Piano straordinario ASL5, Battistini: "L'emblema del fallimento sanitario firmato da Toti e Viale" In evidenza

Il Consigliere regionale elenca ciò che, a suo giudizio, manca.

Venerdì, 10 Gennaio 2020 15:13
Dopo il fallimento del cantiere per il Nuovo Ospedale Felettino, messa all'angolo, ASL5 ha varato un piano straordinario di riorganizzazione. Il documento doveva servire a tracciare una rotta precisa per dare la miglior risposta sanitaria ai bisogni dei cittadini, alla luce degli ultimi avvenimenti.

Invece tutta la vicenda ha assunto le caratteristiche della montagna che partorisce, a stento, un topolino.

È chiaro: né il Presidente Toti, né l'Assessore Viale, né tantomeno il Commissario di ASL 5, la dottoressa Troiano, credono in queste 22 pagine di nulla cosmico. Altrimenti non si spiegherebbe la loro assenza alla presentazione ufficiale, un affronto grave nei confronti di cittadini e operatori sanitari.

Solo alcuni dati sono interessanti: smentite le dichiarazioni di Toti che aveva annunciato subito una nuova gara per avere pronto, in 5 anni, il nuovo Felettino; la comunità ligure e spezzina si ritroverà a investire, ancora, su un ospedale fatiscente, il Sant'Andrea, fino al 2024; nessuna idea tangibile e forte di utilizzo degli spazi presenti al San Bartolomeo di Sarzana; il piano assunzionale è del tutto inadeguato alle esigenze della provincia e non riuscirà a coprire neppure le emergenze già in corso.

Iniziamo dal nodo personale: reclutare 12 medici e 8 infermieri nel 2020, per arrivare ad assumere 4 medici e 3 infermieri nel 2024, significa non coprire né le necessità odierne né i pensionamenti che vi saranno. Tutti i reparti, oggi, lavorano sotto organico, tant'è che ASL5 continua a autorizzare prestazioni aggiuntive a gettone e straordinari: pediatria, chirurgia, endocrinologia, ne sono un esempio.

Inoltre, soltanto per pensare di aprire un reparto a conduzione infermieristica, che senza una precisa strategia sarebbe pressoché inutile, serve reperire subito almeno una dozzina di nuovi infermieri.

E questa pare l'unica novità, fin troppo debole, per utilizzare l'Ospedale sarzanese.

Sul Sant'Andrea sono previsti oltre 6 milioni di euro di interventi strutturali concentrati nei prossimi 3 anni, di cui 2 milioni solo per l'adeguamento alla normativa antincendio. Poche risorse per efficientare davvero un ospedale vetusto come quello spezzino, troppi denari per una struttura che avrebbe dovuto essere dismessa già dal prossimo anno.

Nessun riferimento, inoltre, al cronoprogramma per traguardare il nuovo ospedale spezzino, scomparso dai radar. Nessuna parola su come si intende procedera dalla rescissione alla nuova gara d'appalto fino al trasloco di tutte le attività sanitarie.

Nessun riferimento all'abbattimento delle liste d'attesa, grande male della nostra provincia, o di come offrire dei servizi territoriali più efficaci e che evitino, il più possibile, l'accesso improprio a pronto soccorsi e ricoveri.

In tutto questo sempre presente lo specchietto per le allodole delle nuove attrezzature tecnologiche.

Altri 6 milioni di investimento, distribuiti dal 2020 al 2024, per comprare apparecchiature che forse nel Nuovo Felettino non saranno più utilizzabili perché incompatibili col progetto esecutivo dell'ospedale.

In più già oggi fatichiamo, col poco personale, a utilizzare gli apparati che abbiamo visto che le radiologie spesso funzionano solo 6 ore al giorno invece di operare almeno dalle 8 alle 20.

Insomma, se dovessimo dare un voto a questo documento, annunciato in pompa magna prima di Natale, non potremo andare oltre il 4.

Una delusione perché a pagare il prezzo dell'incapacità di Toti e Viale saranno, ancora una volta, come negli ultimi 54 mesi, i cittadini.


Francesco Battistini
Consigliere Regionale Italia in comune/Linea Condivisa

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