Presentazione dati di ricerca 2016 su "Turismo Crocieristico". Lorenzo Forcieri: "Evitare tentennamenti sull'attività delle crociere, la città ha trovato un settore strategico da sviluppare e consolidare" In evidenza

Di Francesco Truscia - La città della Spezia è in trasformazione. Da qualche anno la "splendida perla sul mare" ha accentuato nettamente la sua vocazione turistica. Quali sono state le ricadute sulle attività della città?

Mercoledì, 11 Maggio 2016 18:25

Potrebbe essere la domanda riassuntiva della conferenza stampa tenutasi questa mattina nella sede di Confcommercio, nella quale si è analizzato, dati alla mano, il collegamento tra il settore turistico e quello commerciale.
Roberto Vegnuti (RV Consulting) ha mostrato i dati di contesto generale e quelli che sono stati raccolti attraverso un'indagine su 206 attività della città: "Il nocciolo di questa ricerca è l'indagine di percezione online, svolta attraverso un sistema interattivo. Gli anni della crisi generale, dal 2008 al 2015, non sono stati gli anni della crisi turistica in provincia della Spezia: sia gli arrivi ricettivi (aumentati del 46%) che le presenze ricettive (aumentate del 27%) sono sensibilmente cresciuti. Dal punto di vista turistico straniero la provincia ha un alto tasso di internazionalizzazione (64%) con punte nelle Cinque Terre (86%). Nella branca turistica italiana le regioni di provenienza principali sono Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Nel 2015 gli arrivi vedono una caratterizzazione forte di paesi cosiddetti terzi: Stati Uniti al primo posto, a seguire Francia, Germania e al quarto posto si attesta la Cina, in continua crescita.

La distribuzione mensile (legata alle presenze quindi al pernottamento) vede una forte polarizzazione estiva: 437.000 presenze ad agosto, solo 28.000 a febbraio. I posti letto sono aumentati del 4,7% mentre le strutture ricettive hanno avuto incremento del 24,2%: le strutture ricettive della provincia sono 1202, soprattutto extra alberghiere (per l'82% che comunque pesa un 67% per quel che riguarda il totale dei posti letto). Tra il 2014 e il 2015 sono aumentate di 16 unità gli affittacamere (passando quindi ad un totale di 86) e nel 2015 sono stati registrati ben 144 appartamenti ammobiliati ad uso turistico (nuova tipologia introdotta dalla Regione Liguria) nella sola città della Spezia. Spostandoci sul versante del commercio al dettaglio abbiamo 3.121 esercizi in sede fissa, 809 di commercio ambulante e 108 di commercio al di fuori di negozi, banchi e mercati (di questi ben 50 fanno e-commerce).

Guardando i dati sui flussi crocieristici dal 2004 al 2017 risulta evidente che dal 2011 in poi gli aumenti percentuali sono stati dell'ordine del 1200% (nel 2011 90.480 passeggeri, nel 2013 213.858, nel 2014 483.564, nel 2015 656.564 con le proiezioni per il 2016 e 2017 rispettivamente di 556.000 e 660.000); permane una forte polarizzazione nei mesi estivi ma maggio ed ottobre registrano dati significativi rispetto al passato. Il flusso crocieristico ha un effetto diretto sull'economia del territorio, ma ha anche effetto indiretto? Il crocierista è anche veicolo di promozione del territorio? Osservando le curve dei passeggeri delle crociere e degli arrivi ricettivi (dati dal 2008 al 2015) si può facilmente notare come le due curve siano praticamente sovrapponibili dal punto di vista dell'andamento."


Dando un'occhiata all'indagine online svolta attraverso una serie di domande poste a 206 attività della città emergono altri dati interessanti: l'82% degli intervistati afferma di avere avuto come clienti dei crocieristi ed il 72% conferma l'utilità di questo flusso. Alla domanda "La città è preparata in termini di servizi di accoglienza?" le risposte si dividono: secondo il 37% la città è poco preparata, per il 34% per niente, secondo il 29% abbastanza.


Successivamente ha preso la parola Lorenzo Forcieri (presidente Autorità Portuale della Spezia): "I dati emersi confermano una percezione diffusa in città ed una convinzione che noi abbiamo sempre avuto, sin da quando abbiamo deciso di investire in questo settore. Le risposte ci confortano nella visione delle nostre capacità e opportunità come territorio, porto e città. Il fenomeno delle crociere è in aumento in tutta Europa, anche se non ha ancora raggiunto i livelli degli Stati Uniti. Si è innescato un cambio di mentalità, un diverso approccio culturale avvertito e colto in primis dagli operatori commerciali, magari più lento sul lato dei decisori pubblici, anche per ingranaggi farraginosi e lunghi nel settore delle decisioni del pubblico. Lo studio condotto da CLIA (associazione del settore delle crociere) e OCSE stima che ogni passeggero di una nave da crociera spenda, in media, nel porto d'imbarco 316 $ e 92 $ nei porti di transito. Da questi dati nel 2015 risulterebbe che l'impatto economico dell'attività crocieristica nel nostro territorio sarebbe pari a 65 milioni di euro, anche se questi dati fossero sovrastimati si tratta comunque di un apporto considerevole. E' necessario evitare tentennamenti su questa attività, dare il senso di serietà di un porto e di un territorio che ha individuato un settore strategico da consolidare e sviluppare".


In collegamento da Genova il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha precisato l'importanza del settore turistico nel nostro paese e soprattutto nella nostra regione e si è detto ottimista sulle prospettive di sviluppo del porto della Spezia, sottolineando come il progetto Waterfront possa cambiare il rapporto città-porto aumentando notevolmente il livello di integrazione tra le due entità.

 

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