Presentato il progetto “Uniform Angola”, un’opportunità di crescita per l’azienda spezzina e un nuovo concetto di internazionalizzazione delle imprese In evidenza

Di Gianluca Solinas – Un progetto che ha come obiettivo la realizzazione di una joint venture fra l'azienda spezzina Uniform e il governo del grande paese africano, di questo si è parlato stamattina nella sede cittadina di Confindustria.

Venerdì, 12 Febbraio 2016 16:49


Presenti oltre al nuovo Presidente di Confindustria la Spezia Francesca Cozzani, l'Ammiraglio Roberto Camerini, comandante del Dipartimento Marittimo Nord, il Presidente della Provincia della Spezia massimo Federici, il Senatore Massimo Caleo, l'Ambasciatore della Repubblica dell'Angola Florencio Mariano Da Conceicao De Almeida e per la Uniform Arnaldo Usai Amministratore Delegato Uniform Italia.


Usai che ha messo l'accento, oltre che sull'approccio innovativo, anche sul piano industriale, interamente concordato fra l'azienda e i sindacati. La Uniform ha due sedi in Italia, ad Ancona e a Brugnato, oltre che un impianto di produzione in Romania. Con questo accordo avrà la possibilità di incrementare la propria produzione e la propria posizione nel mercato, aprendo un nuovo mercato legato non solo all'abbigliamento militare ma, in un secondo momento, anche a quello civile che coinvolgerà, grazie alla produzione nell'impianto di Luanda, tutto il centro sud del continente africano, un mercato quindi dalle potenzialità enormi.


La novità sta proprio nel differente approccio alla internazionalizzazione delle imprese, come ha accennato il Senatore Caleo "fino ad oggi siamo stati bravissimi a organizzare convegni sul tema, oggi grazie anche al Governo Renzi le cose stanno cambiando e queste opportunità sono concrete e ricche di possibilità per le nostre aziende".


In effetti le recenti visite in Africa del premier hanno intensificato i contatti e la possibilità di investimenti per le nostre aziende nel continente nero. Un continente in costante sviluppo demografico e con paesi, come l'Angola appunto, che hanno ritrovato una prosperità e una voglia di sviluppo grazie al periodo di pace ed al proprio ruolo guida nell'area.


Un ruolo importante lo riveste anche la Marina Militare e il ministero della Difesa, il ministro Pinotti infatti è stato determinante nella sua azione per il raggiungimento della fase avanzata del progetto.


La novità sta proprio nello scambio, visto che in passato, come sottolineato dalla presidente Cozzani "il concetto di internazionalizzazione era legato per lo più all'export". Ora si parla di joint venture, e cioè di scambio di conoscenza, di gestione comune degli impianti produttivi, con l'azienda italiana che ha come compito la formazione e lo sviluppo delle attività nel sito produttivo angolano. In Italia e precisamente a Brugnato, dove l'azienda ha una sua sede produttiva, si pensa di mantenere le attività di produzione di modelli innovativi, speciali ed ad alto contenuto tecnologico, di fornire l'attività di formazione necessaria al personale angolano incrementando l'occupazione ad un livello doppio rispetto all'attuale.


La partnership con il governo angolano dovrebbe avere una durata di minimo dieci anni e le prospettive che si apriranno se questo accordo andrà a buon fine sono molto interessanti per molte altre aziende italiane e spezzine.


L'Ambasciatore infatti, nel ringraziare le autorità e la Marina Militare, la cittadinanza e le aziende per l'ospitalità, ha sottolineato che questo accordo è molto probabile e che l'Angola è un paese ricco di qualsiasi risorsa naturale e che l'Italia, grazie alla sua storia economica fatta da piccole e medie imprese ad alto contenuto tecnologico, può essere davvero il partner ideale per lo sviluppo del paese centrafricano. lo stesso ambasciatore ha visitato ieri anche l'Arsenale Militare spezzino e ha avuto l'occasione di salire a bordo di una fregata della classe FREMM, fiore all'occhiello della produzione navale militare del nostro paese.


Paese che è leader del SADC, il Southern African Development Community, che raccoglie 14 paesi dell'area, per un totale di quasi 200 milioni di persone e che promette indici di sviluppo e di possibilità legate agli investimenti davvero enormi. Solo le forze armate angolane ammontano a circa 600.000 effettivi, considerando anche le forze di sicurezza e di polizia, un mercato enorme per un azienda che produce uniformi militari e speciali già per molte forze armate compresa la Marina Militare Italiana.


Entro la primavera vedremo se le rose fioriranno e se sapremo cogliere un'importante occasione di vero sviluppo a lungo termine.

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