Levanto, un sì al matrimonio tra pubblico e privato In evidenza

Nonostante alcune criticità, soprattutto normative e burocratiche, la partnership tra enti pubblici e operatori privati appare sempre di più la strada meno tortuosa per valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico ed erogare servizi più efficienti ai cittadini anche in tempi di crisi, risorse economiche ristrette e severi vincoli di bilancio.

Lunedì, 11 Novembre 2013 16:38

Lo ha ribadito il convegno "Pubblico e privato si può", organizzato da "Spedia spa" e dal Comune di Levanto con il contributo della Camera di commercio della Spezia, e svoltosi sabato 8 novembre nella cittadina rivierasca proprio perché qui, con la formula del partenariato pubblico-privato, si è avviato l'iter per la realizzazione di un "campus" che accorpi le scuole di ogni ordine e grado in un unico complesso multifunzione.
Riuniti nell'auditorium dell'Ospitalia del mare per valutare se le varie forme di partenariato rappresentino una moderna opportunità per concretizzare opere e servizi che con le modalità previste dagli appalti tradizionali rischierebbero di restare allo stato progettuale per la carenza di risorse da parte degli enti pubblici, di fronte ad un'attenta platea composta da un'ottantina di persone (molti gli "addetti ai lavori"), i relatori hanno sostanzialmente espresso un giudizio positivo sulle potenzialità dello strumento al centro della mattinata di studio.
In apertura dei lavori, Marco Casarino, in rappresentanza dell'amministrazione provinciale spezzina, ha espresso "la necessità di una rivisitazione complessiva degli investimenti pubblici, con norme più definite e più facilmente applicabili".
"In una fase in cui occorre un nuovo modo di pensare gli interventi – ha sottolineato Rosanna Ghirri, che ha moderato il convegno in qualità di presidente di "Spedia" – la finanza di progetto può aiutarci a costruire un nuovo modello economico".
Un modello che sembra funzionare soprattutto per gli interventi di portata medio-piccola. Non a caso, come ha evidenziato Riccardo Bonanini, della società "Eidos" (che opera nel campo della consulenza di direzione), "in Liguria il 27% dei bandi è stato emesso con la forma del partenariato, ma l'importo complessivo investito rappresenta solo il 5% di tutti i bandi".
Sara Valaguzza, docente di Diritto pubblico dell'economia all'Università di Milano, ha sottolineato la valenza della "condivisione delle differenze tra partner" con ruoli e professionalità diverse, che "porta le amministrazioni pubbliche a non essere lasciate sole nel percorso che viene affrontato".
Da parte della "Cassa depositi e prestiti", rappresentata da Angela Casiraghi, responsabile dell'Area nord-ovest, l'auspicio che vengano eliminate alcune criticità, accorciando e semplificando le procedure, riequilibrando la ripartizione dei rischi tra pubblico e privato, fornendo tempistiche certe nell'iter delle pratiche amministrative.

 

Da parte sua, la Filse (la finanziaria ligure per lo sviluppo economico), attraverso il suo dirigente Walter Bertini, ha invocato "un cambiamento culturale e di regole che non stanno più in piedi nell'economia attuale di mercato" e detto "no a valutazioni meramente burocratiche dei progetti".
Grazia Critelli, Direttore della "Direzione Regionale Liguria dell'Agenzia del Demanio", ha illustrato i beni demaniali valorizzati o in corso di valorizzazione con il progetto "Valore Paese", l'iniziativa che consente di recuperare e riqualificare beni pubblici grazie anche alla sinergia tra pubblico e privato.
Gli stessi appelli alla semplificazione, alla certezza dei tempi nel disbrigo delle pratiche e alla maggior flessibilità nell'operato delle banche è stata evidenziata dal Cristiano Rao, del Consiglio direttivo della Piccola industria di Confindustria La Spezia.
Infine, prima della presentazione del "campus" scolastico, il cui progetto è stato illustrato dall'ingegner Carlo Rancati, il sindaco di Levanto, Maurizio Moggia, ha ricordato come l'amministrazione, nel corso degli ultimi 15 anni, abbia investito circa 14 milioni di euro in opere pubbliche: una somma che a sua volta ha attivato circa la stessa cifra in investimenti privati, consentendo al paese di riconvertire la propria economia in funzione turistica.

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