Sostituire la caldaia apre le porte allo sconto sui mobili

La Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2016) ha prorogato anche per quest'anno le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica e acquisto di mobili.
La detrazione fiscale è pari al 50% per la ristrutturazione edilizia e acquisto di grandi elettrodomestici e al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica.

Domenica, 27 Marzo 2016 13:15


Il provvedimento ha previsto gli incentivi per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici alle giovani coppie (coniugi o conviventi da almeno 3 anni di cui uno under 35 anni) per l'acquisto della prima casa. La detrazione (ripartita in dieci quote annuali) spetta nella misura del 50% delle spese sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2016 calcolata su un ammontare non superiore a 16.000 euro.
Con la Circolare n. 3/E/2016 del marzo u.s. l'Agenzia delle Entrate ha fornito alcune indicazioni in merito agli sconti fiscali in vista della preparazione dei 730.
Sul bonus mobili l'Agenzia ha precisato che per ottenere il vantaggio fiscale è necessario che i lavori di ristrutturazione si configurino come interventi di "manutenzione straordinaria" su singole unità immobiliari abitative. Pertanto, è stata inclusa all'interno dei benefici fiscali la sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell'impianto di riscaldamento e come tale qualificabile come intervento di "manutenzione straordinaria". In presenza, dunque, di risparmi energetici rispetto alla situazione preesistente, la sostituzione della caldaia consente l'accesso al bonus mobili (detrazione del 50% della spesa sostenuta).
Le misure previste costituiscono senza dubbio un incentivo all'aumento delle domanda interna, soprattutto per il rilancio del settore del mobile, comparto che, grazie alle misure espansive introdotte dal Governo, inizia il 2016 con un trend positivo.
CNA ritiene al fine di dare certezza della detrazione, che sia necessario, da un lato, stabilizzare la misura e, dall'altro, estendere la detrazione fiscale anche ai piccoli lavori di manutenzione ordinaria.
Dal 1° gennaio 2017 è infatti previsto il ritorno ai bonus ordinari del 36%, con riduzione de tetto di spesa.
In materia di riqualificazione energetica sarebbe opportuno trasformare la natura delle detrazioni fiscali connesse ai lavori in credito d'imposta cedibile con le stesse percentuali e con la stessa disciplina e limiti. Cessione che dovrebbe effettuata dalla famiglia o dall'impresa che effettua l'investimento direttamente all'istituto di credito. La cessione del credito al settore bancario di una rendita, certa e garantita dallo Stato per dieci anni, consentirebbe alle famiglie e alle imprese di ottenere una somma di denaro immediata, utile per finanziare proprio l'investimento sulla propria abitazione o sull'immobile dell'impresa, per cui si avrebbe diritto all'agevolazione fiscale.
La Legge di Stabilità, cogliendo questa esigenza, prevede una misura che, tuttavia, rischia di creare un danno alle nostre imprese. La misura approvata che tecnicamente non potrà essere attuata, se non con delle modifiche sostanziali, prevede la possibilità di cedere le detrazioni trasformate in credito d'imposta, connesse alle spese condominiali per la riqualificazione energetica dei soli contribuenti incapienti, alle imprese che hanno eseguito i lavori, in luogo della detrazione fissata nella misura del 65% in dieci anni.
La misura attribuisce, dunque, alle imprese la possibilità di scontare i crediti quando tale pratica è riservata agli intermediari finanziari, creando loro delle possibili situazioni creditorie ulteriori rispetto a quelle già create a causa dello "split payment" e "reverse charge" in materia di Iva e della ritenuta sui bonifici connessi proprio al pagamento dei corrispettivi relativi ai lavori per cui sono concesse le detrazioni.

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