il traguardo fondamentale per uscire del disastroso stato finanziario in cui avevo trovato la Provincia a causa della cattiva gestione delle giunte di sinistra che ci hanno preceduto - era stato il commento del Presidente Peracchini all’Assemblea dei Sindaci - Proprio sulla necessità di rimettere mano al ruolo delle Provincie, in particolare alla loro struttura amministrativa, mi sono espresso più volte, quale delegato dell’Unione delle Provincie Italiane, in sede nazionale, anche in audizione davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato. Serve riformare la gestione di questi enti, garantendo risorse certe da poter utilizzare sul territorio per opere pubbliche strategiche, in particolar modo in questo momento storico"

"Credo che da oggi la Provincia della Spezia possa guardare ad un futuro più sereno, questo ci consentirà di intervenire con maggiore concretezza sulle tante opere pubbliche primarie e su tutti quei programmi, dalla gestione dei rifiuti al ciclo delle acquee, dall’ambiente alle politiche sulla pubblica istruzione, dal rapporto con l’Europa alle opportunità per garantire ai nostri giovani opportunità lavorative, che i cittadini attendono da noi”, onclude Peracchini.

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