"L’Alta Val di Vara la cenerentola d’Italia" In evidenza

Il commento di Marco Vassalli, Consigiere Comunale di Sesta Godano, sulla situzione delle strade in Val di Vara

Martedì, 14 Luglio 2020 17:09


Una valle totalmente abbandonata a se stessa, senza più il supporto della Comunità montana, con una Unione dei Comuni che sembra l’isola che no c’è, con una Provincia che non ha più nulla della struttura di supporto dei Comuni, i quali boccheggiano senza l’ossigeno che arrivava loro dalle vecchie provincie.

La Valle anche se raggiungibile è praticamente impercorribile senza un fuoristrada, e le poche strade percorribili chiuse per frane.
Chiaramente è molto più semplice chiudere una strada perché è caduto un masso più o meno grosso che prendere provvedimenti rapidi per consentire la libera circolazione a termini di Costituzione.
Abbiamo ponti crollati da anni e mai ricostruiti, cartelli “strada chiusa” arrangiatevi fate il giro del globo, nonostante interpellanze ed interrogazioni all’Unione dei Comuni.

La strada Veppo – Garbugliaga – Cavanella impercorribile, solo per dirne una, la strada Maissana – Santa Maria di Lagorara interrotta per caduta massi ( in quarant’anni sono caduti quattro massi e neanche di grandi dimensioni) perfettamente percorribile, stesse condizioni per la strada Oradoro Bivio Valgiuncata. Visto che se cadono massi si chiudono le strade, in montagna a questo punto visto che la stesa ha il brutto vizio di far cadere massi, prima che succeda qualche disastro chiudiamo tutte le strade di montagna subito, tanto prima o poi le chiudiamo tutte per caduta massi. In previsione di caduta massi in montagna sono previsti cartelli per avvertire gli utenti della strada a prestare attenzione per pericolo caduta massi, od al massimo si istituisce un senso unico alternato in attesa della risoluzione del problema. Un ponte chiuso per una frana che mette in pericolo un pilone, per non parlare poi della manutenzione strade che senza più “Cantonieri” i quali mantenevano pulite le canalette di scolo e le caditoie per cui ora le strade in montagna con appena due gocce di pioggia diventano torrenti in piena e poi per le frane incolpiamo la montagna. Ed i Comuni senza più nessuno alle spalle si arrampicano sugli specchi e fanno l’impossibile per alleviare le difficoltà degli utenti mentre le Unioni dei comuni latitano anche loro orfane delle province.

I problemi in Italia si risolvono con i tagli, ma nessuno considera che i tagli non aiutano bensì portano nocumento al popolo che per Costituzione è Sovrano.
Tutti si riempiono la bocca con il dare la colpa alla Regione e la Regione al Governo, ma il problema non si risolve con il palleggio delle responsabilità, occorre capire che occorre ridare i suoi poteri alla Provincia e ridurre perimenti i poteri della Regione per riavvicinare l’Amministrazione Pubblica alle popolazioni, perché anche se può non sembrare la Regione è lontana anni luce dal territorio, almeno più della Provincia. Le Province dovrebbero ritornare ad essere Ente di primo grado e ridare la parola al Popolo per eleggere direttamente e proporzionalmente i Suoi rappresentanti del territorio. Nel gioco del ping pong delle responsabilità i turisti si guardano bene dal venire in Val di Vara e nel frattempo la valle si spopola e con questo viene a mancare quel controllo del territorio che è proprio è dell’ antropizzazione.

Chi meglio di vive nelle valle e della valle può tutelare al meglio il Suo territorio?. Auguriamoci che per il bene della valle, di chi ci vive e di chi la ama i poteri forti ritornino sui loro passi e ripristinino lo status quo ante.

Capt. Marco Vassalli
Consigiere Comunale Sesta Godano

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