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Contratto di Servizio Regione Liguria-Trenitalia, nel giorno della firma arriva un nuovo ricorso al TAR In evidenza

Promosso da residenti, pendolari ed operatori delle Cinque Terre.

 

Il documento di raccomandazioni sul tema del servizio ferroviario e del Contratto di Servizio che costituisce di per sé un atto rilevante - soprattutto se, come in questo caso, è firmato all'unanimità dai consiglieri membri della III Commissione -ci ha lasciato per un breve periodo la speranza che l'apparato politico della Regione volesse e potesse finalmente prendere in mano la situazione e fosse pronto a ridefinire anche i ruoli del Fornitore, delle Rappresentanze dei cittadini ed il proprio ruolo di Committente. Ruolo che esercita per conto e per mandato del cittadino elettore, con i cui contributi finanzia il servizio pubblico.

Ma mentre insieme agli altri comitati dei pendolari si cercava di portare un contributo costruttivo, dalla Regione arrivava incredibilmente la risposta negativa dell'istanza di accesso agli atti, con cui i ricorrenti chiedevano i dati relativi agli introiti derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio nelle Cinque Terre, la cui “scarsità” (!) sarebbe stata alla base della necessità di introdurre il biglietto maggiorato da 4,00 euro (e che - lo ricordiamo - in origine veniva imposto anche a tutti i cittadini liguri in visita, eccetto i residenti dei Comuni del Parco).

Il motivo dell'opposizione da parte di Trenitalia (precisato che formalmente la decisione delle tariffe da applicare è di competenza della Regione) è che i dati sugli introiti che derivano da tale tariffa sono riservati, come se il Fornitore fosse una azienda privata e non, come è, un’azienda pubblica!

Probabilmente abbiamo una visione troppo elementare, ma il dubbio che ci sorge, da questa periferia del mondo che attrae milioni di visitatori, tanto che fungere da traino economico per tutta la Liguria, è: puoi lasciar decidere al “mezzadro” quale sia la tua parte, se non sai quanto frutta la vigna che gli hai dato in gestione? E come è possibile firmare da parte della regione un contratto basato sul "corrispettivo pubblico" con un Fornitore, di cui al committente non sia dato di conoscere i dettagli degli introiti?

Perché questo è quanto si evince sempre dalla lettera con cui la Regione ha trasmesso il diniego da parte di Trenitalia di mettere a disposizione i dati: che la Regione non sa quanto frutta il suo “campo”, invitandoci a chiederlo direttamente al contadino che lo coltiva.

Eppure, in questo contesto la Regione va a firmare un Contratto di Servizio con Trenitalia di 15 anni. Già solo una così lunga durata (a prescindere da chi sia il fornitore) ci dà la misura dell'importanza dell'atto che si va a siglare e della forza della controparte, e di quanto sarà difficile per un’Amministrazione Regionale, attuale e futura apporre dei correttivi una volta che sia stato firmato.

Ed è per questo che i residenti, pendolari e operatori delle Cinque vanno ad un nuovo ricorso, senza perdere la speranza che presentare le esigenze dei cittadini agli amministratori da essi eletti, possa contribuire ad un confronto costruttivo e alla riappropriazione da parte della Regione del ruolo di Committente in rappresentanza dei suoi cittadini con la forza che le compete.


Il comitato residenti, pendolari ed operatori delle Cinque Terre

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