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Unioni civili, Forum Famiglie: "Via libera a coppie fittizie che scippano benefici alle famiglie"

Mentre in Francia monta la protesta popolare contro il governo che, dopo aver istituito il matrimonio e l'adozione gay e dopo aver rimosso i termini "padre" e "madre" dal codice civile ora si appresta a varare l'educazione "gender" per i bambini delle elementari, anche alla Spezia prosegue il processo di erosione dell'istituto familiare da parte della politica. Il primo passo è stato, nel 2011, la modifica dello statuto comunale, che ha soppresso i termini "maternità" e "paternità", e introdotto il riconoscimento dell'"esistenza di altre forme di convivenza".

Dopo l'approvazione di un ordine del giorno nello scorso dicembre, il consiglio comunale ha ora deliberato l'istituzione del registro delle unioni civili. Scavalcando lo stato, che ha la competenza esclusiva sull'ordinamento anagrafico, la delibera porterà anche alla modifica dei regolamenti dei servizi comunali (sociali, cimiteriali, assegnazione delle case e così via), con il rischio – messo in evidenza anche di recente dalla presidente regionale ligure del Forum delle famiglie, Anna Maria Panfili – che «il registro si apra ad unioni fittizie, formate all'unico scopo di ottenere i benefici comunali, che sarebbero così "scippati" alle famiglie, reali vittime di questa delibera». L'istituzione del registro delle unioni civili non rende la società più solidale, coesa e responsabile, ma più debole, precaria e individualista. Le coppie registrate potranno separarsi in qualsiasi momento, senza alcuna tutela, neanche dei figli. Viceversa, nel matrimonio, gli sposi si impegnano pubblicamente alla cura reciproca e ad allevare i figli – i futuri cittadini – in un orizzonte di stabilità familiare naturale. «La famiglia non può essere umiliata e indebolita da rappresentazioni similari che in modo felpato costituiscono un vulnus progressivo alla sua specifica identità, e che non sono necessarie per tutelare diritti individuali in larga misura già garantiti dall'ordinamento», ha detto qualche giorno fa il cardinale Angelo Bagnasco nella prolusione alla Conferenza episcopale italiana. La delibera è stata votata dalla maggioranza di centro–sinistra e dal movimento "5 Stelle", con l'astensione di Delfino (Pd) e Laghezza (Lista Chiarandini), e il voto contrario di De Luca, Frijia e Peserico (Pdl). De Luca era intervenuto nel dibattito sottolineando lo scarsissimo numero di adesioni ai registri laddove sono stati istituti e denunciando «strategie nazionali e internazionali che, attraverso i media, intendono relativizzare ogni valore socialmente condiviso, in particolare la famiglia». Intanto, nella tornata amministrativa della scorsa settimana, a Porto Venere è stato eletto sindaco Matteo Cozzani, l'unico tra i candidati a dichiararsi contrario all'istituzione del registro delle unioni civili.

 

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