Sarzana, l’Arzelà inaugura il Campo sperimentale “Ezio Ricci” In evidenza

di Luca Manfredini – L’ambizione è quella di una vera e propria Azienda agricola. Importante anche il nome e la dovuta dedica.

Venerdì, 31 Maggio 2019 18:45

 

Azienda agricola “Futura” ufficializza l’impegno dei ragazzi dell’Agrario e la loro voglia di crescere ancora, in promozione dell’Istituto sarzanese e in memoria di Ezio Ricci, donatore del grosso terreno ora dedicato di circa 3000 metri quadrati.

Subito alle spalle della residenza sanitaria “Sabbadini”, e giù lungo le mura che costeggiano la via sino a Porta Parma, prendono giornalmente corpo le coltivazioni degli studenti agrari.

Ricovero degli attrezzi, conservazione semi e: pomodori, zucchini, peperoni, insalate, erbe aromatiche, una piccola vigna e anche un boschetto storico, ai cui piedi hanno trovato casa le arnie per le api pronte a dare un saporito miele al gusto Sarzana.

Coltivazioni non solo tradizionali e locali ma anche studi su varietà esterne al territorio; dal zucchino tipico del fiorentino ai pomodori siberiani, per non dimenticare poi i semi di varietà inconsuete e di specie ormai dimenticate, e qui mantenute/coltivate per mostrare ai ragazzi la biodiversità di ogni pianta.

Questo anche in collaborazione con l’associazione ADIPA (Associazione per la diffusione delle piante tra amatori) di Lucca, presente sul territorio con la “Sezione Lunigiana”, il suo Pres. Maurizio Lunardon e la responsabile locale Lucia Massani.

L’Istituto ha anche partecipato negli anni scorsi alla “Mostra Nazionale del Pomodoro” con l’iniziativa “A ciascuno il suo pomodoro”, portandone circa 30 specie diverse tra le 700 esposte nella mostra.

Questa mattina la cerimonia di intitolazione al donatore Ezio Ricci, le cui figlie insieme al Dirigente Scolastico dell’Istituto Parentuccelli-Arzelà, la dott.ssa Vilma Petricone, hanno scoperto la targa dedicata: “Azienda agricola Futura – Campo sperimentale Ezio Ricci”.

“Realizzare ancora i suoi desideri per continuare a ricordare la sua memoria – ha ricordato la Petricone – Ezio è una grande perdita per Sarzana e per il suo rinnovamento culturale, un uomo che riusciva a spiegare le cose più complesse con enorme semplicità. Voi ragazzi ne siete e ne sarete testimoni e dovete fare germogliare in questa terra il suo desiderio perché possa ancora vedere valorizzati i frutti del suo lavoro. Una grande volontà di fare ancora qualcosa per i giovani e per Sarzana, due suoi punti fermi anche in tarda età, mi chiamò e mi disse: “Ti consegno il terreno e me lo devi tenere bene, fallo vivere e germogliare in mio onore”, e oggi sarebbe orgoglioso di voi ragazzi”

Due le città che hanno pianto nel 2017 la sua scomparsa, alla veneranda età di 98 anni: Sarzana, città che lo ha visto nascere e Mantova che lo ha adottato e di cui è stato per decenni direttore artistico del prestigioso “Teatro Sociale”.

Il suo impegno si è spinto anche alla gestione di altri Istituti nel Nord Italia; Como, Novara e Cremona, ma senza mai dimenticare Sarzana di cui è sempre rimasto residente, animatore del Sarzana Opera Festival e organizzatore del Premio Spiros Argiris dedicato ai talenti dell’opera.

Una vita dedicata alla cultura e all’insegnamento, ma: “Anche un uomo della terra – ha spiegato la figlia - a noi figlie ha sempre detto: la terra è la vita e la mia terra rimarrà per voi integra perché con lei mangerete sempre. E infatti questo piccolo paradiso verde è rimasto unico e vergine nella città, e privo da costruzioni. Quando tornava a casa voleva sempre vederla per prima e da questa idea dovete partire, voi dell’Agrario, per portare avanti il suo pensiero, la sua filosofia. Noi saremo insieme a voi e io continuerò ogni mattina ad affacciarmi dalle finestre con la sicurezza e la soddisfazione di vedervi qui a lavorare e mantenere vivo questo bene inestimabile”.

Il v. Preside Massimo Caleo ha ricordato Ricci e la passionale semplicità con cui lo ha fatto appassionare all’opera lirica, e spiegato l’obbiettivo di fare diventare il campo sperimentale, insieme alle altre attività e spazi dell’Istituto (serre, cantina e azienda), come un grande “orto della città”.

Vendita di prodotti tramite un gruppo di acquisto su WatsApp, la partecipazione al mercato settimanale e a quello biologico e, ultima ambizione per l’Istituto: “Creare con l’aiuto del Comune un Convitto dove ospitare studenti desiderosi di venire a studiare nella città, in questo Istituto Agrario partito quasi come una sfida e oggi frequentato da 200 allievi, e riconosciuto da tutti come un’eccellenza”.

Risponde in diretta alla richiesta di fare nascere il Convitto il Capogruppo di Sarzana Popolare, Andrea Pizzuto (e Pres. del Consiglio di Istituto): “L’agricoltura è una delle principali attività del futuro e la tecnologia moderna lavorerà per la terra – spiega – dobbiamo promuovere come Comune questi prodotti, come un ritorno alla vocazione agricola della città e di Marinella stessa, cui ricordo con nostalgia le vecchie foto in cui era rigogliosa di frutteti e coltivazioni di ogni genere. L’Agrario sta crescendo molto bene e ringrazio Caleo per l’idea del Convitto cui confermo sin da ora il mio interesse – poi rivolto ai ragazzi conclude – in devozione del ricordo di Ricci e per la vostra soddisfazione e crescita fate vivere al meglio questo grande orto, questa fattoria didattica, le Istituzioni faranno il resto per promuovere e valorizzare il tutto”.

Ha concluso la cerimonia un ricordo dedicato a Nuccia Pizzuto, compianta professoressa, seguito dalla benedizione di Don Franco alla targa, le foto di gruppo e l’abbondante buffet apparecchiato sul campo e condito con il vino prodotto dall’Istituto.

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