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Flp - difesa: "in Arsenale servono nuovi dipendenti civili per non disperdere il know-how. Il futuro non deve puntare sulle demolizioni navali" In evidenza

Flp - difesa interviene sulla situazione dell'Arsenale Militare spezzino, sottolineando l'importanza dell'assunzione di nuovi dipendenti civili allo scopo di non disperdere il know-how e di rilanciare l'attività di manutenzione navale propria dello Stabilimento.

Martedì, 10 Maggio 2016 09:47

 

Ecco cosa si legge nel comunicato:
"Flp - difesa da sempre a fianco dei dipendenti civili del ministero difesa ha più volte posto all'attenzione delle istituzioni civili e militari le problematiche legate al processo di degrado che investe ormai da tempo la presenza della MM a La Spezia.
Abbiamo accolto con favore l'esternazione pubblica del Direttore dell'Arsenale CA Ceccobelli il quale pone come ormai non più procrastinabile l'assunzione di nuovi dipendenti civili allo scopo di non disperdere il know-how e di rilanciare l'attività di manutenzione navale propria dello Stabilimento.
Ciò nonostante desta non poca preoccupazione il fatto che allo stato attuale nulla sia previsto, almeno in modo tangibile, su eventuali assunzioni ed anzi ci troviamo a fare ancora i conti con tagli indiscriminati di spesa pubblica che incidono in modo drammatico sulle speranze future dello Stabilimento.

Vorremmo sottolineare come anche i 15 milioni spesi negli ultimi 8 anni e quelli previsti per i prossimi 2 hanno interessato ed interesseranno strutture ed impianti e che nulla è stato stanziato per la formazione del personale o per nuove assunzioni. Dobbiamo purtroppo fare i conti con la riduzione del personale stabilita dal Governo, riduzione che investe sia la componente civile che quella militare ed è presumibile che le future vacanze organiche del personale civile vengano ripianate solo con i previsti passaggi ad impiego civile di personale militare in esubero, da qui al 2024 ed in concomitanza con il previsto e scadenzato collocamento in pensione dello stesso personale civile.

Il processo di riorganizzazione che investe il ministero ha indiscutibili ripercussioni anche a livello territoriale e la presenza della MM a La Spezia, seppur non in discussione, subisce le conseguenze delle scelte a livello centrale che si manifestano non con intendimenti ma con fatti concreti.
E di concreto vediamo il blocco del contratto, il blocco delle assunzioni, il taglio dei finanziamenti e la demolizione navale; proprio su quest'ultimo punto flp difesa ha più volte sottolineato come il futuro dello Stabilimento non può essere associato alle demolizioni navali sia per l'esigua ricaduta occupazionale ma soprattutto per l'impatto ambientale che ne deriva. Vogliamo sperare che l'assegnazione della demolizione ad una azienda locale (si dice molto preparata nel settore) consenta di porre in maniera maggiore l'attenzione delle istituzioni verso la tutela ambientale del territorio anche in considerazione del fatto che diversamente da altri siti, in questo caso la demolizione avviene proprio al centro di una città.

Siamo convinti che per provare a far ripartire la presenza della MM nel nostro territorio, oltre alla manutenzione navale da sempre attività prioritaria dell'Arsenale, occorra puntare e promuovere:
- Il refitting delle navi della MM in dismissione come "mission" da assegnare allo Stabilimento ed alle aziende spezzine dell'indotto militare;
- Il nostro territorio (si pensi solo alla Base di Cadimare) come Polo della Formazione del Personale, come Piattaforma per la Protezione Civile nel Nord Italia;
- Una parte attrezzata della Base Navale per l'avvio di un percorso di "Turismo militare" utilizzando mezzi, navi e sommergibili in disarmo adeguatamente riadattati.

Sul fronte delle necessarie assunzioni del personale tecnico, a nostro avviso occorre modificare le norme del Jobs-act che allo stato non sembrano consentire l'utilizzo dell'apprendistato nel Pubblico Impiego o, in alternativa, riavviare una specifica legge solo per le assunzioni della Difesa attraverso una nuova "legge 285", che consenta, solo ed esclusivamente per gli Enti, Stabilimenti e Centri Tecnici dell'Area Industriale della Difesa, corsi di formazione e poi assunzioni di personale qualificato e specializzato attraverso la Scuola Allievi Operai.

Ci auguriamo che sulle nostre proposte ci possa essere convergenza di intenti sia nelle forze sociali sia in quelle politiche del nostro territorio e su questi aspetti avvieremo una fase di informazione e di comunicazione che vedrà coinvolti i lavoratori ed i cittadini.

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