SUNIA: Alla Spezia 304 sfratti per morosità. Si conferma e si aggrava il disagio abitativo e la necessità di una svolta nelle politiche abitative In evidenza

I dati sugli sfratti 2015 pubblicati dal Ministero dell'Interno fanno ancora una volta emergere, confermandone l'assoluta gravità, il fenomeno degli sfratti per morosità.

Sabato, 04 Giugno 2016 17:33

Alla Spezia siamo passati dai 198 sfratti del 2012 ai 304 del 2015.Ormai oltre il 95% delle sentenze sono determinate, senza alcun dubbio, dal grave disagio sociale delle famiglie e dall'assenza di politiche di reale sostegno e protezione dell'inquilino.

 

L'azzeramento del fondo di sostegno all'affitto e la gestione operativa sostanzialmente fallimentare del fondo e delle misure sulla morosità incolpevole stanno a dimostrare che mentre si seguitano ad incentivare le "chimere" della casa in proprietà si allarga la fascia dell'esclusione,dell'emarginazione e del bisogno, a cui non dà risposte l'edilizia pubblica priva da anni di risorse continuative.

 

A questo quadro si aggiunge che un Assessore Regionale e due Presidenti di Commissione facenti parte della maggioranza che governa la Regione Liguria hanno scritto in una loro proposta di legge a sostegno della famiglia che intendono "inaugurare un nuovo modello di welfare,non più rigidamente basato sull'intervento diretto dell'operatore pubblico per risolvere problemi che i privati,il mercato e la società civile possono agevolmente affrontare da soli " e che "piuttosto che costruire abitazioni di edilizia economico-popolare che poi vengono solo assegnate a privati(i quali non hanno alcun interesse a mantenerle in stato di decoro),è certamente più efficiente concedere contributi mirati al fine di permettere che anche i meno abbienti possano accedere al mercato immobiliare(sia per acquisti sia per locazioni)".


Ma come si possono fare simili affermazioni offensive nei confronti della totalità degli assegnatari delle case popolari.Non sanno che molti inquilini,spesso,sostituendosi anche alle Arte,e facendo sacrifici hanno investito propri risparmi in opere di manutenzione che non erano neppure di loro competenza.

 

Ma ritornando al "Nuovo modello di Welfare" che intendono inaugurare mi domando dove abbiano vissuto in questi anni questi Amministratori Regionali.Non si sono resi conto che il mercato della locazione è già stato liberalizzato e che l'incontro fra domanda e offerta non ha prodotto quei risultati che tanti liberisti avevano pronosticato e che emerge sempre più che il mercato della locazione debba essere regolato.

 

Come fanno a non capire che se i "buoni affitto" possono avere un senso in una situazione di transizione a lungo andare possono solo favorire il trasferimento di queste risorse nelle tasche della proprietà attraverso un aumento degli affitti.Come possono pensare che tutti debbano diventare proprietari di casa.E come non capire che il mercato della locazione deve essere regolato e che in questo quadro un aumento dell'edilizia residenziale pubblica può giocare un ruolo importante di calmierazione.La teoria del "laissezfaire"non ha portato ad un incontro e ad un equiibrio fra domanda ed offerta nel settore abitativo così come non lo ha portato in altri settori ove gli affitti molto spesso determinano la fine di attività commerciali ed artigianali ed ove invece, come sosteniamo da tempo, sarebbe utile esportare l'esperienza dei contratti a canone concordato.

 

Non è più rinviabile il nodo delle politiche abitative e dell'affitto in questo paese che anche l'ultima legge di stabilità ha rimosso, non consentendo di affrontare le situazioni che anche i dati 2015 ci consegnano.Occorre un aumento di abitazioni a canoni sostenibili, attraverso stanziamenti diretti per l'edilizia residenziale sia pubblica che sociale;stabilizzazione delle agevolazioni fiscali a sostegno dello sviluppo dei contratti concordati, con l'obiettivo di diminuire il livello degli affitti;detrazioni dei canoni per gli inquilini al fine anche di combattere il mercato nero degli affitti.

 

Il Segretario Generale Provinciale
Franco Bravo

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