Casini (IV): "Su Buoni Spesa Sarzana brutta figura". Spilamberti (Lega): "Più a sinistra di voi" In evidenza

di Alessio Boi- Il botta e risposta su Facebook tra l'esponente di Italia Viva Beatrice Casini e Luca Spilamberti della Lega.

Venerdì, 03 Aprile 2020 18:34

Appare uno schema sul profilo social dell'ex Assessore Beatrice Casini sui Buoni Spesa: riporta tutte le cifre che i principali comuni in provincia della Spezia destinano a famiglie in difficoltà, seguendo il criterio dei componenti per nucleo. Il Governo ha deciso di mettere a disposizione alcuni soldi per aiutare le persone che non hanno più liquidità per comprare da mangiare, ma lasciando alle amministrazioni il compito di stabilire la quota da devolvere. Nei dati riportati da uno dei due rappresentanti del partito di Matteo Renzi in consiglio comunale a Sarzana si legge un'assegnazione suddivisa per adulto e per famiglia.

L'ultimo in classifica è proprio il piccolo borgo con 70 Euro se il nucleo è composto da una o due persone e 130 per un nucleo composto da più di quattro. Insomma sembra proprio l'ente che ne mette a disposizione meno di tutti, anche sotto alla piccola Castelnuovo Magra, con 230 euro massimo per famiglia, che conta molti meno abitanti di Sarzana.

Subito si scaglia la Casini: "Purtroppo Sarzana, a differenza di tutti gli altri che moltiplicano i soldi per ciascun componente della famiglia, ha deciso di concedere 70 euro al mese se il nucleo è composto da una o due persone, 100 euro complessivi se il nucleo è composto da 4 ( quindi 50 euro a testa e non 100€ ciascuno), e 130€ complessivi se il nucleo è composto da più di 4 soggetti- e conclude- peccato, ancora una volta Sarzana fa una brutta figura. Complimenti invece a tutti gli altri, che a prescindere dal colore politico, hanno mantenuto una certa omogeneità".

Dopo qualche ora il consigliere Luca Spilamberti della Lega risponde al fuoco, definendo superflua la polemica di Italia Viva e spiega: "I buoni spesa che eroga il nostro comune alle persone in difficoltà sono ripetibili nel tempo e non una tantum, come per altre esperienze: il limite è soltanto l’esaurimento delle risorse date dal Governo in anticipazione sul fondo di solidarietà comunale. Non abbiamo poi messo limite sul conto corrente quale requisito, come per altre esperienze del territorio: sul conto possono infatti accumularsi risorse per far fronte a mutui, debiti o spese sanitarie e non per questo una persona in difficoltà non deve avere diritto ad ottenere il buono spesa -e conclude- questa Amministrazione ha cercato di allargare a più famiglie possibili, mostrandosi aperta e plurale".

Infine si nota sullo schema riportato dalla Casini un asterisco sulla cifra "70 Euro" in fondo alla slide, ma che non riporta a nessun'altra parte. Poteva esserci qualche informazione in più? Non lo sapremo mai.

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