Alluvioni 2014, in arrivo 22 milioni. Benifei: “Europa vicina a Liguria” In evidenza

Un nuovo ed importante passo per combattere il dissesto idrogeologico in Liguria: è stata approvata oggi dal Parlamento Europeo riunito in plenaria l'attivazione del Fondo di solidarietà per riparare i danni causati in Italia dalle alluvioni dell'autunno 2014.

Martedì, 07 Luglio 2015 14:12

 

Alla nostra regione – beneficiaria del provvedimento insieme ad Emilia, Lombardia, Piemonte e Toscana -  arriverà un sostegno pari a 22 milioni di euro, che diventa operativo dopo l'approvazione ottenuta in Commissione nel mese di aprile.

La misura è stata istituita dall'Unione Europea nel 2002 - e perfezionata nel 2014 - per aiutare gli Stati membri e i paesi in via di adesione che hanno subito gravi catastrofi naturali.

Ammonta a 56 milioni il fondo destinato all'Italia, che coprirà in parte i costi degli interventi di emergenza attivati in seguito alle alluvioni e contribuirà a ripristinare infrastrutture e servizi fondamentali, oltre che a rimborsare i costi delle operazioni d'emergenza e di soccorso e a far, parzialmente, fronte a quelli di bonifica nelle regioni disastrate.

Undici vittime, tremila sfollati, danni ad infrastrutture pubbliche e private, imprese, abitazioni private, oltre che al settore agricolo e ambiente, stimati dalle autorità italiane in 2.241 milioni di euro, sono le cifre di un'emergenza classificata dalla UE come "catastrofe regionale".

Grande soddisfazione per il raggiungimento di questo traguardo da parte dell'europarlamentare ligure Brando Benifei, che insieme ai colleghi Briano e Cofferati nello scorso novembre si era impegnato in prima persona, presentando un'interrogazione sugli strumenti comunitari per la prevenzione dei rischi legati al cambiamento climatico e per la lotta al dissesto idrogeologico: "L'Europa è vicina alla Liguria – ha dichiarato a margine della votazione - a cui assicura, tramite il Fondo di solidarietà, un sostegno fondamentale per tornare ad una situazione di normalità dopo l'ennesima ferita inferta a danno del territorio e alle attività. Questo step dovrà essere il punto di partenza per lasciarci alle spalle la logica dell'emergenza, e passare ad una pianificazione del territorio e delle risorse ad esso destinate, che permettano in futuro di evitare drammi e danni di tale entità. Per quanto mi riguarda – ha concluso – continuerò a battermi in prima persona per risollevare la mia e la nostra regione da una situazione che auspico diventi ben presto un ricordo del passato". (7 luglio)

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