Pastorino e Battistini saranno al presidio dei lavoratori del settore trasporti In evidenza

"No a ulteriori tagli dal fondo nazionale; il governo sblocchi le opere necessarie al territorio”.

Martedì, 23 Luglio 2019 12:01

 

Domani, i consiglieri regionali di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino e Francesco Battistini parteciperanno al presidio convocato sotto la Prefettura di Genova dai sindacati confederali del settore trasporti: parti sociali e lavoratori chiedono lo sblocco delle opere necessarie al territorio e, al contempo, denunciano il nuovo taglio di 58 milioni al fondo nazionale trasporti deciso dal Governo gialloverde.

«Un primo momento di unità sindacale, dopo molti anni, teso a contrastare la politica miope del governo, in cui sono evidenti le contraddizioni di una Lega che siede sia nella giunta Toti sia palazzo Chigi – dichiarano Pastorino e Battistini -. In gioco c’è lo sviluppo del nostro territorio, da Ventimiglia a La Spezia. In gioco ci sono opere strategiche che questo Governo non vuole sbloccare. Del tutto inutile, in questo senso, la difesa d’ufficio del M5S ligure, che ieri ha tentato invano di convincere le parti sociali sulla bontà della politica attendista di Toninelli e soci. Secondo noi è una politica anacronistica, che penalizza la tenuta occupazionale e le infrastrutture liguri, quindi lo sviluppo del territorio».

«Per la Lega le politiche incentrate sul territorio sono sempre state una bandiera; il M5s, almeno all’inizio, ha sempre battuto la strada del trasporto pubblico. E allora, come riusciranno a spiegare agli italiani un taglio da 58 milioni, che penalizzerà l’occupazione e si abbatterà come una scure su coloro che trovano nel trasporto pubblico l’unico strumento di mobilità? Forse è meglio chiarire a Lega e 5 Stelle che “meno risorse” equivale a meno servizi al cittadino – commentano Pastorino e Battistini -. Più volte ci siamo schierati contro il dumping contrattuale e le gare al massimo ribasso, elementi che in questi anni hanno caratterizzato la condotta della pubblica amministrazione. Invece è necessario ripartire dalla qualità delle opere pubbliche, di cui questo Paese ha realmente bisogno, facendo particolare attenzione alle condizioni di lavoro di chi si aggiudica gli appalti, sia dal punto di vista della trasparenza amministrativa, sia soprattutto per la questione dei diritti contrattuali. Quest’ultimo, per noi, un presupposto imprescindibile di ogni gara d’appalto».

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